Lo strano caso dell'ospedale inaugurato 1000 volte

Ferruccio Sansa - il Fatto Quotidiano

Un grattacielo. Con tutte le “prime pietre” dell’ospedale, alla Spezia potrebbero costruirci l’Empire State Building. Ma in città non si scompone più nessuno. Tranne i primari, si dice, che ogni volta cominciamo a sgomitare, a telefonare a segreterie di partito e compagnia bella per andare a dirigere reparti inesistenti.
Il Felettino, ormai, per gli spezzini è un mito. Leggeda tragicomica, sogno proibito per i malati che da decenni devono andare a curarsi  lontano perché da queste parti non esiste un ospedale degno di una città di 100mila abitanti. Non si contano più le volte che è stato dato l’annuncio della costruzione del nuovo ospedale. Arriva a ridosso di elezioni e referendum, puntuale come la sciatica ai piedi freddi. Adesso l’appuntamento è fissato per venerdì alle 10. Presenti, non è il caso di aggiungerlo, tutte le autorità.
Le cronache del Secolo XIX hanno provato a realizzare un’antologia delle prime pietre e delle promesse: la notizia dell’affidamento dell’appalto arrivò per la prima volta il 15 ottobre 2004, con l’annuncio dell’imminente posa della prima pietra e della consegna del nuovo nosocomio entro il 2007. Non se ne fece nulla perché il tribunale annullò tutto.
Poi altri annunci a pioggia, dal 2008 al 2014. L’ultima cerimonia in pompa magna risale al febbraio 2014. C’erano tutti gli amministratori possibili e immaginabili, anche il presidente dell’autorità portuale. Gli spezzini sussurrano che al momento di scattare la fotografia di rito non ci fosse posto per tutti.
Fino al maggio 2015, quando si stava per votare per le regionali e tirava una brutta aria per la spezzina Raffaella Paita (Pd, poi sconfitta). Niente di meglio che rispolverare a pochi giorni dal voto l’annuncio dell’affidamento dell’appalto. La consegne era annunciata per il 2019. Evidentemente non bastò. […]
Adesso l’ennesima prima pietra giusto in tempo per il referendum, anche se ci sarebbe ancora da demolire il vecchio sanatorio costruito nel Ventennio. Un dettaglio.
Senza contrare lo scandalo di quel reparto costruito pochi anni fa ma subito dichiarato inagibile. Un record. Ora dovrà essere demolito.
Ma a tremare sono soprattutto i politici cittadini. Uno di loro tenta di ironizzare: “Ma se stavolta dovessimo farlo davvero, poi che cosa prometteremo agli elettori?”.

Ferruccio Sansa - il Fatto Quotidiano 

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