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Fabrizio Nonis



54 anni. Nato a Toronto ma viene da Cinto Caomaggiore (VE).

Figlio di emigrati è fortemente legato all’ Italia e precisamente a Cinto Caomaggiore (VE), terra di mezzo tra due splendide regioni come il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia. Ha vissuto gran parte della sua infanzia a Toronto tra hamburger, hot dog, ketchup, corn-flakes, hockey e baseball mantenendo sempre una grande curiosità per la gastronomia-macelleria dove lavorava il papà Celso. All’età di 8 anni torna con la famiglia a Cinto Caomaggiore, un paesino il cui baricentro era una piccola piazza con una chiesa e dove in ogni casa vi erano ancora la mucca, il maialino, le galline e le anatre. Papà Celso lo portava nella macelleria di sua proprietà, un luogo dove ha imparato il mestiere. A 22 anni, Fabrizio decide di alternare il lavoro in macelleria con gli studi di Comunicazione presso il Seneca College di Toronto, una città che Fabrizio ama moltissimo per la sua dinamicità e multi etnicità. Qual è stata la sua intuizione una volta rientrato in Italia? Rivalutare il mestiere del macellaio che dalle sue parti è ancora chiamato con il nome dialettale “bekèr”.

Nel 2000 entra a far parte del corpo docenti presso l’Università dei Sapori di Perugia e, successivamente, ne fonda una sede distaccata a Pordenone. Durante un viaggio professionale, Fabrizio ha scoperto la sua seconda città adottiva: Marrakech , dove da più di 11 anni passa ormai molto del suo tempo e dove ha aperto un’Accademia di Cucina, “MarrakChef Express”, per diffondere la cultura del mangiar bene e far conoscere le grandi risorse gastronomiche del nostro Paese.

Fabrizio è sposato con Rita, ha due figli: Erica e Simone. Adora viaggiare, gioca a tennis, a calcio e pratica il golf.  Ama ascoltare Lucio Battisti, Sting, i Coldplay e Fiorella Mannoia.

Quest’ anno Fabrizio ,el bekér, grande artigiano, esperto conoscitore delle carni, divulgatore appassionato e curioso, ci condurrà alla minuziosa scoperta di ricette e prodotti poveri della tradizione italiana. Il viaggio di Nonis, suddiviso in 35 tappe, inizierà con una serie di servizi girati nel Triveneto, con baccalà, trippa e soppressa vicentina, specialità che – come spesso accade per la cucina povera - fanno parte di quelle abitudini familiari immortali e legate a momenti di convivio che conservano una spiccata ritualità.