A proposito di riforma della Giustizia...

"...il processo fu avocato alla Corte e ancora è là. Al riguardo, i sorbonicoli fecero voto di non più spillaccherarsi - e Mastro Giannotto con i suoi seguaci di non più soffiarsi il naso - finché la lite non fosse decisa con sentenza definitiva.

    Per via di questo voto sono rimasti da allora gli uni sempre più impillaccherati e gli altri più moccicolosi, poiché la Corte non ha ancora finito di spulciare tutti i documenti.

    La sentenza sarà pronunciata alle prossime calende greche, vale a dire l'anno del mai. Poiché, voi lo sapete, codesti signori possono più che non possa natura, anche a dispetto dei loro stessi decreti, nei quali è detto ben chiaro che solo a Dio è concesso di fare cose infinite. Natura non genera cose immortali (...). Ma questi mangiatori di nebbia sempre riuscirono a rendere immortali i processi pendenti davanti a loro, dando luogo e credito alla sentenza di Chilone il Lacedemone, consacrata in Delfo, che dice essere la miseria sorella delle liti e miserrimi sempre i litiganti, perché verranno a capo della propria vita prima che del loro diritto."

F. Rabelais, Gargantua e Pantagruel, Rizzoli Milano 1984, trad. di Augusto Frassineti, vol. I, pag. 113.   

ricevuto da Girolamo Caianello
e, volentieri, pubblicato  

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