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Aspettando la fase finale

Puntate integrali

NIKOLA SAVIC

Hai scoperto di avere un doppio che in tua assenza è la causa di eventi inenarrabili. La narrazione è al tempo presente e nel racconto ci devono essere una radio e una prostituta.

QUEL PICCOLO CHIMICO DI NOME GUERCIO

Lascio alle spalle il bar. Aggiusto l’impermeabile scosso dal vento. Sul marciapiede, che mi dà il pane, siamo nella pozzanghera, io e una merda. Accendo una Lucky nascondendola nel pugno. È l’ora della ronda.

Giro l’angolo e vedo le mie tre grazie: Pepa con la gonna rosa, Luana con la borsetta argento e Patty, praticamente nuda, la mia panterona fermatraffico.

“Allora donzelle, le fermiamo ste macchine o cosa?”, la mia voce lotta con il vento. Patty scappa dietro l’angolo.

“Che succede ragazze?”.

Pepa sbuffa e guarda per terra. Luana parla.

“Mauro. Così non va”.

“Cosa?”.

“Noi ti diamo la nostra quota per il posto”.

“Naturale”.

“Allora tu a noi ci devi far riposare di giorno. No che ci vieni a disturbare. Noi lo facciamo per lavoro”.

“Che cosa stai dicendo?”.

“No buono venire tutti i giorni a casa mia chiedere di scopare. No buono tutti i giorni”, Pepa sbotta.

“Io?”.

“Sì, tu”, Luana appoggia la mano sul basso ventre, “Noi con questa ci lavoriamo. Non è che ce la devi sciupare tu. E poi gli hai menato a Patty”.

“Ma quando mai? Io né scopo, né meno”.

“Sì, sì, tu menare Patty. Con la sua radio. A casa sua. Patty detto noi, tu venire, lei dire no, tu picchiare con la radio su testa. Bum”, ancora Pepa.

“Cazzo dicono?”, penso e le tiro un rovescio sul muso.

La sirena della pula non la sento nemmeno. Mi calmo in macchina. Ho già le manette. I porcellini ascoltano Luana, mentre Patty sta mimando il colpo.

“Concorrenza sleale”, penso. Poi ricordo il sorriso di Guercio mentre mi passava la bustina.