GazzetTinto

Marocco vs Austria

Il Campanile internazionale

    » Segnala ad un amico

    Rubriche: Il Campanile Internazionale
    Difficoltà: Media
    Tipologia: Dessert
    Tipologia: Primi Piatti
    Tempo di preparazione: 40 min
    Tipologia: Secondi

    Ingredienti:

    Procedimento:
    MAROCCO
    MOHAMMED CHAOUQUI DJEDIDI  E TOUIL KHADIJA  

    Sapori, profumi e colori: nei piatti della cucina del Marocco si fondono i secoli e le civiltà, si assaporano ancora oggi le influenze di diversi popoli. In Marocco si produce una gran quantità di frutta e verdura, quasi tutte le varietà sia tropicali che mediterranee. Si allevano capre, pecore e polli. Il deserto fornisce una gran quantità di datteri nelle sue oasi. Questo e’ quanto i berberi hanno sempre utilizzato nella loro cucina. Poi sono incominciate le influenze esterne: gli andalusi hanno portato le olive, l’olio d’oliva le noci e le erbe. Gli arabi hanno introdotto le spezie, diverse varietà di pane e piatti a base di granaglie.
    Il tajine (dal nome della caratteristica pentola in coccio) e il cous cous sono i piatti nazionali che possono contenere di volta in volta tutti questi ingredienti.
    I dolci raffinatissimi a base di mandorle e miele aromatizzati con essenze di rosa e fiori d’arancio evocano i racconti delle mille e 1 notte! 

    Il ristorante RIAD NOUR e’ un suggestivo bellissimo lembo di Marocco nel centro di Roma.
    A gestirlo sono MOHAMMED CHAOUQUI DJEDIDI, 40 anni, nativo della capitale del Marocco Rabat, e sua moglie Gianna, romana. Si sono incontrati e innamorati e hanno aperto il ristorante 3 anni fa. Il nome del ristorante vuol dire “Giardino di Nour” dedicato alla prima dei loro tre figli, che si chiama Nour (= Luce).
    In cucina oggi ci sara’ CHAOUQUI insieme alla cuoca del ristorante Touil Khadija e prepareranno dei piatti da cui evinciamo come i sapori dolci e agrodolci siano dominanti sulla tavola marocchina. 
    COUS COUS con HAMELOT  : un primo piatto dolce con una crema di mandorle e miele amalgamata con olio di argan (di questo olio c’e’ sia la versione alimentare che quella cosmetica)
    B’STILLA di POLLO, un involtino di pasta con pollo, mandorle e cannella. Nella tradizione la b’stilla viene preparata con carne di piccione, ma oggi e’ normalmente sostituita col pollo.
    Vedremo poi un Tajin (il tipico contenitore di coccio) con vitello, prugne e mandorle, e un cous cous con verdure e uva passa caramellata.
    Un THE verde alla menta concluderà la nostra vetrina di pietanze marocchine.


    VS


    AUSTRIA
    Manuela MACHER E Mario NOTARI     

    Nella cucina austriaca si trovano riunite tutte le influenze della monarchia austro-ungarica. Così accanto a piatti tipicamente austriaci, troviamo quelli di origine boema, ungherese e italiana. Ma i cuochi e le casalinghe austriaci hanno aggiunto a tutte quelle specialita’ di diversa provenienza una nota tipicamente austriaca. 

    Il 30 settembre 1971 (esattamente 42 anni fa!) ha aperto a Roma nei pressi del Vaticano la CANTINA TIROLESE, dove prima di diventare Pontefice, il Cardinale Joseph Ratzinger andava sovente a mangiare le specialità della sua terra (questo aneddoto può essere accennato, ma senza dargli troppo risalto).
    Nel 90 Manuela MACHER, nata e cresciuta a Graz (Austria) ne ha ereditato la gestione dai suoi genitori, mantenendo inalterate tutte le ricette della sua mamma.
    Quindi insieme al suo compagno Mario NOTARI, milanese, portano avanti la tradizione austriaca, non senza accese discussioni (ad esempio lei sostiene che la cotoletta sia di origine austriaca, lui ne difende l’origine milanese…)  
    I piatti che preparano per noi entrano a pieno titolo nella tradizione austriaca, i cui echi ritroviamo in tutto il nord est italiano:
    SHWEIN SHOPF : collo di maiale in casseruola cotto con birra e senape e servito tagliato a fettine con ciambelline di mele impanate e fritte.
    KNODEL di prugna : si tratta di un dessert fatto di “gnocchi” di farina, ricotta e uova con un ripieno che può essere prugna o albicocca (secondo la stagione) prima bolliti, poi passati in padella con burro e pangrattato e infine serviti spolverati di zucchero a velo
    Immancabile sulla tavola… un boccale di birra bionda!