Natale Giunta: gusto siciliano di strada Pane e Pizza Pane e Pizza Procedimento: I cibi da strada sono un concentrato di sapori semplici, netti, antichi. Li trovi sempre dietro l'angolo. Ti nutrono a basso costo. Se sei del posto, ti mettono in contatto fisico con la tua identità. Se non fai parte della comunità, raccontano ai tuoi sensi la sua cultura. Così chiamati perché anticamente (ma si continua a farlo anche oggi) venivano preparati e riscaldati in locali a pianterreno o su carretti ambulanti e mangiati velocemente dai viandanti. Palermo è uno dei regni incontrastati di questa antica usanza che si è fusa con la modernità dei nostri tempi ed è parte consistente del patrimonio gastronomico siciliano. E chi, se non il re siciliano delle nostre cucine, Natale Giunta, sarebbe più adatto a portarci nei vicoli di Palermo per farci respirare le suggestioni di questi antichi sapori??? PANE E PANELLE: Le panelle vengono preparate con farina di ceci,acqua e prezzemolo. La farina viene sciolta in acqua salata e viene girata con un mestolo fino a farla diventare una pasta cremosa. Essa viene stesa su un piano o delle superfici apposite,tagliata e poi fritta. Solitamente si mangiano in mezzo a panini con sesamo (giuggiulena) , rotondi e morbidi(chiamati "mafalde"). Prerogativa del territorio, le panelle rappresentano il caratteristico spuntino del palermitano. Si possono acquistare in una serie infinita di "friggitorie", anche ambulanti, sulle strade di grande traffico, nei quartieri popolari o residenziali, nei quartieri nuovi, nel centro storico. I CAZZILLI o CROCCHE': i cazzilli non sono altro che le crocchette di patate, inseparabili compagne delle panelle, dentro dei sofficissimi panini che vengono serviti strabordanti di bontà, quando ci si reca dal panellaro. LA RASCATURA: Sicuramente ormai sparite, queste "rascature" erano una gustosa invenzione delle "friggitorie" palermitane d'un tempo. Nelle teglie in cui si erano impastate le patate, passate, per fare "crocchè" rimaneva negli angoli qualche residuo che si asciugava col passare delle ore. Lo stesso avveniva nei contenitori della polenta di farina di ceci per le panelle, e intorno alle formelle di legno per stampare le panelle. Questi rimasugli a fine giornata potevano anche essere di una certa quantità. Buttarli? Assolutamente no e la saggezza popolare di friggitori s'inventa le "rascature". Misto di panelle e cazzille. Le percentuali dell'uno e dell'altro dei componenti , però, erano variabili a seconda dei giorni, dipendendo dalla quantità della giornata. IL PANE CUNZATO: Pur essendo tipico della Sicilia, il pane cunzato, con il variare delle zone geografiche presenta differenze sia nella forma e nel gusto del pane utilizzato, sia nel condimento, sino a moderne interpretazioni. Come per tutte le ricette "povere", nel pane cunzato il risultato finale è strettamente collegato alla qualità e freschezza degli ingredienti con cui è condito. GLI ARANCINI: Gli arancini, ispirati agli agrumi nell'aspetto e nel nome, sono una felicissima sintesi delle varie influenze storiche presenti nell'area: quella araba per il riso e lo zafferano, quella francese per il ragù, quella spagnola per il pomodoro e quella greca per il formaggio. Questo cibo sarebbe nato secondo alcuni nei conventi, per altri all'interno delle case baronali, mentre c'è chi li farebbe derivare dalla tradizione della cucina popolare, dove gli avanzi di un pranzo venivano riciclati in modo fantasioso e gustoso. Procedimento:

I cibi da strada sono un concentrato di sapori semplici, netti, antichi. Li trovi sempre dietro l’angolo. Ti nutrono a basso costo. Se sei del posto, ti mettono in contatto fisico con la tua identità. Se non fai parte della comunità, raccontano ai tuoi sensi la sua cultura. Così chiamati perché anticamente (ma si continua a farlo anche oggi) venivano preparati e riscaldati in locali a pianterreno o su carretti ambulanti e mangiati velocemente dai viandanti.
Palermo è uno dei regni incontrastati di questa antica usanza che si è fusa con la modernità dei nostri tempi ed è parte consistente del patrimonio gastronomico siciliano. E chi, se non il re siciliano delle nostre cucine, Natale Giunta, sarebbe più adatto a portarci nei vicoli di Palermo per farci respirare le suggestioni  di questi antichi sapori???
PANE E  PANELLE:  Le panelle vengono preparate con farina di ceci,acqua e prezzemolo. La farina viene sciolta in acqua salata e viene girata con un mestolo fino a farla diventare una pasta cremosa. Essa viene stesa su un piano o delle superfici apposite,tagliata e poi fritta. Solitamente si mangiano in mezzo a panini con sesamo (giuggiulena) , rotondi e morbidi(chiamati “mafalde”). Prerogativa del territorio, le panelle rappresentano il caratteristico spuntino del palermitano. Si possono acquistare in una serie infinita di “friggitorie", anche ambulanti, sulle strade di grande traffico, nei quartieri popolari o residenziali, nei quartieri nuovi, nel centro storico.
I CAZZILLI o CROCCHE’: i cazzilli non sono altro che le crocchette di patate, inseparabili compagne delle panelle, dentro dei  sofficissimi panini che vengono serviti strabordanti di bontà, quando ci si reca dal panellaro.
LA RASCATURA: Sicuramente ormai sparite, queste “rascature” erano una gustosa invenzione delle “friggitorie” palermitane d’un tempo.
Nelle teglie in cui si erano impastate le patate, passate, per fare “crocchè” rimaneva negli angoli qualche residuo che si asciugava col passare delle ore. Lo stesso avveniva nei contenitori della polenta di farina di ceci per le panelle, e intorno alle formelle di legno per stampare le panelle.
Questi rimasugli a fine giornata potevano anche essere di una certa quantità. Buttarli? Assolutamente no e la saggezza popolare di friggitori s’inventa le “rascature”. Misto di panelle e cazzille.
Le percentuali dell’uno e dell’altro dei componenti , però,  erano variabili a seconda dei giorni, dipendendo dalla quantità della giornata.
IL PANE CUNZATO: Pur essendo tipico della Sicilia, il pane cunzato, con il variare delle zone geografiche presenta differenze sia nella forma e nel gusto del pane utilizzato, sia nel condimento, sino a moderne interpretazioni. Come per tutte le ricette "povere", nel pane
cunzato il risultato finale è strettamente collegato alla qualità e freschezza degli ingredienti con cui è condito.
GLI ARANCINI: Gli arancini, ispirati agli agrumi nell'aspetto e nel nome, sono una felicissima sintesi delle varie influenze storiche presenti nell’area: quella araba per il riso e lo zafferano, quella francese per il ragù, quella spagnola per il pomodoro e quella greca per il formaggio.
Questo cibo sarebbe nato secondo alcuni nei conventi, per altri all’interno delle case baronali, mentre c’è chi li farebbe derivare dalla tradizione della cucina popolare, dove gli avanzi di un pranzo venivano riciclati in modo fantasioso e gustoso.




















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