Logo Rai3

Aspettando la fase finale

Puntate integrali

STEFANO TRUCCO

Hai scoperto di avere un doppio che in tua assenza è la causa di eventi inenarrabili. La narrazione è al tempo presente e nel racconto ci devono essere una radio e una prostituta.

LA RADIO, LA TUA VOCE

Entrare tranquilli in casa propria e sentire delle voci può inquietare, ma nulla di che: hai semplicemente lasciato accesa la televisione o la radio. Capita.

Stabilire che si tratta della radio in camera da letto ti rassicura. Ingannevolmente, perché quando ti rendi conto che la voce è la tua – calda, un po' puntigliosa, con un lieve rotacismo, ma in fondo gradevole – e tu alla radio non ci hai mai lavorato, ti si ferma il cuore. Hai un sosia, almeno vocale: non sei contento?

“Sembra incredibile, ma Adolf Hitler nacque esattamente nove mesi dopo il primo delitto di Jack lo Squartatore...”.

Registri a malapena il fatto che la voce – la tua voce – sta raccontando ai suoi gentili ascoltatori la ben nota storia del famoso serial killer londinese, perché ti distrae il fatto che sul letto ancora sfatto ci sono delle macchie di sangue. Molto sangue. Una scura striscia rossa ti guida fino al bagno.

Non hai molte alternative, se non aprire quella porta, anche se a questo punto sai che la cosa non può finire bene e tanto vale che tu sappia di che morte devi morire.

La tua voce, tranquilla e confidenziale, racconta di nuove teorie sull'identità dello Squartatore.

La donna nella vasca – quel che ne resta: è praticamente sventrata e c'è sangue ovunque, anche sul soffitto – è di colore, indossa una minigonna ridicola e stivali altissimi. Una prostituta, una di quelle che rimorchi quasi tutte le sere.

Ascolti la tua voce alla radio che pronuncia il tuo nome, mettendoci solo un minimo di enfasi.