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Forlì - 10 giugno

Quiz Camilleri | Terza domanda


La risposta esatta è TROFFA

Voglio dirti perché cominciai subito a scrivere nella lingua in cui scrivo. Sentivo che il mio italiano aveva un respiro corto. Da giovanissimo, scrivevo poesie e racconti brevi... in italiano. E andava bene anche per i racconti di terza pagina. Il problema si presentava con i racconti lunghi. Se ne interrompevo la scrittura, metti conto per andare a dormire, l’indomani mattina, quando riprendevo, avevo difficoltà a ritrovare lo stesso tono, lo stesso timbro del giorno avanti. Era come scrivere una lettera iniziandola in francese e continuandola in inglese. Allora mi sono detto "Così non riuscirò mai a scrivere".

Con queste parole Andrea Camilleri inizia a raccontare al linguista Tullio De Mauro, nel libro La lingua batte dove il dente duole (Laterza, 2013), il suo rapporto con quella che più tardi, in un'intervista a Giuseppe Antonelli su Radio3, definirà "non sicilitudine, ma dialettitudine". Oggi sono diversi i dizionari Camilleri/ Italiano disponibili anche in rete (un esempio qui), ma è davvero necessario il loro utilizzo? Le opinioni non sempre concordano: lo scrittore Stefano D'Arrigo, per esempio, si dimostrò molto contrariato quando vide che il libro Un filo di fumo (Garzanti, 1980) era accompagnato da un piccolo vocabolario: "Dovetti ricucire un'amicizia" racconta lo stesso Camilleri in una conversazione con Francesco Anzalone "l'aveva offeso profondamente il fatto che io avvessi messo il glossario e lui no, che io non ero stato forte come lui, nella resistenza al glossario".

Curiosità: se Camilleri, come gli è stato chiesto da Gianni Bonina in un'intervista, incontrasse un siciliano a Tokyo, gli parlerebbe in dialetto o in italiano? "In dialetto" risponde lo scrittore " Mi è capitato ad Amburgo di sentirmi chiamare Duttureddu Camilleri. Era uno del mio paese: ci siamo abbracciati come se avessimo passato la vita insieme mentre non ci conoscevamo".


Dialetti e diletti: per saperne di più, ascolta questa intervista (al buio!) e guarda il video realizzato per il programma La Lingua Batte