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Cioccolato di Modica

Modica è la “piccola Svizzera d’Italia”, dove la parola d’ordine è “cioccolato”, che qui ancora si realizza con la stessa tecnica tramandata da mezzo millennio. 

L'arte del cioccolato fu importata in Sicilia dagli Spagnoli verso il 1600, che a loro volta l’appresero dagli Aztechi. Per le civiltà precolombiane le fave di cacao erano preziosissime, indice di ricchezza e benessere e utilizzate come moneta di scambio.

Gli Aztechi preparavano il cioccolato macinando i semi di cacao su una pietra ricurva chiamata "metate", usando una specie di mattarello anch'esso in pietra. La pasta di cacao così ottenuta veniva poi mescolata con spezie e lavorata sul "metate" fino all’indurimento.

Nella Contea di Modica successivamente furono aggiunti lo zucchero e le spezie (vaniglia e cannella) ottenendo così un prodotto che, oltre ad essere nutriente, era considerato anche un medicinale.

Si tratta di un cioccolato “arcaico” che, contrariamente a quanto in seguito è avvenuto nel resto d'Europa, non è mai passato alla fase industriale rimanendo immutato attraverso i secoli.

Il cioccolato di Modica si ottiene infatti da una particolare lavorazione "a freddo" del che esclude la fase del concaggio. Il cioccolato modicano risulta infatti profumatissimo e granuloso perché mantenendo una bassa temperatura di lavorazione gli aromi della materia prima non evaporano e i cristalli di zucchero non si sciolgono all’interno del composto.

La forza di questo prodotto sta quindi nella semplicità della lavorazione che non prevede nessuna aggiunta in burro o altre sostanze estranee (grassi vegetali, derivati del latte, lecitina).

Provatelo, ve ne innamorerete.

 

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