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Area marina protetta Portofino

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    • Regione: Liguria
    • Provincia: Genova
    • Comuni: Camogli, Portofino, Santa Margherita Ligure
    • Estensione: 346 ettari
    • Istituzione: DM 6/61998, DM 27/9/1999, DM 27/9/2000
    • Ente gestore: Consorzio tra Provincia di Genova, comuni e Università di Genova

    Il Promontorio di Portofino, roccioso e alto 610 metri, si protende nel Mar Ligure per oltre 3 km come una fortezza squadrata, dividendo il Golfo Paradiso, a ponente, dal Golfo del Tigullio, a levante. Il suo perimetro si estende per oltre 13 km ed è rettilineo nella parte occidentale, dove spicca lo sperone di Punta Chiappa, mentre è più articolato a sud dove si susseguono insenature e cale come quella, notissima, di San Fruttuoso. A levante, doppiata la piccola penisola di San Giorgio, il profilo costiero si f a meno scosceso e la vegetazione si spinge fino al mare, circondando di verde le piccole baie. La differenza tra due lati del promontorio riguarda l'ampia struttura rocciosa: la costa meridionale è costituita dalla cosiddetta puddinga di Portofino un conglomerato formato da ciottoli, sabbia e argilla mentre lati verso Camogli e Rapallo affiorano calcari stratificati del Monte Antola. Per chi giunge dal mare, la parte emersa del monte appare come un alternarsi di rocce di vegetazione.

    Alle specie tipiche delle rupi costiere a picco sul mare amanti della salsedine come il finocchio di mare, seguono le Borracine, il Limonium e poi la Macchia a corbezzolo ed Erica destinata a lasciare il posto, salendo, a pinete di pino marittimo e di rari Pini d'Aleppo in mezzo ai quali si indovinano attratti i verdi più chiari di qualche olivo, che ricorda la presenza dell'uomo. La morfologia dei fondali presenta un primo gradino su i 1020 metri, cui segue un declivio fino a 50 metri circa prima di terminare con fondali sabbio-fangosi misti a detriti rocciosi. L'ambiente appare ricco di spaccature, tetti, cenge e grotte trasformate in un substrato ideale per lo sviluppo di abbondanti popolamenti influenzati positivamente anche dalle correnti marine che assicurano, un buon ricambio d'acqua, più accentuato nel caso di forti venti di libeccio e scirocco che, sul lato meridionale, può ostacolare le attività subacquee. Vi sono 18 punti di immersione predisposti e due siti ad alto interesse naturalistico (Isuela e Altare).

    Le scogliere più superficiali anno cinture di alghe brune, verdi o rosse che celano molti invertebrati come anemoni e pomodori di mare. Nelle fasce rocciose più profonde si sviluppano gli organismi tipici del precoralligeno con gorgonie bianche, madreporari solitari e coloniali a cui fanno seguito variopinti e diversificati popolamenti del cosiddetto coralligeno, un ambiente nato dalla lotta tra organismi costruttori, per lo più, alghe calcare e demolitori (spugne, molluschi, crostacei), in questi fondali, molto amati dei subacquei per bellezza, ricchezza e varietà di specie, crescono le grandi gorgonie rosse e quelle gialle. Meno evidente il corallo rosso, per le dimensioni ridotte delle sue colonie che pure qui raggiungono densità elevate. Abbondanti e coloratissime pure le spugne, oltre 150 specie: alcune sono oggetto di allevamenti sperimentali dei ricercatori dell'Università di Genova, che al monte di Portofino ha sempre dedicato molta attenzione. Notevole incremento ha avuto anche la fauna ittica sia a livello di specie sia di popolazioni, a testimoniare l'efficacia delle misure protettive in atto in un ambiente così frequentato come Portofino al centro della riviera di levante.

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