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La nuova piramide alimentare mediterranea






La classica piramide alimentare della dieta mediterranea è totalmente insufficiente! La “tradizionale” piramide alimentare della dieta mediterranea riduce la complessità dello stile di vita mediterraneo a un elenco di nutrienti, dimenticando che le pratiche sociali sono altrettanto fondamentali. A mettere la salute nel piatto non è sufficiente calibrare proteine, carboidrati e vitamine. Altrimenti ci potremmo alimentare direttamente in farmacia. Sono necessari un ambiente sano, ritmi umani, convivialità.

SETTE PAROLE CHIAVE CHE STANNO ALLA BASE DELLA NUOVA PIRAMIDE

Il comitato scientifico del Centro, composto fra gli altri da Carlo Petrini e Lucio d’Alessandro, Rettore dell’UniSOB, dallo chef stellato Alfonso Iaccarino, Gabriele Riccardi (diabetologo di fama mondiale, membro del direttivo del gruppo di studio su “Nutrizione attività fisica e metabolismo” dell’American Heart Association e già presidente della Società Italiana di Diabetologia), e Franco Contaldo (consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché presidente della Società Italiana per lo Studio dell’Obesità), ha elaborato sette parole chiave che sono parte essenziale della dieta mediterranea di ieri e di domani. Primo fra tutti la convivialità, che da sempre è una ricetta infallibile per consolidare i legami di amicizia e fraternità tra le persone, come tra i popoli. La tradizione, che è il deposito di questo patrimonio culturale che si è stratificato nei secoli e che è un repertorio infinito di cattedrali del gusto. La stagionalità, che è un principio etico ed estetico, perché consumare i prodotti stagionali significa ridurre l’inquinamento ambientale e, al tempo stesso, significa mangiare alimenti più saporiti e che hanno subìto minori trattamenti per la loro conservazione. Attività fisica, perché la vita all’aria aperta e il movimento incidono enormemente sulla salute. Infine altri tre concetti semplici ma efficaci, che declinano al futuro il verbo della dieta mediterranea. Insieme, è un invito a cucinare insieme, donne e uomini, per almeno due ragioni. Perché è importante nutrirsi di real food, il cibo vero, e perché l’eredità millenaria della dieta mediterranea va custodita e rinnovata giorno per giorno nei gesti che ciascuno compie in cucina. Si tratta di una responsabilità che va condivisa fra i generi, in nome dell’uguaglianza e della pari opportunità e distribuzione equa dei compiti lavorativi e domestici, ma anche per il bene delle future generazioni che meritano di ricevere questo patrimonio dell’umanità in buono stato di conservazione.

Anche per questo è fondamentale un altro concetto, quello di portare A scuola la cultura, i valori e la storia della dieta mediterranea. Perché solo una sana e consapevole conoscenza del cibo può favorire comportamenti virtuosi e gioiosi. L’educazione alimentare, infatti, non deve essere un decalogo di norme restrittive, ma una riflessione a tutto tondo sul valore che il cibo ha avuto e avrà sempre nella storia dell’umanità. Ecco perché il concetto conclusivo è Zero sprechi, perché in un mondo dove 800 milioni di persone soffrono la fame, è un dovere morale evitare gli sprechi e impegnarsi perché il cibo arrivi anche a chi non ne ha.

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