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A Dangerous Method

Freud e Jung a confronto. Secondo Cronenberg

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    • Regia: David Cronenberg
    • Cast: Michael Fassbender, Keira Knightley, Viggo Mortensen, Vincent Cassel, Sarah Gadon
    • Genere: Thriller
    • Anno: 2011
    • Data di uscita: 30 settembre 2011
    • Distribuzione: BIM Distribuzione

    In concorso alla 68. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

    Sinossi

    Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, le vibranti città di Zurigo e Vienna sono lo scenario di una torbida storia di avvincenti scoperte in nuovi territori della sessualità e dell’intelletto.

    Zurigo, 1904. Lo psichiatra ventinovenne Carl Gustav Jung è all’inizio della sua carriera, e vive con sua moglie Emma, incinta, presso l’ospedale Burgholzli. Ispirandosi al lavoro di Sigmund Freud, Jung decide di tentare sulla paziente diciottenne Sabina Spielrein il trattamento sperimentale di Freud noto come psicanalisi o “terapia delle parole”.

    Sabina è una ragazza russa di cultura elevata, che parla fluentemente il tedesco: le è stata diagnosticata una grave isteria e ha fama di essere pericolosamente aggressiva. Nei colloqui con Jung rivela un’infanzia segnata da umiliazioni e maltrattamenti da parte del padre, un uomo autoritario e violento. La terapia psicanalitica porta alla luce una inquietante componente sessuale del disturbo di Sabina, che conferma le teorie di Freud sul rapporto fra sessualità e disordini di carattere emotivo. Grazie alla corrispondenza sul caso Spielrein, Jung forgia un rapporto di amicizia con Freud, e il loro primo incontro sarà un vero e proprio tour de force intellettuale.

    Mentre va approfondendosi la relazione tra Jung e Freud, che vede nel giovane collega il suo erede intellettuale, si ispessisce anche quella fra Jung e Sabina, che, nonostante la malattia, rivela una mente brillante. Il suo trattamento ha successo e Sabina intraprende la carriera di psichiatra su incoraggiamento di Jung.

    Freud chiede a Jung di prendere in cura un collega psichiatra, Otto Gross, che descrive come tossicodipendente e convinto sostenitore della più spregiudicata amoralità. Jung è intrigato dagli abili e provocatori argomenti di Gross contro la monogamia.

    Sotto l’influenza di Gross, Jung mette da parte il rigore etico e si abbandona ai suoi sentimenti verso Sabina. I due avviano una relazione sessuale violando i confini del rapporto medico/paziente. Freud e Jung cominciano a dividersi a causa del conflitto sempre più aspro fra le loro teorie sulla psiche. Jung contesta la rigida aderenza di Freud alle proprie teorie sulla sessualità, mentre il crescente interesse di Jung per il misticismo minaccia ulteriormente il loro sodalizio. Compiono insieme un viaggio in America, che Jung vede come una grossa opportunità, mentre Freud è molto diffidente.
    Torturato dal senso di colpa oltre che dagli scrupoli per la sua professione, Jung rompe con Sabina. Sabina lo aggredisce nel suo studio, ferendolo al viso, poi fugge a Ginevra per diventare paziente di Freud.
    Nel disperato tentativo di conservare la propria integrità professionale, Jung nega la relazione in una lettera a Freud, ma finisce così per perdere credibilità agli occhi del suo mentore. Il sotterfugio danneggia anche la credibilità di Sabina.
    Dopo un’ultima notte trascorsa insieme Jung e Sabina arrivano ad una riconciliazione. Questa volta è Sabina a decidere che ha bisogno della propria libertà. Nel separarsi da Jung, Freud non può fare a meno di confrontarsi con la propria mortalità. Vede in Sabina una potenziale terapeuta, e le passa alcuni dei suoi pazienti. Man mano che Sabina va affermandosi professionalmente, il suo legame con Jung si allenta.

    Ci ritroviamo nel 1934, quando Sabina, ormai sposata e incinta, fa visita a Jung e scopre che il matrimonio di lui è sopravvissuto alla loro relazione e che lui ha ora una nuova amante. Con l’approssimarsi della Seconda Guerra Mondiale Jung non è più il giovane uomo pieno di ottimismo che abbiamo incontrato all’inizio. Ha imparato molto, ma nel far questo ha anche danneggiato profondamente le persone che lo circondavano e se stesso. Il rapporto fra Sabina e Jung si chiude con una nota dolceamara.


    Dalla scena allo schermo

    A Dangerous Method ha visto la luce come sceneggiatura alla metà degli anni novanta. Lo sceneggiatore premio Oscar Christopher Hampton ha sempre nutrito un profondo interesse nei confronti della psicanalisi, e si è documentato a lungo sulla relazione tra Jung, Freud e Sabina, visitando anche l’ospedale Burghölzli di Zurigo, dove ha letto le cartelle cliniche relative al caso Spielrein. Queste figure di alto profilo intellettuale hanno affascinato Hampton, come lui stesso spiega: “Erano pionieri, e la psicanalisi era un’idea rivoluzionaria. Ha scoperto tanti scheletri nell’armadio e rivelato molti tabù.

    Alla fine del diciannovesimo secolo hanno visto la luce grandi correnti di nuove idee che hanno dato vita ad una concezione completamente nuova della società.” Hampton ha sviluppato il materiale traendone un testo teatrale intitolato The Talking Cure (“La terapia delle parole”) che è andato in scena con successo al National Theatre di Londra con Ralph Fiennes nel ruolo di Jung.
    Alcuni anni dopo, il celebre regista David Cronenberg ha chiesto a Hampton di trarre dal testo teatrale la sceneggiatura per un film. Come spiega Cronenberg “Sapevo che il testo teatrale conteneva una grande ricchezza di spunti per lo schermo. Questa storia di passioni dilanianti all’ombra di quell’evento immane che è stata la Prima Guerra Mondiale, permetteva di scandagliare a fondo due intense relazioni inestricabilmente intrecciate fra di loro. Il fatto che i protagonisti fossero personaggi di grande spessore realmente esistiti, e che il triangolo fra Jung, Freud e Sabina abbia di fatto dato vita alla moderna psicanalisi, rendeva il tutto ancora più intrigante.”

    Hampton ha cominciato a sviluppare la sceneggiatura intrecciando fatti storici e citazioni dagli scritti dei protagonisti per comporre la storia drammatica di un avvincente dibattito di idee. Cronenberg ha sottoposto il progetto al suo amico Jeremy Thomas (il produttore indipendente vincitore di un premio Oscar) che è rinomato per il suo lavoro con autori di grande originalità e che aveva già collaborato con Cronenberg per i film Crash e Il pasto nudo, entrambi acclamati dalla critica e pluripremiati.
    Da parte di Thomas l’interesse è stato immediato. Come lui stesso spiega “L’ accoppiata tra un regista come Cronenberg e un grande drammaturgo e sceneggiatore come Christopher Hampton era un’occasione troppo rara e eccitante perché io potessi perderla. L’opportunità di lavorare di nuovo con David su un progetto di questo spessore, sembrava sposarsi naturalmente con lo scontro di idee da portare sullo schermo. Nel dialogo c’è una grande quantità di duelli verbali che, ho pensato, sarebbero risultati molto avvincenti se recitati da grandi attori e avrebbero avuto un impatto forte sul pubblico se diretti da un regista meraviglioso, con una magnifica colonna sonora.”

    Per Hampton, l’opportunità di lavorare con Cronenberg, un autore che ha sempre ammirato, rappresentava un’attrattiva irresistibile: “Penso che David riesca a combinare, in modo davvero unico, una oggettività estremamente fredda e un coinvolgimento emotivo decisamente violento. Una combinazione veramente originale che si adatta perfettamente a questa storia, perché è la storia di persone che, cercando di operare sul piano delle regole della civiltà e di ricondurre i propri pazienti all’interno della “norma”, finiscono per rendersi conto che una norma non c’è e che loro stessi, come tutti noi sotto certi aspetti, vivono a contatto con una dimensione istintuale selvaggia e non possono far altro che cercare di gestire queste contraddizioni nel miglior modo umanamente possibile. David è il regista ideale per abbracciare queste contraddizioni e dar loro un senso.”

    Da parte sua, Cronenberg era affascinato dall’idea di dirigere un film su tre personaggi storici così carismatici, Sabina inclusa; una figura relativamente sconosciuta che ha fortemente influenzato Jung e Freud sul piano professionale. Come lui stesso spiega “Sabina ha dato un grosso contributo alle teorie di entrambi, cosa che nessuno sapeva prima che fosse scoperto il suo epistolario con Freud e Jung. In queste lettere l’articolazione del pensiero, le teorizzazioni e i ragionamenti apparentemente astratti tradivano, in realtà, tutta la loro passione. Si tratta di personalità veramente affascinanti e di una storia meravigliosa.”
    E Thomas, rinomato per la selettività delle sue scelte produttive, ha capito subito che doveva assolutamente portare sullo schermo questa storia poco nota, “Mi hanno sempre attirato le storie insolite che hanno a che fare con comportamenti estremi. Al centro di A Dangerous Method c’è una storia affascinante che mette in evidenza come possa finire preda delle emozioni più istintive anche chi capisce la psiche umana meglio di chiunque altro.
    Amore, passione erotica, ambizione, inganno, crolli emotivi, rotture laceranti e sogni apocalittici creano il terreno per il momento cruciale in cui Jung, Freud e Sabine si incontrano e si dividono, cambiando per sempre il volto del pensiero moderno. Queste dinamiche intime, sullo sfondo del più vasto respiro della Storia, sono ciò che rende irresistibile per me questo film.”