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Alle otto della sera - Napoleone

Vincent Van Gogh

L’ammiraglio delle zanzare – Colombo

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Dov'è nato Cristoforo Colombo? Falso problema. Quando si sostiene che è nato a Genova ci si dimentica di aggiungere che allora Genova era una cosa molto diversa da quella che oggi essa è, perché - come ogni città mediterranea che si rispettasse - essa non era localizzata in un unico punto come per noi oggi è normale ritenere, ma era invece all'interno di ogni città importante, specie se costiera, comprese quelle atlantiche come Cadice o Siviglia, ognuna delle quali ospitava il proprio quartiere genovese dotato di proprie istituzioni e, all'occorrenza, di propri moli. E se non si inquadra la figura di Colombo all'interno di tale mondo dove le stesse cose sono in grado di stare nello stesso tempo in più posti diversi e perciò mobilissimo e non ancora statico (cioè alla lettera composto di stati) non soltanto si rischia di non comprenderla, ma di non comprendere nemmeno quel che oggi sta avvenendo, vale a dire la crisi del mondo moderno, del mondo di cui appunto Colombo fu il primo rappresentante.
Tzvetan Todorov ha analizzato, in un celebre testo, la figura di "Colombo ermeneuta", di Colombo cioè interprete di una realtà, quella che noi oggi chiamiamo americana, completamente estranea rispetto a quella del Vecchio Mondo. Nel ciclo di conversazioni che qui si presenta si compie un passo avanti: dopo aver fatto giustizia dei luoghi comuni che abbiamo appreso a scuola (l'episodio dell'uovo, la novità della sfericità della Terra) attraverso il riesame dell'intera vicenda dei viaggi colombiani viene analizzata la figura di Colombo come - per così dire - epistemologo, cioè dal punto di vista del suo metodo conoscitivo, delle sue convinzioni circa la possibilità di conoscenza della realtà e le tecniche di tale conoscenza. E si spiega come l'importanza di tale figura non risiede tanto, oggi, nel fatto che egli sbarcò in quello che verrà chiamato Nuovo mondo (un mondo di cui assolutamente egli non volle mai ammettere l'esistenza) ma nell'aver prima d'ogni altro improntato ogni sua azione alla cieca fiducia nei confronti dell'immagine geografica del mondo, della mappa, fino alla lucida e insieme tragica comprensione del valore profetico di tale modello. Dopo il secondo viaggio dai cortigiani di Fernando e Isabella Colombo venne ironicamente soprannominato l'"ammiraglio delle zanzare", perché le terre appena scoperte avevano pochissimo oro, e invece moltissimi di tali fastidiosi insetti. Ma proprio perché è stato l'ammiraglio delle zanzare Colombo continua oggi ad essere importante: perché l'involucro aereo e invisibile che con lui iniziò a stendersi sul mondo come un impalpabile contenitore (anche di zanzare) fu appunto lo spazio: quel che oggi è in crisi, e di cui la mappa è stata lo storico veicolo.

Di Franco Farinelli. A cura di Angela Zamparelli. Regia di Giancarlo Simoncelli. Trasmesso dal 22 maggio al 16 giugno 2006






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