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David Acampora

Ha 34 anni e nasce a Torre del Greco (Na). La sua è una famiglia normalissima, studia presso l’isituto d’arte e intraprende un percorso diverse strade professionali che lo porteranno, con suo padre, ad aprire una gioielleria a Tenerife. L’equilibrio apparente inizia a vacillare per il peggioramento delle condizioni di salute di suo padre, e al conseguente rientro in Italia. Oltre ai problemi causati dalla malattia paterna deve affrontare una crisi coniugale per via di una storia extra coniugale scoperta da sua moglie. Ha soli 27 anni quando si chiude nella dipendenza da cocaina in modo più forte: da quel momento persegue una doppia esistenza per celare una vita fatta di consumo abitudinario e debiti accumulati per permetterne il consumo, sotto gli occhi ignari e inconsapevoli della sua famiglia.
Il conto dei debitori si trasforma nel ricatto dei suoi spacciatori camuffato da impresa semplice e poco rischiosa: trasportare in auto della droga dalla Germania all’Italia.
A Bonn, l’impresa “semplice” si trasforma in un incubo per una pura distrazione: David dimentica i documenti della sua auto in Italia e dopo un normale controllo della polizia subisce la confisca del veicolo. Una normale verifica che successivamente porterà alla luce quella che era la natura del suo viaggio ovvero il traffico internazionale di droga con il risultato di una condanna a otto anni. Una storia che lo vedrà scontare tre anni e mezzo in Germania in un’esperienza violenta e aggressiva.

ALCUNE DOMANDE A DAVID ACAMPORA

I tuoi non sapevano di questa doppia vita, .pensavano che andassi a lavorare?
No andavo a perdere tempo, ero riuscito a convincere i miei a farmi comprare per lavoro una macchina, che usavo per tutt'altro.
Una volta che ero arrivato li dagli spacciatori mi han detto che visti i miei debiti c'era un lavoretto, un viaggio da fare, che potevo fare per ripagare i debiti e guadagnare qualcosa. Avrei dovuto trasportare della marijuana dalla Germania. Non ci ho pensato più di tanto, sono partito, e una volta in viaggio mi sono ricordato di aver lasciato i documenti dell'auto a casa e a un posto di blocco, in Germania, son risultato sprovvisto di documenti e l'auto e' stata trattenuta nel mio viaggio di ritorno e poi hanno scoperto che sull'Auto ci stavano 89000 pasticche di estasi, un chilo di cocaina e mezzo chilo di fumo.

Come è stata l’esperienza nel carcere Tedesco?
Con tutto che sono una persona tranquilla, ho dovuto difendermi e nei tre anni e mezzo che sono stato in Germania sono stato coinvolto in tre risse di cui una in cui ci stavo io, un altro italiano e diciotto russi. I russi in carcere producono  alcool con tutto quello che hanno a disposizione: pane, vitamine, ketchup, lo zucchero.

Alcool?

Si, è un alcool che con un bicchierino ti manda fuori di testa, è benzina allo stato puro. Questi alla fine non si controllano più e anche un semplice sguardo gli da fastidio, considerando che i secondini aprono le celle e chiudono solo il cancello principale del reparto e quindi i detenuti rimangono spesso indisturbati.
Infatti tutto e' iniziato nel corridoio e finito in una cella. La rissa e' finita che io c'ho rimesso un paio di occhiali, il mio amico un pugno all'occhio e per fortuna lui era cintura di karatè.

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