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Scatti di scena

Martina Gedeck

Arciduchessa Sofia

Come ci si avvicina ad un ruolo simile?

Per fortuna esistono ancora numerose lettere e diari scritti dall’Arciduchessa Sofia, dai quali traspare il vero carattere di questo personaggio e le quotidiane abitudini a corte. Essere a servizio dell’Impero veniva prima di ogni altra cosa. Al contempo anche la vita privata, ovvero la vita in famiglia, ricopriva un ruolo preminente. La realtà a corte non era poi così rigida come ce la immaginiamo. Le cose più importanti per l’Arciduchessa Sofia erano il benessere e la realizzazione dei propri figli. Sofia era considerata il capo famiglia, colei che teneva uniti gli affetti. Non a caso poco dopo la sua scomparsa la famiglia andò progressivamente dividendosi. Avvicinandomi al ruolo, dunque, ho cercato di fare confluire gli studi e le nozioni acquisite sul personaggio di Sofia nella mia interpretazione; questo mi ha permesso di liberarla dall’immagine rigida e severa che l’aveva sempre caratterizzata, affiancando ai soliti stereotipi quelli che furono i veri tratti del suo carattere.

Come giudica il rapporto fra Sissi e Sofia?

Fu un rapporto molto difficile, dettato, a mio avviso, anche dalle condizioni politiche avverse. Sofia difende le posizioni più conservatrici e pretende, ovviamente, che le regole vengano rispettate. Elisabetta, invece, vuole imborghesire la corte imperiale – un’impresa assurda, destinata a fallire. Per questo l’Imperatrice finirà per ritirarsi sempre più da corte, passando anni a viaggiare. Il rapporto conflittuale fra l’Impero e una borghesia sempre più potente si rispecchia nel film nel rapporto fra Sissi e Sofia. L’impero degli Asburgo è vicino al tramonto: Sofia se ne accorge e cerca di opporsi con ogni mezzo a questo destino. D’altro canto, però, ci sono anche interessanti paralleli nella vita di queste due donne: approdate a corte entrambe molto giovani – Sissi a 16 anni, Sofia a 19 – sono state entrambe inconsolabilmente tristi per aver perso una figlia di 4 anni e poi un figlio adulto, per cause non naturali: Rodolfo, figlio di Sissi, si suiciderà mentre Max, figlio di Sofia, verrà giustiziato. In questo senso, interpretando il mio ruolo, non ho tralasciato una certa empatia di Sofia nei confronti di Elisabetta.

Com’è stato collaborare con Xaver Schwarzenberger?

Xaver Schwarzenberger ed io siamo legati da diversi anni da una proficua collaborazione. Nutriamo una profonda fiducia l’uno nell’altro e lavorare con lui si rivela per me sempre un momento di leggerezza e divertimento. Di lui ammiro la sua avvedutezza – una qualità inestimabile quando si affrontano progetti giganteschi come questo – e la sua capacità di rappresentare l’essenziale di una scena. Anche in presenza di determinate linee guida, lui sa ritagliare degli spazi che permettono ad un personaggio (e al suo attore!) di sprigionare la propria individualità.

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