Gabriele Bonci e Vincenzo Mancino: pizza, guanciale e pecorino......... Pane e Pizza Pane e Pizza Procedimento: Come si fa a trasformare una CARBONARA, o una GRICIA, nonché una AMATRICIANA in una pizza ? Queste sono cose che solo il nostro GABRIELE BONCI può fare grazie all' estro "artistico" e alla maestria delle sue "manone" infarinate. Ad aiutarlo in questa impresa, l'amico VINCENZO MANCINO, che mette a disposizione gli ingredienti (pochi, ma buoni) fondamentali per il successo di questa "mission impossible": PECORINO e GUANCIALE di altissima qualità..... VINCENZO MANCINO, 34 anni, giovane pizzicagnolo di Centocelle che si è ritagliato un importante spazio nella gastronomia d'autore aprendo nel 2005 una bottega che propone solo prodotti del territorio laziale. Il suo lavoro consiste nella ricercare e nel salvaguardare prodotti (e quindi anche di piccoli produttori) in via di estinzione. Il banco che separa Vincenzo dal suo pubblico è una sorta di antro delle meraviglie, una pentola d'oro del buongustaio, la cassaforte del sapere gastronomico regionale. Quando entri non sai cosa comprerai, ma quando esci ti domandi come diavolo farai a mangiare tutta la roba che hai comprato. Il fatto è che Vincenzo è contagioso e parla con tale passione dei suoi prodotti, da far venire voglia di assaggiare tutto. Due le sue regole fondamentali: promuovere il consumo critico e stare sul territorio ricercando il km 0 anche come logica di minore impatto ambientale possibile. Procedimento:

Come si fa  a trasformare una CARBONARA, o  una GRICIA, nonché  una  AMATRICIANA  in una pizza ?
Queste sono cose che solo il nostro GABRIELE BONCI può fare grazie all’ estro “artistico”  e alla  maestria delle sue “manone” infarinate.

Ad aiutarlo in questa impresa, l’amico VINCENZO MANCINO,  che mette a disposizione gli ingredienti (pochi, ma buoni) fondamentali per il successo  di questa  “mission impossible”: PECORINO e GUANCIALE di altissima qualità.....

VINCENZO MANCINO, 34 anni, giovane pizzicagnolo di Centocelle  che si è ritagliato un importante spazio nella gastronomia d’autore aprendo nel 2005  una bottega che propone solo prodotti del territorio laziale. Il suo lavoro consiste nella ricercare e nel salvaguardare   prodotti (e quindi anche di piccoli produttori) in via di estinzione. Il banco che separa Vincenzo dal suo pubblico è una sorta di antro delle meraviglie, una pentola d’oro del buongustaio, la cassaforte del sapere gastronomico regionale. Quando entri non sai cosa comprerai, ma quando esci ti domandi come diavolo farai a mangiare tutta la roba che hai comprato. Il fatto è che Vincenzo è contagioso e parla con tale passione dei suoi prodotti, da far venire voglia di assaggiare tutto. Due le sue regole fondamentali: promuovere il consumo critico e stare sul territorio ricercando il km 0 anche come logica di minore impatto ambientale possibile. 


















                                                            














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