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Autrice del programma è Gabriella Caramore ,
Paola Tagliolini curatrice,
Benedetta Caldarulo redazione e regia,
Cristiana Munzi consulente musicale. Via Asiago n.10 00195 Roma Indirizzo-mail uominieprofeti@rai.it


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SETTEMBRE 2015

Buongiorno, sono ancora estasiata per la puntata di ieri con Gabriella Caramore, Brunetto Salvarani e Livia Candiani.. ma quanta ricchezza!!!

Susanna Pivetti
Vicenza
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Gentile GabrIella Caramore, desideriamo augurare a lei e a tutta la Redazione di "Uomini e Profeti" una buona annata e un felice inizio 5776.
Shanà tovah!

Rosella Marvaldi e Maria Luisa Guelfi

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Cara Dottoressa Caramore,
Complimenti per la trasmissione.
La sua ospite che è scettica sulla centralità della democrazia per lo sviluppo (diciamo il progresso?) dei paesi islamici manca di considerare un punto, di cui l'Iran è un buon esempio.
Un paese che, pur tra contraddizioni, "cresce" senza democrazia finisce alla fine per produrre un popolo che vuole democrazia e un governo che fa di tutto per negarla.
Grazie per l'attenzione.

Cordialmente,
Dario Cecchi

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Carissima Gabriella,
sono una affezionata ascoltatrice fin dalle prime trasmissioni di questo programma. Sono di educazione cattolica e dalla prima adolescenza mi ritengo atea anche se fortemente religiosa nel senso di un approccio re-ligante, rigoroso e olistico al pensiero, alla storia del pensiero.
Scrivo per esprimere un’urgenza, nata dall’ascolto di ieri mattina, quando un referente islamico parlava di integrazione degli islamici nelle nostre città, nata dall’ascolto di stamane con questo interessante resoconto.
Sono molto preoccupata dal fatto che in una trasmissione che vanta una conduzione esemplare, sempre equilibrata, sempre nobile e ispiratrice, per eccesso di cortesia e forse per timore siano passate con democrazia affermazioni squilibrate. Ieri il referente islamico citava l’integrazione come un dato di fatto: i bimbi giocano nei parchi, le mamme fanno la spesa, le famiglie vivono nei condomini, insomma, sembrava un resoconto di come gnu e gazzelle si abbeverano insieme allo stagno. La vera domanda da porsi è se qualche donna italiana sia mai riuscita a parlare e conoscere una donna velata.
Oggi le due esperte delle costituzioni e dei costumi delle civiltà arabe evolute parlavano con il tono di un documentarista ornitologo, una voce brillante che sa di non dover parlare di attacchi di coccodrilli e di tragedie.
La sua conduzione  è esemplare, i continui richiami gentili, il tono della voce, il rigore logico raccontano la tensione e la difficoltà di offrire in uno spazio così qualificato un momento di confronto su temi terribili. Chissà se avranno il coraggio di riascoltare la trasmissione e di sentire cosa hanno detto e come si sono espressi.
Le racconto un piccolo aneddoto: qualche anno fa ho avuto modo di conoscere un musicista famoso, batterista degli Art Ensemble of Chicago (AEC), accompagnandolo dall’aeroporto fino a Ivrea dove avrebbe suonato. La lettura di “Free Jazz BlackPwer” di Carles e Comolli mi aveva suggestionato e vedevo gli AEC come paladini dei diritti umani. Ascoltare il racconto dell’anziano batterista di Chicago affermare che ora vive nel sud del Marocco e apprezza molto la poligamia ha incrinato un mito.
Sempre sull’onda di suggestioni (mi occupo di informatica e non ho formazione accademica su questi temi) a partire da una tradizione occidentale come quella del College de France, penso che una parte di noi sia stata educata ad aprire a tutti le porte di uno spazio dialettico nel quale con spirito ipercritico siamo disposti a metterci in discussione per capire.
Contrappongo alla voce brillante e giuliva delle due ospiti di stamane, lo sguardo infinito e serio di Papa Francesco quando ieri ascoltava i cannoni a salve che lo attendevano alla discesa dall’aereo.
Cordiali saluti
Grazie per il suo lavoro, molto apprezzato anche dai miei figli.


Chiara

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Gentile redazione,
sono un VECCHIO (85 anni ben consolidati) da tre anni CIECO totale. Nel periodo universitario per 5 anni filati ho frequentato intensamente il Circolo Ferrini della F.U.C.I. messinese, ricoprendo anche incarichi affidatemi dall'Arcivescovo; il mio impegno è stato intensissimo, potrei dire impregnato di ascetica. Finito il periodo universitario per una costituzionale tendenza ho cominciato a mettere in luce conoscenze che erano state messe da parte nel precedente periodo; nel corso degli anni mi sono reso conto della greve unidirezionalità delle esperienze precedenti. Per evitare lungaggini vi confesso consapevolmente che oggi respingo la maggior parte degli insegnamenti ricevuti. In piena dolente consapevolezza senza alcuna perplessità affermo da insignificante essere umano che tenta diuturnamente di non essere troppo inquinato dal patologico antropocentrismo che tutte le religioni non hanno niente a che vedere con la eterna divina immensità.

Cordialmente Carmelo
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Cari amici a proposito della trasmissione di stamattina sulla tesimonianza dei due coniugi che lavorano in Israele, parlando del pluralismo e quindi del confronto mi è sembrato che facessero emergere una posizione che dal confronto non ci si dovesse attendere nulla. In realtà ci si confronta perchè si vuole capire maggiormente se stessi e si cerca anche l'altro: come si fa ad amare una pluralità se da essa non si tenti di avvicinarsi con l'altro partendo da ciò che si condivide?
Saluti e buon lavoro.

Nazzareno
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Gentile redazione,
ma quanto è stato bello ascoltare la trasmissione di questa mattina con Marco Belpoliti su Primo Levi!!!!
e quanto fa bene alla testa sentire certe parole.............
complimenti di cuore.

Flora
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Gent.ma dr.sa Caramore,
bella la trasmissione su Primo Levi di ieri.
Sono appassionato di scacchi e vorrei segnalare un aspetto forse poco noto di Primo Levi: era anche giocatore di scacchi.
Cordiali saluti

Adolivio Capece
 
 

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