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Alessandro

I ragazzi protagonisti di Sbarre hanno il merito di offrire uno spaccato originale e sfaccettato di quella che potrebbe essere una prospettiva di racconto della condizione giovanile italiana.
Vivere ai limiti di situazioni difficili molto spesso può semplicemente essere causa di contesti sociali problematici e non esclusivamente il frutto di scelte personali sbagliate: tanti ragazzi, pur non attuando comportamenti rischiosi sono indirettamente condizionati da un ambiente che determina un insieme di regole e di valori entro le quali si costruiscono relazioni interpersonali, legami e amicizie.

Alessandro, ventenne, non ha alle spalle situazioni di rischio o problemi dovuti a comportamenti devianti. Anzi, i lineamenti del viso sono leggeri e delicati uniti alla provenienza da una buona famiglia lo ascriverebbero, di fatto, nella categoria dei “bravi ragazzi”. Vivere su quel limite però è solo un'etichetta ma anche la conseguenza di un contesto, una condizione come quella della vita in una borgata oggi come ieri luogo antropologicamente affetto da stili di vita violenta. Alessandro fortunatamente ha fatto sempre la scelta giusta ma nei suoi ricordi è ben stampata l'immagine di un suo caro amico morto a seguito di una violenta aggressione. I suoi desideri sono i sogni di un ragazzo normalissimo che ambisce a rintracciare un confine tra la consapevolezza dei limiti della vita in una borgata e la fuga verso realtà più stimolanti e vitali.
Su questa dicotomia si definisce un profilo di un giovane specchio di una situazione in bilico tra il desiderio della fuga e quello dell'appartenenza.

QUALCHE DOMANDA AD ALESSANDRO

Cos'è una scelta sbagliata?

Qualcosa che non ti permette di tornare indietro.

Hai un progetto in cantiere?
A breve termine studiare computer grafica.

Il progetto a lungo termine?
Andarmene via di qui. Non mi dispiacerebbe l'Australia.

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