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Area marina protetta Isole di Ventotene e Santo Stefano

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    • Regione: Lazio
    • Provincia: Latina
    • Comuni: Ventotene
    • Estensione: 2799 ettari
    • Istituzioni: D.M. del 12.12.1997
    • Ente gestore: Comune di Ventotene

     

    Sono stati i vulcani a innalzare l'Arcipelago Pontino al largo delle coste laziali e campane formando due gruppi ben distinti non solo geograficamente, ma anche geologicamente. Se a Occidente troviamo Ponza, Zannone e Palmarola, che al tempo delle ultime glaciazioni formavano un'unica terra emersa, a oriente si innalzano Ventotene e Santo Stefano, le due isole interessate dall'aria marina protetta. Esse rappresentano la parte sommitale di un antico vulcano che si stima avesse un diametro di una ventina di chilometri e un'altezza di poco più di 1000 metri, tanto da sporgere relativamente poco dei fondali marini circostanti che raggiungono rapidamente 900 metri di profondità.

    L'Isola di Ventotene (lunga meno di 3 km e larga 700 metri) e l'isolotto disabitata di Santo Stefano, con il suo carcere borbonico chiuso nel 1965 e abbandonato in attesa di un recupero con lo possa valorizzare come meriterebbe, presentano un paesaggio caratterizzato da coste frastagliate, modellata dal mare con falesie alte, spesso di colore scuro, alternate a scogli, faraglioni e spiagge ciottolose. La parte emersa, ormai priva dell'antica copertura forestale di olivastri, lecci e carrubi che la caratterizzava prima dell'arrivo dei coloni, nel 700, presenta formazioni operative che nei punti più inaccessibili lasciano il posto a una macchia bassa con euforbie, mirti, lentischi e ginepri accompagnata dal corteggio delle tipiche piante costiere aromatiche. Per quanto la vegetazione sia meno ricca in altre isole, tuttavia neppure qui mancano le specie rare tra cui l'endemica centaurea di Ventotene e il limonio di Santo Stefano e quello di Ventotene.

    Per la sua posizione l'arcipelago rappresenta un punto di passaggio importante per l'avifauna mediterranea: vi si possono infatti osservare circa 200 specie di uccelli nella quasi totalità migratori. L'accidentato e brullo paesaggio costiero, che da lontano ricordo una balena placidamente distesa sull'acqua con la testa rivolta a sud-ovest e la coda a tramontana, si trasforma completamente sotto la superficie di questa parte del Tirreno pur mantenendone la fisionomia. La trasparenza delle acque e notevole e se l'immersione come Le Sconciglie, l'Archetto, il Molo IV o il relitto del Santa Lucia consentono di scoprire rapidamente i punti più suggestivi delle immersioni fin dei primi metri e di lasciarsi affascinare dei giochi di luce che aumentano l'interesse per questi fondali. Le scogliere continuano sotto la superficie con lunghe pareti ricoperte di organismi incrostati e ricche di anfratti e di grotte tappezzate di spugne multicolori in cui si nascondono cernie piccole e grandi, polpi e murene e specie più rare come gamberetti pulitori o le cipree.

    In altri punti si osservano franate di sassi circondati dalla nera sabbia vulcanica delle isole su cui si possono insediare praterie di posidonia come quelle che tra pezzi hanno fondali tra Ventotene e Santo Stefano. Sulle pareti in ombra di molti tratti di costa spiccano le grandi macchie create dalle colonie di Madrepore arancione o dalle margherite di mare, su cui non è raro avvistare piccoli di ghiozzi e minuscoli, ma colorati, peperoncini pronti a rifugiarsi al primo movimento un po' brusco. A maggiore profondità, oltre trenta metri, si possono incontrare le gorgoglio gialle e rosse oltre a sciami di castagnole rosse e saraghi di vari specie. Inoltre è possibile avvistare grossi cetacei per esempio capodogli e balenotteri o tartarughe marine.

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