radio3

Forlì - 10 giugno

Ricordo di Alessandro Leogrande



Roma, 27 novembre 2017


Vogliamo qui ricordare, come faremo nelle nostre trasmissioni, Alessandro Leogrande, scrittore, giornalista, amico e collaboratore di Radio3, scomparso improvvisamente ieri a soli 40 anni. Era un giovane studioso, serio e appassionato. Gentile e mite nel tono, la voce, la presenza; ma profondo nelle opinioni, sempre documentate nella loro radicalità.

Aveva cominciato a collaborare con Radio3 che era davvero un ragazzo. Arrivava da Taranto e colpiva il racconto che faceva di quella città particolare, ancora non al centro delle attenzioni dell’opinione pubblica. Era il tema del suo primo libro, "Un mare nascosto", che lo fece conoscere a tutti noi. Nel luglio 2001 venne inviato a Genova da dove ci raccontò le drammatiche giornate del G8 e della scuola Diaz. Poi negli anni i suoi contributi sembrano il profilo della sua originalità perché per Wikiradio, Radio3 Suite, Vite che non sono la tua e più o meno episodicamente in tanti altri nostri programmi ha raccontato storie di emigrazione e di utopie, di fabbriche, di contrabbando e di caporalato, il dramma dei desaparecidos e la passione per il gioco del calcio. Ci ha aiutati a ricostruire una trama di maestri che stanno alle nostre spalle ma ancora davanti a noi, come Aldo Capitini, Alexander Langer, Pier Paolo Pasolini (e Nicola Chiaromonte, che era il suo prossimo impegno e non ha fatto in tempo a registrare. Come anche le storie di vita del 1968, che gli avevamo affidato certi che gli avrebbe dedicato tutta la cura e la passione che metteva nei suoi lavori).

Nel frattempo aveva collaborato a giornali e riviste come “Lo Straniero”, di cui era diventato vicedirettore, e scritto libri importanti. Nei più noti (e premiati) parlava della tragedia rimossa della Kater i Rades (“Il naufragio. Morte nel mediterraneo”) e delle campagne meridionali (“Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi”). Stava lavorando a tanti altri libri, progetti, programmi per Radio3 e per il Salone del Libro di Torino (di cui era da due anni consulente) che mancheranno a tutta la cultura italiana. Come a tanti mancherà la sua coerenza priva di dogmatismi, la sua curiosità priva di futilità e soprattutto la sua figura, il suo sorriso e il suo affetto.

Marino Sinibaldi


Oggi abbiamo ricordato Alessandro Leogrande a Fahrenheit.