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Parco Nazionale della Val Grande

  • Regione: Piemonte
  • Provincia: Verbano, Cusio, Ossola
  • Comuni: 13
  • Estensione: 11.340 ettari
  • Istituzione: L. 06/12/91, n. 394; D.M. 02/03/92; D.P.R. 23/11/93; D.P.R. 24/06/98; D.P.R. 18/05/01
  • Ente gestore: Ente Parco Nazionale della Val Grande

Il Parco nazionale della Val Grande, a due passi dal lago Maggiore, è l'area selvaggia più vasta d'Italia: una vallata dominata da territori silenziosi e disabitati, dove flora e fauna regnano incontrastate. Per questo motivo gli esperti la definiscono "wilderness", ad indicare un’area non contaminata dalla presenza dell’uomo. Qui, nel 1971, fu istituita la prima riserva integrale italiana, oggi inclusa nel parco. In realtà la Val Grande non è stata sempre disabitata; fino alla Seconda guerra mondiale, il territorio era occupato stabilmente dall’uomo e sfruttato intensamente grazie ad una incessante attività di disboscamento. Dalle cave della Val Grande è stato estratto il marmo per la costruzione del Duomo di Milano, le foreste hanno subito il prelevamento di ingenti quantità di legname per la costruzione di molti edifici nel capoluogo lombardo. Solo la fine della guerra e il successivo abbandono degli alpeggi e della pratica del disboscamento hanno consentito la costituzione della wilderness, un’area selvaggia “di ritorno” modificata in passato dalla presenza umana e che ora ha recuperato la sua naturalità. A proteggere l'integrità ambientale della Val Grande sono da sempre le montagne aspre e rocciose che la circondano, costituite in prevalenza da rocce metamorfiche. La varietà di queste rocce ha contribuito a un'evoluzione geomorfologica diversificata e complessa.

La morfologia preglaciale appare evidente soprattutto nelle forre che caratterizzano gran parte del corso dei torrenti. Varie glaciazioni del Quaternario hanno modellato i rilievi a più modesta altitudine, mentre depositi morenici e alluvionali hanno dato origine a terrazzi, occupati successivamente da paesi e alpeggi. La ricchezza della vegetazione e la varietà delle fioriture, grazie all'influenza termica del lago Maggiore, costituiscono una delle attrattive maggiori del territorio. Nella bassa Val Grande predominano i boschi misti di latifoglie, soprattutto il castagno. In alta quota, la vegetazione dominante è quella boschiva a faggete molto fitte che si snodano lungo i pendii profondi. Al di sopra dei faggi, si trovano le conifere con qualche raro abete rosso. Non mancano tigli, sorbi e noccioli. Salendo di quota, il bosco viene sostituito dagli arbusti: consistenti le formazioni di ontano verde, mirtillo rosso e rododendro, che troviamo al limite della vegetazione arborea.

Nel sottobosco sono caratteristici l'erba lucciola maggiore, l'anemone bianca, la barba di capra, il mughetto, la lattuga montana, felci e muschi. Più in alto dominano le praterie alpine e l’ambiente a vegetazione rupestre. Le specie botaniche più rare e interessanti sono il tulipano alpino e il rododendro bianco, oltre alla stella alpina. Per quanto riguarda la fauna, tra i mammiferi sono ben presenti gli erbivori come i camosci, i caprioli e, in quantità più esigua, i cervi. Molto frequente anche la volpe, soprattutto alle quote basse, e altri carnivori come il tasso, la martora, la faina e la donnola. Nei boschi abitano anche piccoli mammiferi come i topi selvatici, le arvicole, i toporagni, il riccio, il ghiro e lo scoiattolo.

Molto ricca è l'avifauna con specie montane e alpine: l'aquila reale, il falco pellegrino, il gallo forcello, il francolino di monte e il gufo reale. Degni di nota anche le diverse specie di picchi, fra cui il picchio nero, e alcuni passeriformi come il luì bianco e l’averla piccola. Grazie all’abbondanza e alla qualità delle acque che scorrono nel parco, la fauna che vive nei torrenti è abbondante (soprattutto trota fario e scazzone). Non mancano gli anfibi tra cui la rana temporaria e la salamandra e, tra i rettili, le tanto temute vipere: la Val Grande è spesso citata per la presenza di questo animale che predilige ambienti poco frequentati e nascondigli quali cespugli e cumuli di pietre. Tra gli insetti, di rilievo sono la non comune farfalla Parnassius apollo e alcuni coleotteri: il Carabus lepontinus, la Rosalia alpina, I'Osmoderma eremita e lo Gnorimus variabilis.

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