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Parco Nazionale del Gargano

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    • Regione: Puglia
    • Provincia: Foggia
    • Comuni: 18 Estensione: 118.144 ettari
    • Istituzione: L. 06/12/91, n. 394; DD.MM. 04/12/92-04/11/93-17/11/94; D.P.R. 05/06/95; D.P.R. 18/05/01
    • Ente gestore: Ente Parco Nazionale del Gargano

    Il Gargano, lo “sperone d'Italia”, è un autentico scrigno di biodiversità in una delle aree più antropizzate d’Italia. Separato dal resto della Penisola dalla piana del Tavoliere delle Puglie, è stato paragonato ad un'isola in quanto costituisce un massiccio calcareo a sè che non ha nulla a che vedere con i paesaggi circostanti.

    Circondato su tre lati dal mare Adriatico, è ricco di forme carsiche come grotte e doline. In origine il promontorio era ricoperto da foreste, il “Numus Garganicum”, ormai ridotte a circa il 15 percento della superficie originaria e di cui oggi l’area più rappresentativa è la Foresta Umbra. All'interno del parco rientrano i laghi costieri di Lesina e Varano. Al largo della costa settentrionale del Gargano sono situate le quattro isole Tremiti (San Domino, San Nicola, Capraia e Crepaccio); la più interessante dal punto di vista naturalistico è San Domino. Fanno parte del territorio protetto anche l’isola di Pianosa, otto riserve naturali e otto oasi faunistiche.

    Il parco tutela una eccezionale concentrazione di habitat, che vanno dalle falesie alte e rocciose agli altipiani carsici ricchi di doline e inghiottitoi, dalle faggete centrali alle pinete mediterranee di pino d'Aleppo, con esemplari di oltre 500 anni di età (qui si trovano i due pini d'Aleppo più antichi d'Italia, lo "Zappino dello Scorzone" e lo "Zappino di Don Francesco").

    Il fenomeno del carsismo contribuisce a conferire un aspetto "asciutto" al promontorio: tutto lo scorrimento delle acque infatti avviene nel sottosuolo mentre mancano quasi del tutto corsi d'acqua o sorgenti in superficie. Il sottobosco delle foreste, come anche le praterie steppiche, sono ricchi di fiori. Da ricordare le orchidee selvatiche, di cui il Gargano è la località più ricca d'Europa e del Mediterraneo. Residuo della primigenia e millenaria foresta del Gargano, la Foresta Umbracostituisce l'ambiente più rappresentativo delle aree interne del promontorio. Incerta l’origine del nome: per alcuni il nome Umbra deriverebbe da antiche popolazioni di Umbri (tribù preistorica del ramo Celto) che abitavano questi luoghi; per altri più semplicemente deriverebbe dal latino “umbrosus”, luogo ombroso. Le più importanti formazioni vegetali che vi si incontrano sono la faggeta e la cerreta; il cerro è spesso accompagnato dal carpino nero e bianco e dal sorbo. Il sottobosco comprende il biancospino e l'agrifoglio. Vivono nella Foresta Umbra anche tassi millenari, il più famoso dei quali è "il tasso della Foresta Umbra": alto 18 metri e con una circonferenza di 4 metri, ha superato i 700 anni d’età.

    Dal punto di vista faunistico, è raro ritrovare lungo le sponde del Mediterraneo un luogo come il Gargano capace di racchiudere in così poca estensione tanta biodiversità. Come una vera e propria isola biologica, qui convivono un molteplicità di specie. Eccezionale è la presenza del capriolo italico (uno dei tre nuclei autoctoni presenti in Italia risiede in questi luoghi). Altri mammiferi sono il gatto selvatico, il tasso, la martora e la faina. Fra gli uccelli si segnalano alcune specie di rapaci diurni e notturni, come il falco pellegrino, il nibbio reale, l'astore, il nibbio bruno e il gufo reale. Importante la presenza del corvo imperiale e alcune specie di picchi (rosso maggiore, mezzano, minore, di Lilford). I laghi di Lesina e di Varano sono ricchissimi di uccelli acquatici. Nei boschi si trovano facilmente ghiandaie, cuculi e taccole. Nei pascoli stepposi sopravvivono, purtroppo al limite dell'estinzione, la gallina prataiola e l'occhione. Il promontorio ha avuto in passato anche un importante funzione di collegamento con la flora e la fauna della Penisola balcanica, che ha favorito la presenza di molte specie cosiddette "trans-adriatiche". Ciò è dovuto al fatto che milioni di anni fa il promontorio era parte di una lingua di terra che collegava la nostra penisola a quella balcanica.

    Fra gli insetti ad esempio vi sono numerose specie che, al di fuori di questa zona, si ritrovano solo nei Balcani. L'ambiente delle Tremiti si caratterizza per la presenza di specie di estremo valore naturalistico. Il paesaggio sottomarino di queste isole è famoso per la presenza di numerose grotte che ospitano popolamenti di spugne, dalle forme e dai colori più diversi, e nei fondali più profondi, rigogliose "foreste" di gorgonie rosse che offrono uno dei più suggestivi itinerari subacquei italiani.

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