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Urlo

Ritratto dello scrittore "Beat" Allen Ginsberg

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    james franco, allen ginsberg, cinema

    • Regia: Rob Epstein e Jeffrey Friedman
    • Cast: James Franco, David Strathairn, Mary-Louise Parker, Treat Williams, Jeff Daniels, Alessandro Nivola
    • Co-Produzione: TELLING PICTURES, WERC WERK WORKS, RABBIT BANDINI PRODUCTIONS, RADIANT COOL
    • Genere: Drammatico
    • Anno: 2010
    • Durata: 90 min.
    • Data di uscita: 27/08/2010
    • Nazionalità: Stati Uniti
    • Distribuzione: Fandango

    Sinossi

    Nella San Francisco del 1957, un capolavoro di letteratura americana fu portato sul banco degli imputati. Howl-Urlo è il film che descrive questo momento fondamentale della contro-cultura americana. La storia è raccontata principalmente su tre piani di lettura: il processo, la riabilitazione del giovane Allen Ginsberg (James Franco), e il poema stesso, animato da alcuni graphic novelists, e dal collaboratore di Ginsberg, Eric Drooker con il suo immaginario beat. Il genere stesso del film ricorda la sconvolgente originalità del poema. Il racconto del processo rappresenta la trama narrativa del film, riecheggiando temi ancora in voga oggi: la definizione di osceno, i limiti della libertà di espressione e la stessa natura dell’arte. L’avvocato della difesa è interpretato da Jake Ehrlich (John Hamm), l’ avvocato liberale delle star. Il pubblico ministero invece, Ralph Mcintosh (David Strathairn), cerca di provare che l’opera è oscena, tentando allo stesso modo di interpretarla. I testimoni dell’accusa sono un’ insegnante d’inglese (Mary-Louise Parker), che reputa il poema osceno, e un professore (Jeff Daniels) che ha un’idea precisa su ciò che è, o che non è, scritto bene. Dalla parte della difesa ci sono 50 intellettuali (Treat Williams, Alesandro Nivola tra i tanti), che ricordano i meriti culturali e artistici del poema. Il giudice che presiede l’udienza è Clayton Horn (Bob Balaban), che decreta una sentenza sorprendentemente appassionata. In un immaginifica intervista scandita da flashback, Ginsberg medita sul suo processo creativo e sulle difficoltà che ha dovuto affrontare. Il poema stesso vive di una vibrante animazione – un viaggio fantastico nella mente dell’artista.

    Una produzione TELLING PICTURES, WERC WERK WORKS, RABBIT BANDINI PRODUCTIONS, RADIANT COOL

     

     

    Ritratto di Allen Ginsberg

    Poeta statunitense (Newark, New Jersey, 1926 - New York 1997). Studiò alla Columbia University, entrando in contatto con J. Kerouac e W. Burroughs; si affermò con la sua prima raccolta di poesie (Howl and other poems, 1956), da cui si usa far iniziare la letteratura della beat generation, polarizzata tra San Francisco e il Greenwich Village di New York.

    Fedele a un sistematico sperimentalismo nella vita e nell'arte, Ginsberg compì numerosi viaggi (Messico, Europa, Amazzonia, Tangeri, Vietnam, India, Giappone, ecc.), dando frequenti letture pubbliche dei suoi versi, e si accostò sempre più alla filosofia buddista. La sua poesia, che voleva essere una rappresentazione obiettiva di sensazioni ed esperienze e una denuncia del fallimento dell'ottimismo americano, portava alle estreme conseguenze lo sperimentalismo formale di W. Whitman.

    Tra le sue raccolte di versi si ricordano: Empty mirror: early poems (1961); Kaddish and other poems, 1958-1960 (1961); Reality sandwiches: poems 1953-1960 (1963); Planet news: poems 1961-1964 (1968); Some Mantras (1969); The fall of America: poems of these States, 1965-1971 (1972); Iron horse (1974); First blues: rags, ballads and harmonium songs, 1971-1974 (1975); Sad dust glories (1975); Mind breaths: poems 1972-1977 (1978); Plutonian ode and other poems, 1977-1980 (1981); la raccolta complessiva Collected poems: 1947-1980 (1984).

    Accanto all'interesse per le filosofie orientali, sfociato nella conversione al buddismo, vanno ricordati la sua passione per la fotografia (Snapshot poetics. A photographic memoir of the beat era, 1989; Poem, interview, photographs, 1994) e l'intimo rapporto con la musica, assunta da Ginsberg come parte integrante della sua poesia, dal mantra cantilenato nelle letture pubbliche alle registrazioni su disco (The lion for real, 1989; Hydrogen jukebox, con P. Glass, 1993; The ballad of the skeletons, 1996).

    Tra le raccolte che hanno arricchito la sua produzione poetica si ricordano White shroud: poems 1980-1985 (1986), Cosmopolitan greetings: poems 1986-1992 (1994; trad. it. 1996), nonché il volume antologico Selected poems 1947-1995 (1996; trad. it. Papà respiro addio. Poesie scelte, 1947-1995, 1997).
    Postumi la raccolta di interviste Spontaneous mind: selected interviews 1958-1996 (a cura D. Carter, con una prefazione di V. Havel, 2001) e il volume che riunisce la corrispondenza tra G. e il padre, Family business: selected letters between father and son (a cura di M. Schumacher, 2001): le lettere ivi raccolte vanno dal 1944 al 1976, anno della morte del padre di G., Louis, anch'egli poeta. Fonte: Treccani, ed. 2010