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L'ODISSEA


LA TRAMA DELL'ODISSEA



L’Odissea è il poema omerico che racconta le vicende di Odisseo altrimenti noto come Ulisse senza che per questo il testo si sia mai chiamato Ulissea.

Sono passati dieci anni dalla fine della Guerra di Troia (che comunque è durata altri 10) e Itaca, l’isola di cui il protagonista è re, è ormai invasa da 119 Proci – e 119 Proci in un’isola sono un numero importante – che hanno tutti e 119 mire espansionistiche per Penelope, la gentile consorte di Ulisse, tessitrice dilettante, che ha garantito che si farà impalmare da uno di loro non appena avrà finito di tessere il lenzuolo funebre per il suocero Laerte che continua a spiegare di essere ancora vivo.

Ma in realtà l’astuta regina di nascosto disfa la tela mentre l’astuto marito latitante vive, in trasferta, avventure che neanche Roberto Giacobbo. All’inizio approda a Ogigia, l’isola della ninfa Calipso, la più ritmata tra tutte, e fa innamorare costei al punto che ella lo imprigiona.

Ma il dio Mercurio la convince a mollarlo ed egli riparte approdando nella terra dei Feaci laddove regnano genti dalle vocali prolungate: Nausicaa e suo padre Alcinoo. Qui Ulisse narra. Narra di tutto, narra dell’incontro con i Ciconi, popolo con la travolgente simpatia di Renato Brunetta, con i Lotofagi, parla delle avventure con Polifemo e del suo occhio di riguardo verso di lui e dei suoi compagni.

Riassume, il re in contumacia, quindi, le vicissitudini annose legate ai capricci di Eolo, a quelli della maga Circe e del suo hobby di trasformare gli umani in suini e dell’allegro tour nel regno dei morti che però elargiscono indicazioni per tornare a casa come neanche il Tom Tom. Alla fine di tutto le Sirene ammaliatrici, egli dice, fanno naufragare il gruppo e dopo un passaggio in Sicilia dove Scilla e Cariddi annientano i suoi compagni, Ulisse spiega di essere l’unico sopravvissuto et voilà.

Nausicaa e Alcinoo si commuovonoo e decidonoo di riportare Ulisse a Itaca. Egli arriva travestito da vittima di una finanziaria qualunque, cioè da mendicante, e, riconosciuto solo dal cane Argo, raggiunge il suo palazzo, sfida i Proci brandendo l’arco che solo Ulisse poteva tendere e ne fa spiedini che è una bellezza. Penelope lo riconosce non appena egli le racconta di come fabbricolle il letto, con il figlio Telemaco riconquista Itaca e tutti vivono felici e contenti. A parte i Proci che vengono sterminati.

Sì, ma a questo punto che accade? Perché quando dopo vent’anni un re ti riconquista un regno, detto re... che fa?

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