Salome

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Guarda Salome di Richard Strauss

Per la serie dedicata alle opere, La Musica di Raitre propone “Salome” di Richard Strauss al Teatro Comunale di Bologna con Erika Sunnegardh. La regia è di Gabriele Lavia, dirige il Maestro Nicola Luisotti.
Considerata la più avanguardista e forse la più nota tra le opere di Strauss, all’inizio, nonostante il successo raggiunto, scandalizzò la critica mondiale.

La regia televisiva è di Andrea Bevilacqua


Nella primavera del 1906, alcuni tra i più prestigiosi nomi del panorama musicale europeo, accompagnati da famiglie e allievi, raggiungevano la città austriaca di Graz dove Richard Strauss il 16 maggio avrebbe diretto la Salome. Dopo l'anteprima di Dresda, si era sparsa la voce che l'opera, composta da Strauss sul testo di Oscar Wilde, fosse qualcosa di spaventoso e intollerabile. Questo clamore fece in modo che a Graz giungessero, tra gli altri, Puccini, Schoenberg, Zemlinsky accompagnato dal suo allievo Alban Berg, forse anche un giovanissimo Adolf Hitler e molti giovani appassionati di musica: “Giovani viennesi, con lo spartito vocale come unico bagaglio” disse il compositore.
Un anno prima, Strauss, in un negozio di pianoforti di Strasburgo, aveva fatto sentire la Salome a Gustav Mahler, che, impressionato, aveva intenzione di farne l'evento culminante della stagione del Teatro dell'Opera di Vienna, ma l'opera non venne accettata e approdò a Graz, facendo la fortuna di osti e albergatori che videro il tutto esaurito grazie agli echi dello scandalo.
Le ore precedenti la rappresentazione, Strauss e Mahler le trascorsero passeggiando nei dintorni, mangiando in una modesta trattoria e, quando al tramonto Mahler, fece notare che era ora di tornare e di prepararsi per lo spettacolo, Strauss gli rispose: “Tanto senza di me non possono cominciare, che aspettino”.
Quando salì sul podio, Strauss, fu accolto da molti applausi e dall'orchestra che suonava una fanfara e, quando calò il sipario, il pubblico esplose di entusiasmo come non si era mai visto in un teatro tedesco. Il trionfo che ne seguì, l'opera venne rappresentata in venticinque città, fece dimenticare al compositore, con una risata, anche le critiche che il Kaiser Guglielmo II gli aveva rivolto: «Mi dispiace che Strauss abbia composto questa Salome, io gli voglio molto bene, ma la cosa lo danneggerà parecchio”. “Mi danneggiò talmente da permettermi di costruire la mia villa a Garmisch!” commentò più tardi Strauss.
La Salome, con il suo avanguardismo, fu oggetto di discussioni e riflessioni da parte di giovani musicisti e di affermati esponenti del mondo musicale.
Il mondo stava cambiando rapidamente. Con la morte di Mahler nel 1911 si chiuse l'età romantica e con la morte di Puccini nel '24, che lasciò incompiuta la Turandot, si concluse la storia operistica italiana iniziata a Firenze nel XVI secolo con Vincenzo Galilei, che, con il “Dialogo della musica antica e della moderna”, inventò il recitativo. Lo scenario politico europeo e mondiale venne sconvolto da due guerre e dalla dittatura di Hitler e Stalin. Quando Strauss nacque la Germania non era ancora stata unificata e quando morì era stata divisa in due nazioni.

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