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Milo Manara

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    di Milo Manara
    con un'intervista di Loris Mazzetti

    «Osservando attentamente ogni tavola ho la sensazione di assistere a un rapporto sessuale, dall’inizio lento, meno lento, sempre in crescendo, fino a esplodere nella sua sensualità più profonda e nella dolcezza dell’appagamento. Le ultime tavole, poi, suggellano il devoto culto del Maestro Manara per la bellezza femminile. Attraverso un omaggio, che porta a una necessaria riflessione, sul ruolo delle donne che hanno ispirato, ieri e oggi, artisti e uomini comuni».
    Loris Mazzetti


    «Nei miei disegni il desiderio è una delle componenti più importanti, l’altra è la trasgressione al comune senso del pudore. Oggi è molto difficile suscitare pubblico scandalo. Nei miei fumetti, quelli che nascono sui miei testi, ho rarissimamente disegnato l’amplesso di due persone in una camera da letto, perché non lo trovo interessante e per niente scandaloso. è più facile trasgredire in televisione. In un popolare talk show oggi è possibile parlare di pene e vagina e non accade nulla. Luciana Littizzetto lo fa tutte le domeniche a Che tempo che fa, lo fa in modo molto scorrevole, senza pruderie e Fazio fa finta di scandalizzarsi, il pubblico si diverte. La stessa cosa fatta in un’altra trasmissione dove chi parla contemporaneamente si toglie i pantaloni o altro, penso che farebbe scandalo. Quindi fra il concetto e l’atto c’è ancora una bella differenza… I meccanismi che in genere seguo sono abbastanza semplici. La cosa che mi preme di più è rendere credibile la storia. Questo fa diventare accettabile anche un episodio incredibile sul piano erotico. Il lettore può immedesimarsi e vivere gradatamente l’avventura. Le faccio un esempio al negativo. Io sono amico di Tinto Brass, lo stimo molto soprattutto per i primi film. Quando lui realizza una pellicola erotica tende a non rendere credibili le sue eroine. Se lui fa vedere una ragazza che scorrazza per la città sopra una bicicletta con la gonna che le arriva alla vita e senza mutandine, non è credibile. L’immagine può essere erotica ma si fa fatica a pensare che ciò possa accadere nella realtà. Immediatamente scatta un pensiero: “Queste sono le fantasie dell’autore”. Quello che io cerco di fare, non sempre ci riesco, è l’esatto contrario. Vorrei che il lettore pensasse che non siano solo le mie fantasie ma il racconto di una storia vera. Il fumetto non ha niente di reale. La storia deve essere verosimile, solo così permette l’identificazione… Nel corso degli anni ho scoperto che non è la nudità che fa scattare l’eros, ma la sua gestione. C’è un meraviglioso dipinto di Tiziano,Amor sacro e Amor profano, che spiega perfettamente questo concetto. Il quadro è commissionato da Nicolò Aurelio in occasione delle nozze con Laura Bagarotto, rappresenta la sposa assistita da Venere. La stessa modella viene dipinta, contemporaneamente, vestita e nuda. Tra le due immagini quella che ha più forza erotica è quella vestita. È l’intenzione che rappresenta la figura che fa scattare l’erotismo…»

    Milo Manara

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