SANT'ANTONIO MARIA CLARET

24 ottobre IL SANTO DEL GIORNOLeggi >>


Le Frasi di Papa Francesco

- “Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!” (udienza ai rappresentanti dei media, 16 marzo 2013).

- “Cari amici vi ringrazio di cuore e vi chiedo di continuare a pregare per me. Papa Francesco” (tweet del 17 marzo 2013).

- “Questo io vi chiedo: siate pastori con l’odore delle pecore” (omelia nella Messa del Crisma, 28 marzo 2013).

- “Ricordiamolo bene tutti: non si può annunciare il Vangelo di Gesù senza la testimonianza della vita” (tweet del 14 aprile 2013).

- “Non possiamo essere cristiani ‘part time’! Cerchiamo di vivere la nostra fede in ogni momento, ogni giorno” (tweet del 16 maggio 2013).

- “Quando la Chiesa diventa chiusa, si ammala, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno; quando tu vai, c’è odore di umidità, ci sono tante cose che non vanno. Una Chiesa chiusa è la stessa cosa: è una Chiesa ammalata. La Chiesa deve uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. Gesù ci dice: “Andate per tutto il mondo! Andate! Predicate! Date testimonianza del Vangelo!” (cfr Mc 16,15)” (veglia di Pentecoste con i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali, 18 maggio 2013).

- “Riconosciamo che Dio non è qualcosa di vago, il nostro Dio non è un Dio ‘spray’, è concreto, non è un astratto, ma ha un nome: «Dio è amore»” (Angelus, 26 maggio 2013).

- “Prima di tutto, vorrei dire una cosa, a tutti voi giovani: non lasciatevi rubare la speranza! Per favore, non lasciatevela rubare! E chi ti ruba la speranza? Lo spirito del mondo, le ricchezze, lo spirito della vanità, la superbia, l’orgoglio. Tutte queste cose ti rubano la speranza” (discorso agli studenti delle scuole gestite dai gesuiti in Italia e Albania, 7 giugno 2013).

- “Con la ‘cultura dello scarto’ la vita umana non è più sentita come valore primario da rispettare e tutelare” (tweet del 9 giugno 2013).

- “Sono tanti i rivoluzionari nella storia, sono stati tanti. Ma nessuno ha avuto la forza di questa rivoluzione che ci ha portato Gesù: una rivoluzione per trasformare la storia, una rivoluzione che cambia in profondità il cuore dell’uomo. (…) Un cristiano, se non è rivoluzionario, in questo tempo, non è cristiano! Deve essere rivoluzionario per la grazia!” (discorso ai partecipanti al Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, 17 giugno 2013).

- “La fede è un dono gratuito di Dio che chiede l’umiltà e il coraggio di fidarsi e affidarsi, per vedere il luminoso cammino dell’incontro tra Dio e gli uomini, la storia della salvezza” (lettera Enciclica Lumen fidei, n. 14).

- “Il Decalogo non è un insieme di precetti negativi, ma di indicazioni concrete per uscire dal deserto dell’‘io’ autoreferenziale, chiuso in se stesso, ed entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia per portare la sua misericordia” (lettera Enciclica Lumen fidei, n. 46).

- “Il lavoro di vescovo è bello: è aiutare i fratelli ad andare avanti. Il vescovo davanti ai fedeli, per segnare la strada; il vescovo in mezzo ai fedeli, per aiutare la comunione; e il vescovo dietro ai fedeli, perché i fedeli tante volte hanno il fiuto della strada. Il vescovo dev’essere così” (conferenza stampa durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro, 28 luglio 2013).

- “Vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato” (Angelus, 1 settembre 2013).

- “Non esiste un cristianesimo ‘low cost’. Seguire Gesù vuol dire andare contro corrente, rinunciando al male e all’egoismo” (tweet del 5 settembre 2013).

- “Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto” (intervista a “La Civiltà Cattolica”, 19 settembre 2013).

- “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia” (Esortazione apostolica Evangelii gaudium, n. 1).

- “Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore»” (Esortazione apostolica Evangelii gaudium, n. 3).

- “Ricordiamo le tre parole-chiave per vivere in pace e gioia in famiglia: permesso, grazie, scusa. Quando in una famiglia non si è invadenti e si chiede “permesso”, quando in una famiglia non si è egoisti e si impara a dire “grazie”, e quando in una famiglia uno si accorge che ha fatto una cosa brutta e sa chiedere “scusa”, in quella famiglia c’è pace e c’è gioia” (Angelus, 29 dicembre 2013).

- “Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono, senza che la pace torni nella nostra casa, nella nostra famiglia. È abituale litigare tra gli sposi (…). Forse vi siete arrabbiati, forse è volato un piatto, ma per favore ricordate questo: mai finire la giornata senza fare la pace! Mai, mai, mai!” (discorso ai fidanzati che si preparano al matrimonio, 14 febbraio 2014).

- “Mi piace stare tra la gente, insieme a chi soffre, andare nelle parrocchie. Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di Papa Francesco. (…) Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo. Il Papa è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti. Una persona normale” (intervista al Corriere della Sera, 5 marzo 2014).

- “Il Papa emerito non è una statua in un museo. È una istituzione. (…) Benedetto è il primo e forse ce ne saranno altri. Non lo sappiamo” (intervista al Corriere della Sera, 5 marzo 2014).

 

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