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Note di sceneggiatura

di Sandrone Dazieri e Valter Lupo

Non abbiamo mai amato gli eroi senza macchia, quelli che sono invariabilmente dalla parte della ragione. Li troviamo noiosi, prevedibili e narrativamente poco interessanti. Quelli che amiamo raccontare sono fragili, sbagliano per amore o per odio, perdono la pazienza, tradiscono, cadono.
E si rialzano. 

È nel loro rialzarsi la misura del loro eroismo, nel loro non arrendersi. I nostri eroi hanno il volto tumefatto dei pugili sul viale del tramonto, che rimangono in piedi anche quando perdono ai punti. Hanno la schiena dritta di chi non fa le scelte più facili, anche se il prezzo da pagare è alto. Hanno mille ferite e cicatrici, e per questo stanno dalla parte delle vittime, dei più deboli. Hanno paura, ma non si fermano. 

Il Maggiore Luce, protagonista de Il Sistema, è uno di loro. Lo abbiamo costruito giocando sugli opposti, sui chiaroscuri. E’ un uomo di legge, uno dei migliori cacciatori di criminali che la Guardia di Finanza abbia mai prodotto, ma all’inizio della nostra storia si è ritirato per vivere in sordina il resto della sua vita. E’ ossessionato da un nemico lontano, e per questo capace di fare scelte discutibili e mettersi contro il mondo, ma si ferma sempre prima di perdere del tutto il controllo. E’ inflessibile, disprezza i compromessi, ma per amore si muove su un filo sottile tra la legge e l’inganno. Svolge la sua missione da infiltrato, a diretto contatto coi criminali, dentro una tensione e un pericolo costanti.
A ogni passo del suo cammino, abbiamo voluto metterlo sempre di fronte a una scelta mai scontata. Difendere la memoria del fratello o rivelare la sua corruzione al mondo, proteggere la donna che ama o ingannarla? Speriamo che gli spettatori amino il personaggio quanto l’abbiamo amato noi, soprattutto dopo aver visto Claudio Gioè e la forza straordinaria della sua interpretazione. 

Altra scelta che abbiamo fatto è stata quella di mostrare la criminalità e i suoi traffici non come un mondo a parte, ma come una pianta infestante che inondava (e inonda) Roma – e l’Italia – con i suoi viticci e le sue radici infette. Volevamo mostrare come il negoziante che evade le tasse, il piccolo spacciatore, l’assessore corrotto, i criminali efferati e i grandi trafficanti internazionali siano tutti connessi attraverso un complesso di vasi linfatici che trasportano e riciclano denaro sporco. Far vedere come l’economia legale e quella illegale siano sempre più difficilmente distinguibili. Tutto questo, naturalmente, intrattenendo e appassionando.
Il Sistema non è un documentario o un’inchiesta giornalistica: è una grande avventura di amore e morte. 

Buon divertimento a chi la seguirà con noi.

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