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Rapine

Dal capostipite del western Great Train Robbery (1903) alle pionieristiche rapine in auto – siamo nel 1911 – della banda Bonnot, raccontate dall’omonimo film con Bruno Cremer e Jacques Brel (1968); dal mito di Bonnie e Clyde, fissato nella memoria collettiva dalla Gangster Story (1967) di Arthur Penn, a quello di John Dillinger, protagonista di un altro classico della New Hollywood, opera prima di John Milius (1973); dal casinò di Bob il giocatore (1956), straordinario esordio del maestro del polar Jean-Pierre Melville, all’ippodromo di Rapina a mano armata (1956), innovativo capolavoro noir di uno Stanley Kubrick allora meno che trentenne; dagli split-screen de Il caso Thomas Crown (1968) al mix tra film di guerra e film di rapina de I guerrieri (1970), per concludere con una vera ‘Great Train Robbery’, quella consumatasi nel 1963 nei dintorni di Londra e ricostruita da Peter Yates nel film Rapina al treno postale (1967).

Passando alla commedia, vince su tutte l’improbabile rapina con biglietto di Woody Allen in Prendi i soldi e scappa (1969). Il divo Alain Delon è intanto prima gangster e poi poliziotto, nei due polar Il clan dei siciliani (1969) e Notte sulla città (1972). Appena smessi i panni di 007, Sean Connery è protagonista di una Rapina record a New York (1971), per la regia di Sidney Lumet; quattro anni più tardi, è ancora il maestro di Filadelfia a riunire Al Pacino e John Cazale per la tragica rapina di Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975). Walter Matthau interpreta intanto il cinico e sornione rapinatore-pilota del film di Don Siegel Chi ucciderà Charley Varrick? (1973), mentre, con Vigilato speciale (1978), Dustin Hoffman dà volto a un romanzo semi-autobiografico del rapinatore-sceneggiatore Edward Bunker. Nota a parte per le rapine di casa nostra, passate dalle pagine di nera ai poliziotteschi anni settanta alle più recenti rivisitazioni del genere, come Vallanzasca - Gli angeli del male (2010).

La nostra breve storia delle rapine al cinema si conclude partendo dai classici recenti Trappola di cristallo (1988), primo capitolo della saga Die Hard, e Point Break (1991), per proseguire con la supersfida De Niro-Pacino di Heat (1995), propiziata dal maestro Michael Mann; meno popolari, ma altrettanto memorabili, i due noir “generazionali” Killing Zoe (1994) e Dollari sporchi (1995), rispettivamente opera del “tarantiniano” Roger Avary e dei fratelli Hughes. Mentre la Francia rilancia il neo-polar con pellicole come 36 Quai des Orfèvres (2004) e Cash Truck (2004), Spike Lee fissa il suo record d’incasso con Inside Man (2006); la conclusione è per la futuribile rapina finale di In Time (2011), di Andrew Niccol, in cui il tempo, secondo un vecchio adagio, sostituisce il denaro.

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