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Il poeta contadino Eugenio Barbieri: bianco e nero (Rossini)

Pane e Pizza

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    Rubriche: Pane e Pizza



    Procedimento:

    Dopo l’introduzione con “Tutto cangia, il ciel s'abbella”, vecchia sigla di inizio trasmissioni RAI, stapperò una bottiglia di champagne. Inizieremo con un mio commiato, un brindisi con Antonella.

    La sigla appena ascoltata, composta da Rossini per l’atto finale del Guglielmo Tell, ci condurrà al mondo del bianco e nero. E, nello sciampagn (dobbiamo essere italiani a tutti i costi?), il bianco e nero si fondono da sempre in una vera e propria opera dell’uomo, al pari di una grande opera musicale di Rossini. Lo champagne, è infatti un “vino” bianco prodotto in gran parte con pinot nero, un’uva a bacca nera.

    Il pinot nero è solo l’ouverture dell’opera. Il primo atto consiste nel preparare il vino base, embrione del prodotto finale. Un embrione che subirà, nel secondo atto, una metamorfosi all’interno della bottiglia che lo condurrà a divenire champagne, attraverso la rifermentazione. Da crisalide a farfalla attraverso una precisa metodologia, nota in Italia come metodo classico (siamo troppo forti! Classico per chi? Per i francesi, ovvio). Spiegheremo brevemente in cosa consista questa metodologia che, oltre ai due già citati, prevede altri atti.

    Fra gli atti un breve intervallo in cui citeremo alcune curiosità legate allo champagne. Parleremo di maschere e di coppe.

    Rossini, noto gourmet nonché grande intenditore di vini, ha dato, nelle sue opere, una rappresentazione musicale dell’effervescenza.
    Il crescendo rossiniano come il perlage. Un’improvvisa sequenza di note nello spartito disposte come le bolle in un calice di champagne. Mostreremo uno spartito.

    Vive la France. À bientôt mon amie.