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Serie

Era il capodanno del 1967 l’ultima volta in cui abbiamo visto Anna e Vittorio, le loro figlie, la famiglia Strano e tutti gli altri. Li abbiamo lasciati felici, innamorati, fiduciosi.  Chi più, chi meno, chi in modo diverso, lo sono ancora. Anche se tutto è cambiato.

Sono cambiate le loro vite ed è cambiato il mondo attorno a loro: dalla moda alla musica, alla televisione. Raffaella Carrà mostra l’ombelico, la legge che istituisce il divorzio è alle porte e sul suolo nazionale non è più vietato produrre, reclamizzare e vendere anticoncezionali.

Tutto è cambiato, ma la lunga corsa non è finita, il sogno di poter migliorare la propria posizione sociale è ancora vivo. E in questa serie si percepisce più che mai. Vittorio e Salvatore proveranno il grande salto verso l’imprenditoria, Anna e Teresa saranno ancora in prima fila per vedere i loro diritti di donne riconosciuti. Quello che riprende qui, attraverso la vita dei nostri amati personaggi, è quindi il racconto di un altro tratto della nostra storia.
Sono iniziati gli anni Settanta.

Anche Anna e Vittorio sono cambiati dalla moda del nuovo decennio: le acconciature, gli abiti, i modi più spigliati. Ma la fede al dito, ancora non ce l’hanno. Il debito contratto con Francesca, il lavoro, le figlie che crescono. La vita. Sono stati dietro a tutto, e un po’ si sono dimenticati del loro amore.
Per Vittorio è arrivato il tempo di buttarsi a capofitto in una nuova avventura. Insieme a Salvatore rileva una piccola fabbrica di marmitte, la Sider Torino, e si mette in proprio. Il sogno di crescere, di emanciparsi, di diventare ricchi. La meraviglia e l’orgoglio di Salvatore che smette la tuta blu da operaio e indossa per la prima volta la camicia bianca.
Ma anche i rischi che questo comporta, la paura di perdere tutto, le notti insonni, i contrasti con quelli che una volta erano tuoi compagni. La crisi.
Salvatore si sente un uomo nuovo, ma il suo rapporto con la famiglia resta lo stesso. Servirà tutta la forza di Teresa, che ormai è diventata una donna moderna ed emancipata, per traghettarlo nel nuovo che avanza.
Ad aiutarla ci penserà Ornella, femminista convinta, che tra sedute di autocoscienza e collettivi, le darà una nuova consapevolezza.
Per Anna la tentazione invece viene dal passato. Il suo primo amore ricompare nella sua vita nelle vesti del padre di un suo alunno. E in un momento di distrazione di Vittorio, la sua presenza si fa seduttiva e pericolosa…

… così come pericolosa è per Vittorio la corte della sua nuova segretaria, Emanuela. Giovane, carina, simpatica, gli dà l’attenzione e la cura che sente che Anna non gli riserva più.
E così le nostre coppie, che sembravano solide e indissolubili, entrano in crisi. Una crisi breve quella degli Strano. Più profonda quella dei Costa Ferraris. Vittorio va a vivere da solo, Anna sperimenta una seconda giovinezza. Anche stavolta sono avanti: il divorzio non è ancora stato approvato e loro sono già separati. Ma sarà una crisi definitiva?

Anche per Benedetta e Bernardo le cose non sono andate come si aspettavano.
Li abbiamo lasciati nel 1967, mano nella mano, decisi a provarci nonostante tutto. E ora che li ritroviamo a tre anni di distanza scopriamo che non ci sono riusciti. Che quel “tutto” era troppo e si sono lasciati. Benedetta ha un figlio avuto da una breve relazione, Marco, che è il centro della sua vita. Bernardo è appena tornato dalla Germania e se ne andrebbe subito se il padre e Vittorio non lo coinvolgessero nella gestione della Sider.
Cercano di evitarsi, si dicono che non possono tornare insieme. Ma come calamite non riescono a stare lontani. E forse si ritroverebbero se nella vita di Benedetta non ricomparisse per caso Luca, il padre di Marco.
La testa le dice che è lui l’uomo giusto. Ma il cuore? E cosa dice il cuore di Bernardo, che nel frattempo ha incontrato Adele, ragazza moderna e sofisticata, che lo ama e accetta per quello che è?

E poi i ragazzini, che ormai sono diventati quasi adolescenti. Il primo amore di Marina, la prima delusione. E l’arrivo di un ragazzino misterioso, Lorenzo, che scombussola non solo il suo cuore, ma anche la famiglia di Immacolata e Cerutti, che gli hanno dato asilo.
E Gisella, che lascia il negozio di parrucchiera per diventare una hostess e prendere il volo.

Se Benedetta, che coltiva il sogno di fare la fotografa, potesse immortalare in uno scatto tutte queste vite, ci apparirebbero così: confuse, preoccupate e scomposte. Ma anche allegre e piene di speranza. Come l’Italia di quegli anni.

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