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Mobile World Congress di Barcellona


   



Al Mobile World Congress di Barcellona, l'evoluzione del telefonino si mostra in tutte le sue varianti, ma tutte ideate per conquistare nuove fette di consumo nei mercati occidentali ormai vicini a saturazione e per estendere la penetrazione nei paesi emergenti. Il cellulare , quindi, non serve più solo a telefonare, entra in Internet, fa musica, guarda la Tv e ora diventa anche banca portatile.
La spinta più forte del momento è verso gli smartphone e affini, i telefoni "convergenti" che fanno un pò di tutto, sulla scia dell’iPhone lanciato da Apple nel 2007.
Fin dal primo giorno di apertura del congresso mondiale della telefonia mobile sono apparsi progetti concorrenti: per la prima volta è stato presentato un prototipo dell’atteso sistema Android di Google, con una piattaforma di sfruttamento definita da Marvell, Nec, Texas Instruments, Qualcomm, Arm, con l’italiana STMicroelectronics con uno schermo tattile simile a quello dell’iPhone e un menu ricco di una ventina di piccole icone, da attivare toccandole con un dito, con accesso, oltre alle funzioni tradizionali, ai servizi in rete, Gps, musica, video, posta elettronica Gmail, la videolocalizzazione con Google Maps.
Nokia ha presentato telefonini realizzati ormai come «terminali mobili» ed il futuro immediato prevede che con essi si trasformi anche Internet.
Telecom Italia ha annunciato a Barcellona l’avvio entro l’anno del nuovo servizio Tim di M-Payment, grazie al quale gli abbonati potranno usare il cellulare per fare acquisti, gestire a distanza il loro conto corrente, acquistare biglietti aerei. Nel 2009 dovrebbe essere possibile pagare con il telefonino i pedaggi, i parcheggi, il cinema. Su scala planetaria il pagamento con il telefonino conquista i paesi in sviluppo.
Provato con successo in Kenya (1,6 milioni di abbonati in un anno) il servizio di trasferimento di danaro M-Paisa di Vodaphone è ora proposto in Afghanistan. Una offerta mirata per le aree nelle quali non è facile avere accesso alle banche. Quello dei paesi emergenti è ora la vera nuova frontiera del telefonino, dall’Africa al Brasile, dalla Cina all’India, dove le vendite sono in fortissima crescita.
Al Mobile World Congress di Barcellona, la vetrina internazionale delle telecomunicazioni, su una cosa erano tutti d’accordo: il futuro della telefonia mobile è legato a doppio filo a Internet. Nel giro di pochi anni il web è destinato a spostarsi dal computer ai telefonini e ancora di più su apparecchi multifunzione chiamati MID, mobile Internet device. Apparecchietti leggeri, con un display abbastanza grande da rendere accettabile la lettura e la visione televisiva, con cui è possibile fare un po’ di tutto: telefonare, navigare, chattare, tenersi in contatto, ascoltare musica, consultare mappe e via dicendo.
“La chiave del successo dell’industria della telefonia mobile è nello sviluppo dei servizi Internet per cellulari. E gli operatori di telefonia mobile non possono permettersi che altre società avanzino sviluppando contenuti, servizi e altre funzionalità dedicate alla Rete”, ha dichiarato a Barcellona il numero uno del gruppo Vodafone, Arun Sarin, lasciando intendere che il nuovo campo di battaglia del business globale della telefonia mobile si sta spostando sul fronte dei contenuti e dell’entertainment digitale. Un comparto dove dal 1999 opera Buongiorno, un gruppo italiano dall’imprinting emiliano (nasce a Parma da dove viene gran parte del board) che oggi è presente in 53 Paesi attraverso partnership con un centinaio di operatori di telecomunicazioni, dando lavoro a un migliaio di persone. Nel digital entertainment, cioè nella produzione e distribuzione di contenuti per telefonia mobile e per Internet in mobilità (come musica, giochi, video, sfondi, suonerie, chat, votazioni e quiz) Buongiorno è leader mondiale. Una posizione guadagnata l’anno scorso grazie all’acquisizione del competitor iTouch. Ne è nata una company che prevede di chiudere il 2008 con un fatturato di 350 milioni di euro e un margine operativo lordo tra i 41 e i 45 milioni di euro. “Siamo i primi al mondo in un mercato che ha un giro d’affari destinato a superare i 50 miliardi di dollari entro il 2010, veicolato da 840 milioni di persone che utilizzeranno il cellulare come media player, per parlare, vedere, ascoltare, giocare e fare un po’ di tutto”, dice l’amministratore delegato Andrea Casalini.

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