Flessibilità in uscita (gli sfigati del '52)

Conosco diversi insegnanti che nel 2011 sarebbero andati in pensione con la quota 96 ma che sono stati fermati dalla clausola (legge Fornero) che imponeva di aver compiuto 60 anni… Nel frattempo qualcuna è uscita (per sfinimento) con l’opzione donna, prendendo di pensione (per il resto della vita) molto meno (oltre un terzo di meno) di quanto avrebbero preso con l’uscita normale.

Chi ha resistito, alla fine di quest’anno scolastico, avrà versato 41 anni e 7/8 mesi di contributi, ma ne servono 41 e 10 mesi pertanto si è già rassegnato a fare un altro anno di servizio (nella scuola non si può uscire a metà anno scolastico).

Ma ora viene il bello! La cosiddetta flessibilità in uscita, di cui si discuterà (pare) nella prossima legge di stabilità (quindi ad anno scolastico iniziato) probabilmente (anzi sicuramente!) comporterà che questi sfigati del ’52 (ma anche del ’53…) non potranno più andare in pensione con 42 e passa anni di servizio, ma dovranno optare per la flessibilità con la conseguente penalità di uno o più anni…

Mi chiedo: “perché in questo paese vengono presentate come opportunità anche le più grandi fregature?”

Parlando seriamente, se proprio vogliono introdurre questa flessibilità, con conseguente penalità, almeno che la propongano prima che inizi il nuovo anno scolastico… Ma non ho fiducia…

Saluti

tonino

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