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    L'operetta: Il paese del sorriso

    in onda martedì 26 giugno alle ore 21,00

    L'operetta: Il paese del sorrisoLa celeberrima melodia di "Tu che m'hai preso il cuor" risuona fin dalle prime note già nell'Ouverture di "Das Land des Lächelns", a noi conosciuta come "Il paese del sorriso", che è certamente una delle operette più note di Franz Lehàr.

    Oltre all'aura melodiosa e languida di quella romanza, nella stessa Ouverture (eseguita di frequente anche come brano autonomo in forma di concerto) vengono proposte le altre diverse atmosfere che si sviluppano nella storia; da un lato la brillante società della nobiltà viennese e dall'altro la magnificenza esotica della corte di Pechino, luoghi che l'amore tra Lisa ed il principe Sou-Chong renderà meno lontani.

    Lehàr trasse da un non fortunato lavoro precedente, ("La giacca gialla") questa composizione, che rispetto alla moda corrente del genere si dimostra opera anomala per più versi, sia per il suo approccio drammaturgico che per motivi strettamente musicali.

    La passionale Lisa e la cognata Mi (l'altra protagonista) propongono un modello di donna - volitiva e avversa alle convenzioni - assai lontana dagli stereotipi operistici ma vicina alquanto alle personalità femminili che nella narrativa e nel teatro si andavano imponendo all'inizio del XIX secolo.

    Inoltre il finale era in controtendenza rispetto al lieto fine d'obbligo nell'operetta: il principe avrebbe dovuto rendere nullo il suo matrimonio con Lisa e seguire la legge cinese, che gli imponeva ben quattro spose provenienti dal suo Paese; in realtà Lehàr provvide a fornire all'opera un nuovo finale che, citando la legge che nel 1912 annullava in Cina questo tipo di obblighi matrimoniali, rendeva possibile il coronamento del sogno d'amore di Lisa e Sou-Chong.

    Anche musicalmente parlando "Il paese del sorriso" si differenzia dagli stereotipi del genere; quella che lo stesso Lehàr definì una "grande operetta romantica" unisce alle caratteristica leggerezza una raffinata compattezza musicale che riguarda anche le tipologie vocali dei protagonisti.

    A dare celebrità all'operetta contribuì non poco il sodalizio che con Lehàr aveva stretto il grande tenore Richard Tauber, il quale fu negli anni '20 uno dei più poliedrici interpreti dei teatri musicali tedeschi, spaziando da Mozart a Ciaikovsly, da Verdi a Puccini - per il quale aveva grandissima stima.

    Dal 1924 al 1947 Tauber impersonò tutti i protagonisti tenorili delle opere di Lehàr, e a quanti criticavano la sua commistione tra il genere operistico "puro", la liederistica e l'operetta egli controbatteva: "Io non canto operette. Canto Lehàr".

    E fu sempre Richard Tauber il protagonista della tournée italiana che nella primavera del 1938 portò "Il paese del sorriso" a Roma Napoli Genova Milano Torino e Bologna; proprio nel momento in cui Hitler invadeva l'Austria, il tenore (austriaco di origini ebree) non riuscì ad andare in scena, e molti colleghi artisti per sostenerlo vennero ad assistere alla sua recita romana del Teatro Eliseo.



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