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Autrice del programma è Gabriella Caramore ,
Paola Tagliolini curatrice,
Benedetta Caldarulo redazione e regia,
Cristiana Munzi consulente musicale. Via Asiago n.10 00195 Roma Indirizzo-mail uominieprofeti@rai.it


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Milano, Cagliari, Predappio, Forlimpopoli dal 21 al 28 febbraio 2016

XVIII edizione “Semi di pace”, per dare voce a israeliani e palestinesi impegnati nell’educazione alla pace e al dialogo interreligioso.

 

È giunto alla XVIII edizione “Semi di pace”, lo storico progetto promosso dalla rivista "Confronti" grazie ai contributi 8 per mille della Chiesa valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi, per dare voce a israeliani e palestinesi impegnati nell’educazione alla pace e al dialogo interreligioso. Il progetto si propone di mostrare la complessità della situazione in Medio Oriente attraverso la viva testimonianza di persone che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi.

 Dal 21 al 28 febbraio 2016, una delegazione composta da operatori che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi, sarà in Italia per condividere con il pubblico le proprie esperienze nell’impegno a favore della pace nonché le molteplici analisi sul conflitto.

La delegazione sarà composta da:

Ikhlas S.M. Eshtaya e Tova Buksbaum dell’associazione Parents’ Circle, composta da famiglie israeliane e palestinesi che hanno avuto in comune la sorte di vedere i propri familiari morire a causa del conflitto;

Mossi Raz e Maysa Baransi, membri di All For Peace, una stazione radio con base a Gerusalemme, che trasmette anche da Ramallah nei Territori Palestinesi, il cui scopo è diffondere una corretta informazione dando voce sia a israeliani che palestinesi;

due operatori sociali e attivisti per i diritti umani: l’israeliano Nachshon Gal     dell’associazione israeliana Road to recovery, e Khalid Lafi e Lu’y Abushaban  dell’associazione palestinese con sede a Gaza Basmat al-Amal (“Sorriso di speranza”), che collaborano allo scopo di garantire cure mediche ai palestinesi indigenti.

La conferenza stampa di presentazione del progetto è prevista per martedì 23 febbraio (vedi locandina all’inizio del comunicato) e in quell'occasione sarà possibile conoscere la delegazione.

È gradita la conferma della partecipazione: info@confronti.net

 

Sono previsti inoltre degli incontri a Milano (venerdì 26 febbraio alle 17 - libreria Claudiana, via Francesco Sforza 12/A), a Cagliari (sempre venerdì 26, alle 18 - Mediateca del Mediterraneo, via Mameli, 164), a Predappio (mercoledì 24 febbraio, ore 20.45 - Teatro Parrocchiale Sant’Antonio da Padova) e a Forlimpopoli (giovedì 25 febbraio ore 20.45 - Associazione Centro Giovanile Andrea, via Sendi, 38)

Per ulteriori informazioni: programmi@confronti.net

 

Di seguito, delle informazioni più dettagliate sulle associazioni che prendono parte a questa edizione:

 

Semi di Pace XVIII edizione

Semi di Pace è un progetto promosso dalla rivista Confronti (edita dalla Cooperativa Com Nuovi Tempi a r.l.) con il sostegno dell’8 per mille della Chiesa valdese (Unione delle chiese valdesi e metodiste), per dare voce a israeliani e palestinesi impegnati nell’educazione alla pace e al dialogo interreligioso.

Il progetto si propone di mostrare la complessità della situazione in Medio Oriente attraverso la viva testimonianza di persone che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi.

 Semi di Pace è, infatti, un programma di incontro tra testimoni di pace, opinion leader, rappresentanti di comunità religiose, intellettuali, studiosi e rappresentanti di organizzazioni, israeliani e palestinesi, che vengono in Italia sia per mettere a confronto le proprie esperienze, sia per condividere con il pubblico italiano le loro analisi.

La formula che caratterizza il progetto è la divisione dei testimoni in coppie composte sempre da un israeliano e un palestinese, che si mettono a disposizione per incontrare i gruppi, le associazioni e le istituzioni che richiedano la loro testimonianza.

In virtù di questa caratteristica, Semi di Pace rappresenta per il pubblico italiano un’occasione unica per venire a conoscenza e confrontare i diversi punti di vista sulla situazione e sulla politica in Israele e nei Territori palestinesi così come vengono formulati e esplicitati dai diretti interessati, senza che ad essi venga posto il filtro di un’interpretazione “altra”. È altresì un modo per entrare in diretto contatto con rappresentanti di movimenti, organizzazioni e istituzioni che scelgono la via del dialogo e della riconciliazione.

Semi di Pace è un progetto giunto alla XVIII edizione e a cui hanno partecipato, nel corso degli anni, testimoni di pace, opinion leader, rappresentanti di comunità religiose, intellettuali, studiosi e rappresentanti di organizzazioni, fra cui: Parents Circle, Neve Shalom – Wahat al-Salam, Interfaith Encounter Association, Givat Aviva, “La via di Abramo”, NAFS, Windows for Peace, International Centre di Betlemme, Open Hause di Ramle, Peace Now, Hand in Hand, Al-Liqa, Hagar: jewish-arab education for equality, Road to Recovery…

La XVIII edizione di“Semi di pace”, che si svolgerà dal 21 febbraio al 28 febbraio 2016, vedrà il coinvolgimento di:

 -          Ikhlas S.M. Eshtaya e Tova Buksbaum dell’associazione Parents Circle, composta da famiglie israeliane e palestinesi che hanno avuto in comune la sorte di vedere i propri familiari morire a causa del conflitto;

-          Mossi Raz e Maysa Baransi, membri di All For Peace, una stazione radio con base a Gerusalemme, che trasmette anche da Ramallah nei Territori Palestinesi, il cui scopo è diffondere una corretta informazione dando voce sia a israeliani che palestinesi;

-          due operatori sociali e attivisti per i diritti umani, l’israeliano Nachshon Gal dell’associazione israeliana Road to recovery, e Khalid Lafi e Lu’y Abushaban  dell’associazionepalestinese con sede a Gaza  Basmat al-Amal, (“Sorriso di speranza”), che collaborano allo scopo di garantire cure mediche ai palestinesi indigenti.

 

Parents Circle Families Forum

Ikhlas Eshtaya e Tova Buksbaum dell’associazione Parents Circle.

L’associazione Parents Circle ha una sua unicità che la contraddistingue da tutte le altre organizzazioni pacifiste: è composta esclusivamente da famiglie israeliane e palestinesi che hanno avuto in comune la sorte di vedere i propri familiari morire a causa del conflitto. Sono anche famiglie che non hanno voluto reagire al trauma del lutto con la volontà di vendetta e di odio, hanno invece preferito ricercare il dialogo e la riconciliazione con l’altro, per arrestare lo spargimento di sangue e operare a favore della pace.

Parents Circle è nata nel 1995, per iniziativa di Yitzhak Frankenthal, il cui figlio Arik era stato rapito e ucciso da affiliati ad Hamas l’anno precedente. Oggi ne fanno parte cinquecento famiglie israeliane e palestinesi che conducono un’azione politica comune.

Molte le attività promosse dall’associazione: incontri nelle scuole tra i bambini delle due comunità, meeting pubblici tra le famiglie delle vittime, servizio trasfusionale con il coinvolgimento delle due parti, sito internet in versione araba ed ebraica.

Particolarmente significativi sono il progetto Hallo Shalom - Hallo Salam, che consiste nell’attivazione di un numero telefonico gratuito per consentire a israeliani e palestinesi di parlare tra loro, e i campi scuola in cui si incontrano bambini delle due comunità che a loro volta hanno subito la perdita di genitori, sorelle o fratelli.

 

Road to Recovery e Basmat el-Amal

Nachshon Gal è cittadino israeliano membro dell’associazione Road to Recovery.

Road to Recovery è un’organizzazione israeliana fondata da Yuval Roth (già membro di Parents Circle Families Forum) al fine di fornire supporto medico alla popolazione palestinese, con particolare attenzione ai bambini che necessitano di cure e assistenza impossibili da trovare nei Territori palestinesi e a Gaza. Per questi bambini e per i propri genitori, infatti, i costi per il trasporto in ospedale sono proibitivi, specialmente nei casi in cui le cure devono essere reiterate.

Questo importante lavoro è fatto perlopiù su base volontaria ed è portato avanti da israeliani che riconoscono l'importanza nella missione dell’associazione e hanno deciso di donare il proprio tempo e l’utilizzo dei personali mezzi di trasporto per trasportare palestinesi bisognosi. Uno dei compiti più delicati, in tal senso, è “scortare” i palestinesi dai propri luoghi di abitazione attraverso i checkpoint fino agli ospedali israeliani. Road to Recovery è affiliata ad altre organizzazioni attive nel dialogo fra israeliani e palestinesi, fra le quali: Doctors for Human Rights, Basmat el Amal, Rabbis for Human Rights.

Khalid Lafi e Lu’y Abushaban, sono cittadini di Gaza e membri dell’Associazione Basmat el-Amal (Sorriso di speranza), che si occupa dell’assistenza ai malati terminali a Gaza.  Basmat el-Amal è un'organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 2010 da un gruppo di volontari, con esperienze umane e lavorative fra le più diverse, la cui ambizione era quella di offrire un'assistenza per i malati di cancro presenti sul territorio della Striscia di Gaza. I volontari forniscono la propria assistenza su vari piani: da quello dell'assistenza ai bisogno più immediati del malato a quelli della cura psicologica e sociale, passando per dei programmi specifici per tutta la popolazione incentrati sull'educazione alla salute. Basmat el-Amal ha come missione quella di fornire dei servizi volti al miglioramento della condizione in cui versano i malati, ma anche fornire gli strumenti attraverso i quali la popolazione della Striscia di Gaza possa essere consapevole dei propri diritti civili, umani e relativi alla salute in senso generale. Particolare attenzione è data ai gruppi “minoritari” o “emarginati” della società palestinese, per cui Basmat el-Amal ha attuato degli specifici programmi di partecipazione ed inclusione. L'organizzazione è ormai da tempo partner dell’associazione israeliana Road to Recovery.

Radio All for peace

 Mossi Raz e Maysa Baransi, membri fondatori di Radio All For Peace.

Radio All for peace nasce come iniziativa congiunta della ONG Palestinese “Biladi” e del Centro per la pace Arabo ebraico “Givat Haviva”. Le trasmissioni radio, che vanno in onda con cadenza quotidiana sia in ebraico e in arabo, coprono una vasta gamma di contenuti, dalla culturale alla politica, dalla musica allo sport, e danno visibilità alle attività delle organizzazioni pacifiste e alle questioni che interessano le vite quotidiane sia dei palestinesi che degli israeliani. Radio All for peace dà spazio a voci minoritarie spesso ignorate dai media tradizionali e si fa promotore di idee per il perseguimento della pace, la dignità per tutti i popoli, la coesistenza, il pluralismo e la solidarietà sociale.

Adel Zuomot è il co-direttore palestinese di All for peace al fianco di Mossi Raz, ex membro della Knesset con il partito Meretz. Dopo sette anni di trasmissione in lingua ebraica sulla frequenza 107.2 FM, All for peace è stato rimosso dalle onde radio nel 2011 dal Ministero delle Comunicazioni israeliano. Anche se la stazione continua a trasmettere via internet, ha fatto appello alla Corte Suprema israeliana affinché venga garantito il diritto della stazione ad esistere ed è in attesa di un verdetto. Tuttavia la programmazione in lingua araba può essere ascoltata in centro di Israele e in Palestina alla frequenza 89,8 FM.

Nel 2010 Radio All for peace ha ricevuto un premio dalla XXI Century Foundation per il suo "eccezionale contributo alla pace" e nel 2011 ha vinto il premio delle Nazioni Unite "Intercultural Innovation".
 



È gradita la conferma della partecipazione: info@confronti.net

 

Sono previsti inoltre degli incontri a Milano (venerdì 26 febbraio alle 17 - libreria Claudiana, via Francesco Sforza 12/A), a Cagliari (sempre venerdì 26, alle 18 - Mediateca del Mediterraneo, via Mameli, 164), a Predappio (mercoledì 24 febbraio, ore 20.45 - Teatro Parrocchiale Sant’Antonio da Padova) e a Forlimpopoli (giovedì 25 febbraio ore 20.45 - Associazione Centro Giovanile Andrea, via Sendi, 38)

Per ulteriori informazioni: programmi@confronti.net

 


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