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Valentina Corti

Violetta Silvestri

Come descriveresti Violetta?
"Violetta è nata in Italia, in Toscana, ma è emigrata a Belfast con la famiglia quando era ancora molto piccola. Ora ha 18 anni e inizia ad adattarsi alla realtà di quella città, che è molto diversa da quella del piccolo paesino da cui proviene. Belfast sembra calzarle a pennello: Violetta si innamora e trova un lavoro. Inizia una nuova vita. È una ragazza molto forte, credo. Piena di vita. Un personaggio incantevole."

Ribelle?
"Sì, un poco. È molto moderna per quel periodo. Lei è cattolica e viene da una educazione cattolica, ma prova comunque a infrangere qualche regola."

Qual è la sua relazione di Violetta con i fratelli McCann, Conor e Michael?
"Ci conosciamo da molto tempo, ma arriva un momento in cui Violetta e Conor si rincontrano dopo qualche anno. Ed è una sorpresa. Si innamorano ma il problema è che Michael, il fratello di Conor, è anche lui innamorato di Violetta. Così inizia una guerra per conquistare il mio amore. È un po’ triste per Michael, perchè lui sa che il mio cuore appartiene al fratello. Ma talvolta succede, è la vita."

E il rapporto tra sorelle, con Sofia?
"Sono molto vicine. Sebbene siano più o meno coetanee e siano cresciute insieme, Sofia a volte si comporta da madre con Violetta, perchè sono rimaste orfane quando erano molto piccole. Sofia mi aiuta ad affrontare molti problemi. È una relazione straordinaria. Le due sorelle si vogliono molto bene."

Com’è il rapporto con il loro padre all’antica, Pietro?
"Come con ogni padre iperprotettivo. Pietro è il capofamiglia e tenta in tutti i modi di educare le sue figlie. Ma a volte le sue maniere sono un po’ troppo ruvide. Si arrabbia facilmente ma è anche il suo unico modo di mostrare il suo amore per noi figlie. È il tipico padre italiano all’antica."

Com’è stato recitare in inglese? Sei stata aiutata sul set?
"E’ stata una grande sfida. All’inizio ero un po’ spaventata, ma anche entusiasmata. La prima preoccupazione è stata ‘Oh Dio, riuscirò a farcela?’. Grazie al cielo, c’erano un mucchio di persone pronte ad aiutarmi. Ho studiato molto per riuscire a recitare in inglese.”

Com’è stato lavorare con Alessandra Mastronardi?
"Straordinario. Siamo stati come una famiglia. Non solo sul set, ma anche fuori. Eravamo sempre insieme, anche quando non eravamo impegnate con le riprese. Direi che in qualche modo ci siamo trovate."

E recitare al fianco degli attori irlandesi, come Denise Gough?
"Incredibile. Un’attrice bravissima. Piena di energia e molto spiritosa."

Cosa ci dici di Branwell Donaghey e Martin McCann?
"Sono stati fantastici. Con loro ho lavorato bene perchè c’è stata molta collaborazione. Abbiamo fatto del nostro meglio per andare incontro alle necessità gli uni degli altri."

Come mai la storia del Titanic affascina ancora tanto, secondo te?
"E’ stata una delle più grandi tragedie di tutti i tempi. Un sogno che si è tramutato in un incubo.”

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