Contanti, undici Paesi senza limiti

di Fabio Savelli - Correre della Sera

Fa peggio di noi solo la Grecia: solo 17 operazioni pro-capite all’anno con strumenti di pagamento diversi dal contante (rilevazione della Banca d’Italia). Bonifici, transazioni con carte di credito o debito, assegni. Eppure abbiamo la soglia più restrittiva d’Europa per la circolazione del denaro: 999,99 €. Che il Governo ora vuole portare a 3.000 per ravvivare i consumi. Nell’Unione – è l’altro dato interessante – 11 Paesi non hanno alcun limite. Non lo hanno ritenuto necessario. Tra questi i Paesi bassi e le vicine Slovenia ed Austria.

Forse non è del tutto peregrina la metafora del “gatto col topo” usata dal premier Renzi per motivare la decisione dell’esecutivo di innalzare la famigerata soglia. E’ come se l’accanimento nei confronti della libera circolazione del contante servisse soltanto ad abbaiare alla luna: i trucchi per aggirare il divieto sono tanti. E l’evasione fiscale resta altissima, inferiore in Europa soltanto alla Grecia. Le vittime sacrificali del limite sotto quota 1.000 sono le banconote da 500. Biglietti viola, da noi, onesti sconosciuti. Nel senso che giacciono inutilizzati, visti con sospetto, eppure estremamente presenti. L’Itlalia, segnala via Nazionale – è la più grossa importatrice d’Europa di bigliettoni da 500 €. Ogni anno nel nostro Paese entrano circa 10 mld di pezzi di questo taglio. Una curiosità: 20 € a bigliettoni da 500 entrano in un pacchetto di sigarette. Altro che valige cariche di denaro alla frontiera di Chiasso. Basta fingere di essere un tabagista. Nel 2013 le banche italiane hanno ricevuto dalla clientela versamenti in biglietti da 500 pari ad un volume 100 volte superiore a quanto hanno distribuito in pezzi di quel taglio. Da palazzo Koch a Roma segnalano che una parte di questo enorme “afflusso di capitali” può venire dall’estero. Segnatamente sotto forma di contante legato a transazioni correlate al turismo. Ma è una spiegazione che non può essere adeguata all’enorme sproporzione tra l’emissione di banconote da 500 degli istituti di credito e i versamenti sui coti correnti degli italiani. Sproporzione che ammonta a 37 miliardi di €.

La sensazione è che molto sia da ascrivere a fenomeni di riciclaggio legate ad attività criminali ed è per questo che ieri la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha fatto sapere che chiederà all’Ufficio di Presidenza di valutare la possibilità che la Commissione si esprima sulla misura annunciata dal Governo.

Nell’attesa c’è un gruppo di lavoro in Banca d’Italia che sta studiando questo strano fenomeno.  Ciò che si sa è che l’unità di informazione finanziaria di via Nazionale – deputta a raccogliere le segnalazioni di operazioni sospette – vede crescere anno su anno la propria mole di lavoro. Nel 2014 le segnalazioni sono state 71.661 con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi cinque anni i depositi di biglietti viola presso le banche sono letteralmente esplosi nelle regioni a forte vocazione di export: + 273% in Veneto, + 3853% in Trentino Alto Adige, + 393% in Lombardia. Quasi a testimoniare che i pagamenti estero su Italia avvengano su questi tagli e poi non vengano re-immessi nel sistema economico. Così potrebbero non trarne giovamento i consumi, anche se è difficile imputare tutta la colpa al limite fissato dal Governo Monti. Perché i metodi per comprare un televisore all’ultimo grido sono tanti e non c’è bisogno di avere il portafoglio gonfio di banconote. O il pacchetto di sigarette.

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