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ogni lunedì alle 21:15 su Rai3

Per il nuovo ciclo autunnale, dal 3 settembre ogni lunedì alle 21:15 su Rai3, PresaDiretta riprende a viaggiare e a raccontare il paese. Sette puntate di strettissima attualità, con la voglia di condividere il quotidiano delle persone comuni, di entrare nelle contraddizioni, di raccontare la complessità dei problemi e di gettare uno sguardo verso il futuro che ci attende.

 

 

I temi di PresaDiretta sono, come sempre, quelli al centro dell’agenda politica nel paese.

 

PresaDiretta racconta il mondo dell’acqua perduta, perché in Italia se ne spreca troppa e non ce lo possiamo più permettere. L’acqua è una risorsa fondamentale, un bene comune oggi a rischio. Quanta acqua abbiamo ancora a disposizione e cosa fare per tutelarla?

 

La sicurezza nelle città, tra dati oggettivi e percezione, il tema è diventato ormai terreno di scontro politico tra le diverse ricette proposte dai partiti. Eppure c’è chi ha trovato la strada e ha capito come fare per vivere in una città sicura.

 

Il lavoro, per capire come interrompere il cortocircuito che si crea quando la domanda e l’offerta non si incontrano e cosa bisogna fare per valorizzare davvero il capitale umano. Le agenzie per il lavoro sono strumenti efficaci per combattere la disoccupazione? E come vengono spesi i soldi investiti nella formazione professionale?

 

E cosa accade quando i cittadini si sentono abbandonati dallo Stato o dai partiti di ogni colore? PresaDiretta attraversa le iniziative nate dal basso dove le soluzioni si trovano insieme perché l’unione fa la forza: cittadini alla riscossa. Storie di democrazia diretta.

 

Il cambiamento del clima, che è sempre più reale e più vicino, anche alle nostre latitudini. A PresaDiretta uno straordinario viaggio nell’Artico, il luogo più fragile del pianeta che già oggi è a rischio. Perderlo significherebbe un’accelerazione irreversibile delle mutazioni climatiche.

 

E ancora, la burocrazia. La macchina dell’amministrazione pubblica non funziona come dovrebbe, la burocrazia continua ad avvelenare la vita degli italiani e a fare del nostro un paese poco competitivo. Eppure non mancano esempi di professionalità e dedizione. Dove si è inceppato allora il meccanismo?

 

E poi il nostro cervello sotto attacco. La nostra concentrazione è messa a dura prova dalla vita perennemente “connessa”. Che impatto hanno i computer, gli smartphone, i tablet, le app sulla capacità di comprensione, di lettura, di analisi? Abbiamo sicuramente guadagnato molto, ma cosa stiamo perdendo?

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