Carlo Cambi:la giusta spesa - fichi e fichi d'india Carlo Cambi - la giusta spesa Ingredienti: CARLO CAMBI Non solo Chef Procedimento: Se si dovesse dare per davvero retta ai modi di dire, il fico sarebbe una di quelle cose che non valgono proprio niente: " Non me ne importa un fico secco! ". E invece, sappiamo benissimo che i FICHI valgono, eccome! Tanto per cominciare contengono vitamine, ferro e tanto potassio. E poi sono una buona fonte di fibre. Ma soprattutto, esistono frutti più teneri e dolci di loro, soprattutto quando sono secchi? Il fico comune è originario della Siria ed è coltivato in tutti i paesi del Mediterraneo e nelle regioni calde dell'America e dell'Oceania; ne esistono oltre 700 specie. La più comune in Italia è la Ficus carica, che produce frutti di dimensioni diverse e colore dal giallo al verde al nero. I fichi, inoltre, cambiano nome a seconda del periodo in cui maturano: i fichi "fioroni", o "primaticci", sono quelli che maturano in giugno e in luglio; i fichi "forniti" sono quelli che maturano da agosto a settembre; i fichi "tardivi", infine, sono quelli che maturano in autunno. I fichi sono ben maturi quando hanno la buccia opaca e la polpa morbida. Quando la buccia si apre e comincia a vedersi il bianco di sotto, sono ancora più teneri e dolci; contengono vitamina A e vitamina C, ferro, potassio e fibre, in quantità ancora maggiori se i fichi sono secchi. Con la fine dell'estate si trovano anche i FICHI D'INDIA. Originario del Messico, si è diffuso lungo tutte le coste del Mediterraneo, dove ormai ha iniziato a crescere con una certa spontaneità: la sua capacità di resistere a terreni aridi e a periodi di siccità, lo rendono una delle più diffuse del Sud Italia, Grecia, Spagna, Marocco, Tunisia e Turchia. Il fico d'India, che cambia il suo colore in base alla varietà e alla zona in cui cresce, si contraddistingue per il suo elevato contenuto di fosforo, calcio e vitamina C; la polpa interna, inoltre, è ricca di saccarosio, glucosio e fruttosio. Perfetto da consumare durante le giornate più afose, visto il suo alto potere dissetante. I suoi benefici, però si devono anche alle sue virtù come diuretico e per la sua capacità di eliminare i calcoli renali. È l'ideale, inoltre, per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Procedimento:
Se si dovesse dare per davvero retta ai modi di dire, il fico sarebbe una di quelle cose che non valgono proprio niente: " Non me ne importa un fico secco! ". E invece, sappiamo benissimo che i FICHI valgono, eccome! Tanto per cominciare contengono vitamine, ferro e tanto potassio. E poi sono una buona fonte di fibre. Ma soprattutto, esistono frutti più teneri e dolci di loro, soprattutto quando sono secchi? Il fico  comune è originario della Siria ed è coltivato in tutti i paesi del Mediterraneo e nelle regioni calde dell'America e dell'Oceania; ne esistono oltre 700 specie. La più comune in Italia è la Ficus carica, che produce frutti di dimensioni diverse e colore dal giallo al verde al nero. I fichi, inoltre, cambiano nome a seconda del periodo in cui maturano: i fichi "fioroni", o "primaticci", sono quelli che maturano in giugno e in luglio; i fichi "forniti" sono quelli che maturano da agosto a settembre; i fichi "tardivi", infine, sono quelli che maturano in autunno. I fichi sono ben maturi quando hanno la buccia opaca e la polpa morbida. Quando la buccia si apre e comincia a vedersi il bianco di sotto, sono ancora più teneri e dolci; contengono vitamina A e vitamina C, ferro, potassio e fibre, in quantità ancora maggiori se i fichi sono secchi.
Con la fine dell’estate si trovano anche i FICHI D’INDIA. Originario del Messico, si è diffuso lungo tutte le coste del Mediterraneo, dove ormai ha iniziato a crescere con una certa spontaneità: la sua capacità di resistere a terreni aridi e a periodi di siccità, lo rendono una delle più diffuse del Sud Italia, Grecia, Spagna, Marocco, Tunisia e Turchia. Il fico d'India, che cambia il suo colore in base alla varietà e alla zona in cui cresce, si contraddistingue per il suo elevato contenuto di fosforo, calcio e vitamina C; la polpa interna, inoltre, è ricca di saccarosio, glucosio e fruttosio. Perfetto da consumare durante le giornate più afose, visto il suo alto potere dissetante. I suoi benefici, però si devono anche alle sue virtù come diuretico e per la sua capacità di eliminare i calcoli renali. È l'ideale, inoltre, per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

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