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Direttori

Bobby McFerrin

Bobby McFerrin è una delle meraviglie naturali della musica. Dieci volte vincitore del Grammy Award è rinomato improvvisatore vocale, ricercato direttore d’orchestra, creatore di una delle canzoni più famose del XX secolo ed appassionato portavoce della cultura musicale. Le sue registrazioni hanno venduto venti milioni di copie e le sue collaborazioni con Yo-Yo Ma, Chick Corea ed Herbie Hancock lo hanno reso un ambasciatore del mondo del jazz e della musica classica. I traguardi di Bobby McFerrin vanno ben oltre il mondo musicale: ha lavorato con Jack Nicholson, il ballerino Savion Glover e gli attori comici Robin Williams e Billy Cristal.

Con una apertura di toni di quattro ottave e una svariata serie di tecniche vocali, Bobby McFerrin non può essere definito un semplice cantante: è l’ultimo vero uomo rinascimentale della musica, un esploratore vocale che combina jazz, folk e diverse influenze musicali – corali, a cappella e classiche – con il proprio tocco personale. Possiede un orecchio musicale assoluto e questo dono gli ha permesso di sviluppare il suo modo di cantare spingendosi verso territori più creativi di altri; potrebbe infatti estendere il suo repertorio fino a cantare parti ispirate alla tromba, nello standard jazz di “Round Midnight”, interpretare le parti di flauto e di violoncello nelle opere di Fauré e di Vivaldi o semplicemente creare da zero nuovi mondi sonori. Bobby MrFerrin è nato da una famiglia di cantanti lirici nella New York degli anni Cinquanta; suo padre, Robert McFerrin Sr., è stato il primo afro-americano solista alla Metropoplitan Opera. La sua famiglia si è trasferita ad Hollywood nel 1958, quando McFerrin Sr. fu ingaggiato per essere la voce cantante di Sidney Poitier nel film ‘Porgy and Bess’. Il primo amore di McFerrin è stato il clarinetto ma gravi problemi articolari lo costrinsero ad abbandonare il suo amato strumento e passare al pianoforte. Da adolescente ha anche desiderato diventare prete ma, quando ha capito di avere la musica nel sangue, ha abbandonato l’idea ed ha proseguito per la sua strada fondando il Bobby Mack Quartet, mentre ancora frequentava le scuole superiori. In seguito ha tenuto una tournée con gli Ice Follies e è stato pianista di una lounge band. Nel 1977 Bobby McFerrin ha deciso di accantonare il pianoforte per testare le sue capacità vocali e, nel 1978, ha iniziato a cantare con il gruppo ‘Astral Project’ di New Orleans, per poi andare in tournée con il leggendario pioniere del jazz Jon Hendricks. Ha inoltre conosciuto Linda Goldstein, la jazz-vocalist poi agente musicale, diventata sua manager e produttrice dal 1979. Ispirati dai concerti solistici e completamente improvvisati del pianista Keith Jarrett, McFerrin e Goldstein hanno iniziato a sviluppare un’innovativa carriera da solista vocale. Questo passo ha rappresentato una considerevole sfida poiché andava contro le abituali regole seguite per costruirsi una carriera nel mondo musicale. Nel 1980 Bill Cosby ha organizzato la performance di Bobby McFerrin al Playboy Jazz Festival; un anno dopo è avvenuta la sua trionfante apparizione al Kool Jazz Festival di New York. In seguito McFerrin ha pubblicato il suo primo album, mentre lavorava per raggiungere il suo obiettivo, ovvero esibirsi come solista in concerti completamente improvvisati. Nel 1983 ha tenuto il suo primo tour europeo come vocalist non accompagnato esibendosi senza materiale preparato. Il pubblico, inizialmente disorientato, è poi rimasto meravigliato. Registrazioni di questi concerti sono state incluse nell’album ‘The Voice’ e i critici tedeschi hanno espresso tutta la loro approvazione definendolo “Stimmwunder”, ovvero “Voce delle Meraviglie”.

Durante tutti gli anni Ottanta, Bobby McFerrin ha continuato a sviluppare le sue sbalorditive improvvisazioni e l’interazione con il pubblico. Con un senso del tempo degno di un attore, un irrefrenabile sense of humor e un contagioso amore per ogni genere musicale, McFerrin ha creato un nuovo tipo di concerto – non una “esibizione” ma una condivisione comune e una celebrazione della musica. Nel frattempo ha iniziatouna vasta serie di collaborazioni vincendo il suo primo Grammy per “Another Tonight in Tunisia” con i Manatthan Transfer. Altri Grammy sono arrivati in seguito per “Round Midnight” di Bernard Tavernier (1986) e “How Rhinoceros Got His Skin”, con Jack Nicholson nel 1987. Dal 1988, Bobby McFerrin ha portato le sue improvvisazioni come solista all’Hollywood Bowl, alla Carnegie Hall ed alle sale da concerto di tutta Europa e Asia, rinforzando la sua reputazione di fenomeno musicale. Ha poi pubblicato l’album Simple Pleasures che è stato il suo omaggio alla musica degli anni Sessanta.

Una gioiosa canzoncina, improvvisata nello studio di registrazione, è diventata la fenomenale hit “Don’tWorry Be Happy”. Simple Pleasures è stato nominato per il Grammy del 1988 come miglior album dell’anno, mentre “Don’t Worry Be Happy” ha raggiunto la posizione numero uno in quasi tutte le classifiche pop del mondo. Assaporato il gusto di essere una supercelebrità pop, realmente inaspettato nel mezzo di una carriera basata sulle sperimentazioni vocali da solista, Bobby McFerrin ha cambiato rotta improvvisamente. Invece di ancorarsi alle numerosissime offerte di concerti ed eventi procurati dalla sua improvvisa popolarità, ha deciso di prendersi una pausa ed iniziare seriamente a studiare direzione d’orchestra, prendendo lezioni da Leonard Bernstein, Gustav

Meier e Seiji Ozawa. L’entusiasmo, la contagiosa gioia e il virtuosismo che hanno caratterizzato le sue performance soliste hanno reso McFerrin un comunicatore di successo anche nel mondo della musica classica. Nel 1990, nel giorno del suo quarantesimo compleanno, gli è stata offerta la direzione dell’Orchestra Sinfonica di San Francisco. Ha poi registrato ‘Hush’ con l’amico e celebre violoncellista Yo-Yo Ma (rimasto nelle classifiche di musica classica di Billboard per più di due anni), ricevendo inoltre il disco d’oro. Nel 1994 McFerrin è stato nominato direttore creativo dell’Orchestra da Camera St. Paul ed ha pubblicato l’album Paper Music, una collezione di classici, acclamata dalla critica, che ha segnato la sua prima registrazione come direttore d’orchestra. Da allora ha continuato a collaborare frequentemente con orchestre del calibro della Sinfonica di Chicago, dell’Orchestra di Cleveland, della Filarmonica di New York, della Gewandhaus di Lipsia e della Filarmonica di Vienna, di cui ha diretto il tour europeo nel 2003.

Recentemente ha unito il suo amore per l’improvvisazione alle sue doti di direttore d’orchestra, allargando i suoi percorsi vocali a gruppi di cantanti più numerosi – professionisti e non. I concerti da solista di McFerrin hanno sempre incluso la partecipazione del pubblico; egli non le vede come delle semplici esibizioni, bensì comeun genuino processo di collaborazione e creazione musicale in quel momento stesso. Ha sviluppato questa idea anche in situazioni più complesse con il suo ensemble vocale Voicestra, negli album Medicine Music e Circlesongs e nel prossimo progetto di opere corali in collaborazione con il compositore Roger Treece.

Prima di Bobby McFerrin, l’idea di una carriera da improvvisatore solista vocale sarebbe stata semplicemente inimmaginabile. Ora i critici elogiano abitualmente nuovi talenti vocali che indicano come “il nuovo Bobby McFerrin”. Ma c’è solo un vero Bobby McFerrin che, durante la sua impareggiabile carriera, è stato soggetto di un profilo di “60 Minutes”, di un intera edizione di “Nightline” di Ted Kopel e di un esauriente documentario di Bravo Channel.

McFerrin mantiene una doppia carriera come direttore d’orchestra e come solista e continua a portare la musica ai bambini, sia con i concerti improvvisati sia con speciali programmi orchestrali. Malgrado tutti questi impegni, la sua più grande ambizione è quella di passare più tempo possibile a casa con la moglie Debbie, e i loro tre figli. “Non convenzionale” è un ottimo termine per descrivere la carriera di Bobby McFerrin. Gli appassionati dei suoi spettacoli, sia come direttore d’orchestra sia come vocalist, sanno che ognuno di questi è un evento unico, dai caratteri imprevedibili. È un raro artista che ha l’abilità di trascendere i generi musicali e gli stereotipi per raggiungere un proprio suono che diviene il suo marchio.

È uno dei principali custodi della ricca eredità musicale ma allo stesso tempo rimane sempre all’avanguardia con la sua spontanea e bellissima musica che trascende tutti i confini e abbraccia tutte le culture.

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