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Olha Vozna - Ucraina

Il programma è stato realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione

e con il cofinanziamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020



Tunisia

Popolazione

La presenza europea in Tunisia è consistente sino agli anni Cinquanta, anche se nel 1948 comincia l'esodo della comunità ebraica verso il nuovo Stato di Israele (attualmente sono ancora presenti circa 1500 ebrei, soprattutto sull’isola di Jerba). Con l'indipendenza del Paese, si verifica il grande rimpatrio di coloni francesi e italiani (in due anni ne partono circa 110.000).

L’indice demografico è elevato; negli anni 1985-90 il coefficiente annuo di accrescimento è del 2,4%.

Questa tendenza al rapido aumento demografico (comunque più lento rispetto alla media dei Paesi dell’area) perdura malgrado la propaganda ufficiale per il controllo delle nascite, e determina il sorgere di gravi problemi economici e la ricerca di nuovi posti di lavoro. Per questo motivo, si assiste ad un notevole flusso migratorio dalla Tunisia verso vari Stati europei tra i quali ovviamente la Francia, di cui i tunisini conoscono in genere la lingua, e l'Italia; non meno intensi sono i movimenti migratori interni dal Sud verso il Nord, dove industrie e commerci sono più sviluppati e l'agricoltura è più redditizia. Si accentua così la tradizionale disparità nella distribuzione della popolazione, legata alla quantità delle precipitazioni (cioè alle possibilità di agricoltura e insediamento) e quindi alla presenza di centri attrattivi di altre attività economiche.

La popolazione attuale è composta quasi esclusivamente da arabi (96,2%), seguiti da berberi (1,4%) e da una piccola percentuale di altri gruppi (2,4%). La densità media della Tunisia settentrionale è di 63 ab./km² (ma in vaste aree si superano ormai i 100 ab./km²), contro i 4-5 ab./km² dell'estremo Sud, dove tra l'altro sussistono ancora rare popolazioni nomadi, in via però di sedentarizzazione, e dove i centri stabili maggiori corrispondono alle oasi sparse.

Il popolamento del Nord è più diffuso, con numerosi villaggi sparsi sia nelle valli sia sulle stesse pendici dei monti, tra campi di cereali e oliveti. L'urbanesimo in Tunisia è però abbastanza sviluppato (nel 2008 il 67% della popolazione vive in città), anche se in misura minore della vicina Algeria.

Prevale nettamente la capitale, Tunisi (erede dell'antica Cartagine), che è sempre rimasta il centro più importante del Paese; divenuta con i francesi, e ancor più con l'indipendenza, sede di molte attività industriali e commerciali, ha assunto un aspetto nettamente moderno, accanto al quale permane però intatta la vecchia città araba, la pittoresca medina. Dal 1956 ha triplicato la sua popolazione e raggiunge i 2 milioni di abitanti, su un'estensione assai vasta che comprende siti prestigiosi come Cartagine, il lago di Tunisi ma anche vaste periferie e cittadine che superano i 100.000 abitanti.

Tra gli altri centri, tutti di peso economico e demografico nettamente inferiore e tutti con funzioni eminentemente portuali, sono, sulla costa orientale, Sfax, sbocco marittimo della Tunisia centrale, Susa (Sūsah) e Gabès, già attivo nodo carovaniero; sulla costa settentrionale è Biserta (Banzart), un tempo munita base navale francese in una delle più protette rade dell'intero Mediterraneo, ma che ha avuto scarsi sviluppi economici a causa della limitatezza del suo retroterra. Nell'interno, non lontano da Susa, è Kairouan, la “città santa” della Tunisia, la più antica città araba di tutto il Maghreb (fu fondata nel 671); fu capitale della dinastia degli Aghlabiti e vanta nella Grande Moschea uno dei più insigni edifici religiosi del mondo arabo. Chiamata un tempo anche “capitale delle steppe”, è oggi centro agricolo e turistico, con un artigianato artistico in via di sviluppo. Infine, tra i centri d'oasi il maggiore è Gafsa, nella Tunisia centrale.

Nel 2012 i matrimoni sono stati 9,9‰ e i divorzi 1,2‰. Nel 2014 la media dei componenti delle famiglie era di 4 unità.

Nel 2013 la mortalità era di 6,3 ‰, ma la mortalità infantile di 13,1 ‰ (15,2 ‰ sotto i 5 anni). Sempre nel 2013, la natalità era di 19,8‰ e la speranza di vita di 73,7 anni (75,9 anni per le donne e 71,5 per gli uomini).

Il 99% della popolazione si dichiara musulmano.

La lingua ufficiale è l’arabo, ma la conoscenza del francese è molto diffusa. 

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