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Dal 25 giugno al 1 luglio 2017

In onda dal 25 giugno al 1 luglio 2017

Domenica  25  giugno  2017                               RAI3                 dalle 02.50 alle 06.00     (190’)   

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

STANLEY KUBRICK

TUTTI DOVREBBERO GUARDARE IN MACCHINA (2)

 

 

a cura di Simona Fina


con i film

 

THE SEAFEARERS

(Id., Usa 1953, colore, dur. 28’ 54”, v. o. sott. in italiano)

Regia: Stanley Kubrick

Nel 1953, l’International Union Atlantic & Gulf Coast District, commissiona al giovane Kubrick un documentario di propaganda sul Seafarers International Union: il Sindacato Internazionale dei marinai. In questo primo lavoro a colori, Kubrick descrive le attività dell’organizzazione sindacale che raggruppa i marinai: reclutamento, assistenza medica, retribuzione, tutela e nutrimento. La meticolosa descrizione della vita di questa associazione viene riportata privilegiando l’aspetto della vita burocratica e sedentaria, piuttosto che quello avventuroso. Si trattava di un documentario con funzioni prettamente promozionali, con l’obiettivo di incoraggiare i marinai ad iscriversi numerosi al Sindacato Internazionale.

 

 

 

GENTE DELL’ADRIATICO     PRIMA VISIONE TV 

(Italia, 1960, colore, durata 12’ 21”)

Regia: Libero Bizzarri 

Nell’Italia del boom economico, in una cittadina sulle rive del Medio Adriatico, due culture apparentemente contrapposte, quella marinara e quella contadina, si confrontano, non senza atavica diffidenza, a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Il marinaio ama la socialità (per questo passa il suo tempo libero all'osteria con gli altri, e anche le mogli dei marinai hanno la loro ciurma, quando si ritrovano davanti alle case per riparare le reti), mentre il contadino è di indole solitaria. Il film si sofferma sul mercato del pesce e degli ortaggi; sullo scambio tra mare e terra, sulla vita di campagna condizionata da quella del porto, sulla collaborazione tra i marinai e i contadini per le lotte sindacali; sull'attività dei funai; sulle donne al porto in attesa del ritorno dei pescatori; sulle contadine che dal campo portano gli ortaggi in città; sul centro storico della cittadina. La spiaggia non è più solo un luogo di lavoro, il turismo la sta trasformando. I vecchi pescatori si ritrovano a fumare nei loro vecchi posti, lontani dal caos. 

Col passare degli anni, con l’espandersi dell’area urbana, la comunità marinara è andata scolorendo nei suoi forti caratteri, mescolata ormai ad una piccola borghesia urbanizzata formata da artigiani e professionisti. L'avvento del motopeschereccio, che ha ridotto i rischi del mestiere, da un lato, e il progresso tecnologico e la modernizzazione in agricoltura dall'altro, hanno reso più moderni e dinamici i rapporti tra il centro della città, prevalentemente marinaro, e la campagna che lo circonda, anche se tratti caratteristici ancora differenziano, non solo nel comportamento, ma anche nella mentalità, questi due gruppi sociali di antica tradizione. 

 

 

VIDROS PARTIDOS

(t.l., Vetri rotti, Spagna/Portogallo, 2012, colore, dur, 36’ 27”, v. o. sott. italiano)

Regia: Victor Erice

Vidros Partidos mostra i locali della ex fabbrica di filatura e tessitura di Rio Vizela, una delle più grandi industrie tessili in Europa, fondata nella metà del XIX secolo e chiusa nel 2002.

Erice raccoglie, con la sensibilità che contraddistingue tutti i suoi film, le testimonianze degli ex dipendenti della fabbrica, prendendo atto dei cambiamenti di una classe industriale che sta scomparendo.

 

Vidros Partidos è il segmento realizzato da Erice per il film collettivo Centro Histórico (2012), composto da altri tre film ad opera di Aki Kaurismäki, Pedro Costa e Manoel de Oliveira.

Un’opera realizzata nell’ambito dei progetti per Guimarães 2012 Capitale Europea della Cultura.

Il cineasta risponde nuovamente alla richiesta di realizzare un lavoro su commissione.

In questa occasione non solo non parla di se, come del suo paese, la Spagna, anche se avrebbe potuto concretizzarvi un’opera simile; questo è un film pienamente portoghese, dove tutto è portoghese, ad eccezione del cineasta. Non c’è finzione in quest’opera, ci sono solo i ricordi evocati dagli stessi protagonisti mentre  raccontano le loro storie, le loro vite biologiche-lavorative, fino a quando questi due aspetti si confondono del tutto. Questi uomini e queste donne, fatalisti e rassegnati, bravi narratori orali davanti all’attenta e rispettosa cinepresa con la quale Erice li riprende, interpretano sinteticamente se stessi. Ancora 35 minuti, come per La Morte Rouge, ma questa volta a colori e facendo raramente ricorso alle immagini del passato. Erice lascia alla forza della parola viva, espressa nei gesti e sui volti di queste donne e uomini, alcuni dei quali giovani e altri più maturi, il potere di ricreare e immaginare il tempo trascorso”. (Miguel Marías)

 

 

 

 

 

 

IN CALABRIA

(Italia, 1993, colore, durata 81’ 06”)

Regia: Vittorio De Seta

Nato a Palermo da una famiglia aristocratica di provenienza calabrese, Vittorio De Seta esprime non una semplice origine, ma una vera e propria aderenza e appartenenza sociale alla Calabria. A questa Regione, infatti, ha dedicato diversi lavori e in una tenuta della famiglia ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Iniziò a prestare attenzione “ai dimenticati” dopo l’esperienza della prigionia, maturata durante la guerra: pescatori, contadini, pastori, artigiani sono al centro delle sue opere girate in Sicilia, Sardegna e Calabria. Nel 1993 realizza In Calabria, girato in 16 mm per la RAI, con un commento di 13 minuti complessivi, affidato dalla voce di Riccardo Cucciolla. Una allarmata e sconsolata di una regione in mutamento, una ricognizione in cui la Calabria non è soltanto "in Calabria", ma un po' dappertutto, intorno ad ognuno di noi.

Alla fine del XX secolo, in Calabria, ci sono ancora persone che vivono come nell'antichità, in luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. La macchina da presa di De Seta osserva i pastori versare il latte dei loro animali nei secchi e lavorarlo, uomini in grado di costruirsi manualmente ogni tipo di utensile. Il loro è un mondo contadino fatto di piccoli gesti quotidiani in cui è necessario l'aiuto reciproco. Parallelo a questo, c'è un altro universo, diametralmente opposto, fatto di fabbriche, degrado, grandi macchinari. Nuove costruzioni, tra cui i casermoni dell'Università della Calabria, devastano il panorama naturale, fabbriche abbandonate testimoniano il fatto che gli abitanti devono impegnarsi a non perdere per sempre il tessuto delle proprie tradizioni.

 

“ ... ha la bellezza disperata del gesto amoroso che vuole stringere nel presente della sua iscrizione l'oggetto amato e che può soltanto mostrarlo cambiato. L'oggetto filmato, la Calabria perduta, si assenta e si sospende, scoprendo contemporaneamente la potenza utopica e ucronica del cinema”. (Jean-Louis Comolli)

 

 

 

 

Venerdì  30  giugno  2017                               RAI3                 dalle 1.50 alle 6.00 (250’)  

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

SALGARI CORSARO DI CINEMA (1)

 

 

a cura di Simona Fina

 

 con i film

 

 JOLANDA TRA BIMBA E CORSARA

(Italia, 2012, colore, dur. 120’)

Regia, sceneggiatura e fotografia: Tonino De Bernardi

Con: Teresa, Caterian, Tommaso e Alberto Momo, Giulietta e Veronica De Bernardi, Nathan e Francesco Cappennani, Eugenio Maderna, Andrea Mantelli, Mariella Navale, Giulia Nejrotti

I bambini del film sono i pirati di Salgari oggi, nella campagna piemontese, dentro e fuori e accanto alla vita quotidiana. In parallelo e insieme ci sono gli adulti con le loro esistenze e i loro problemi.

I bimbi sono fratelli-sorelle-cugini e amici e si amano e si litigano e con loro inizia il film e il viaggio nell'infanzia, al canto dei pirati musicisti-cantanti. C'è Emilio Salgari, ma è in primo luogo Alberto che lavora al computer per il cinema. E ci sono tutti i suoi personaggi, nella Torino di oggi. 
“Un film dell'oggi con un occhio a ieri, bipolare, attraverso la forza inventiva eversiva anarchica dell'infanzia e l'ascolto e la ricettività massimi della realtà. Un film che opera una dissociazione, perché ognuno sottintende un altro personaggio reale o d'invenzione”. (Tonino De Bernardi)

 

 

JOLANDA, LA FIGLIA DEL CORSARO NERO 

(Italia, 1952, b/n, dur. 88’ 45”)

Regia: Mario Soldati

Soggetto: dal romanzo omonimo di Emilio Salgari

Direttore della fotografia: Tonino Delli Colli

Musica: Nino Rota

Produzione: Carlo Ponti e Dino De Laurentiis

Con: May Britt, Marc Lawrence, Renato Salvatori, Barbara Florian, Umberto Spadaro, Guido Celano, Ignazio Balsamo, Joop van Hulzen, Domenico Serra, Marga Cella

Raccolta all'età di due anni, in condizioni estreme, da una compagnia di zingari, Jolly è cresciuta tra loro, insieme all'uomo che l'accompagnava e che l'ha successivamente educata alle arti militari, rendendola, nell'aspetto e nel portamento, molto simile ad un giovanotto. Un giorno, nei pressi di Maracaibo, i due intervengono in aiuto della scorta di Consuelo, figlia del conte di Medina, assalita da un gruppo di briganti. Gravemente ferito, in punto di morte, il tutore narra a Jolly delle sue origini. Il suo vero nome è Jolanda, figlia del conte di Ventimiglia, il leggendario Corsaro Nero, assassinato a tradimento da Van Guld, conte di Medina, che gli aveva poi affidato la bambina per sopprimerla. Le racconta anche dell'esistenza di un tesoro di famiglia. Per vendicare la morte del padre, Jolanda, in compagnia dei fidi compagni di scorrerie del corsaro nero, Van Stiller e Agonia, si allea, alla Tortuga, col pirata Morgan, che, sotto le insegne inglesi, sta combattendo la Spagna. Ma la guerra volge al termine. Al momento della firma dell'armistizio, l'infido Van Guld, con uno stratagemma, riesce ad ottenere dal rappresentante inglese il consenso all'arresto e al processo dei pirati presenti a Maracaibo, tra cui il figlio di Morgan, Ralf, divenuto nel frattempo l'amante di Jolanda.

 

 

 

Sabato  1  luglio  2017                               RAI3                 dalle 1.50 alle 6.15 (265’)  

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

SALGARI CORSARO DI CINEMA (2)

 

 

a cura di Simona Fina

 

 con i film

 

 GLI INTREPIDI

(Italia, 2012, colore, durata 90’ 32”)

Regia: Giovanni Cioni

Con: Emma Parrini, Davide Guasti, Giovanni Martorana, Stefano Sarri, Carlo Monni, Mattia Moricci, Amedeo Cardelli, Kristijan Jerevya, Salvatore Luche

“Quando Giovanni Maderna mi propose di fare un film ispirato a Salgari, pensai ad alcuni dei ragazzi con i quali avevo fatto, con Pinangelo Marino, laboratori di cinema nella scuola media di Barberino di Mugello. Dissi loro che avremmo fatto un film vero, un film di pirati. Davide mi disse che era un pirata. Emma mi disse che Johnny Depp ne stava facendo uno…La prima immagine del film, che si impose come un’evidenza, è quella dei cannibali che emergono dalle acque dei caraibi. Era un’evidenza. I cannibali ci sono, sono sempre esistiti. Bisogna immaginarli. L’avventura iniziava. A mio figlio Otxoa ho fatto fare uno dei cannibali, naturalmente. Abbiamo creato un gruppo segreto su facebook, Emma parlava di un film che l’aveva colpita molto, L’uomo che cadde sulla terra, con David Bowie. Le ho proposto di scrivergli una lettera. Davide scriveva testi di rap. Gli ho proposto di svilupparli e ne è nato Cronaca Oscura. Ho coinvolto degli attori che conoscevo, con i quali avevo lavorato o volevo lavorare. Giovanni Martorana, Carlo Monni, Stefano Sarri.

Ho pensato a un pastore che vive sui monti sopra casa mia. Questo film, che è una specie di avventura fantastica e molto reale, è anche il primo film che faccio nei luoghi dove sono tornato a vivere. Un film dove immaginare i cannibali che emergono dai Caraibi della fantasia di Salgari. Immaginarli seguendo l’erranza di alcuni adolescenti di un paese dell’Appennino toscano.

Un film di pirati senza Johnny Depp ma dove c’è il David Bowie dell’uomo caduto sulla terra. Dove la Selva oscura è quella dei notiziari con la morte in diretta. Dove i pirati veri, naufraghi sulle coste venezuelane, ci devono essere e ci sono – e sono veri attori, in attesa del regista che non è venuto. Dove l’avventura vera è quella della vita, da immaginare”. (Giovanni Cioni)

 

 

 

I TRE CORSARI

(Italia, 1952, b/n, dur. 79’ 30”)

Regia: Mario Soldati

Soggetto: dal romanzo omonimo di Emilio Salgari

Sceneggiatura: Franco Brusati, Ennio De Concini, Agenore Incrocci, Furio Scarpelli

Direttore della fotografia: Tonino Delli Colli

Musica: Nino Rota

Produzione: Carlo Ponti e Dino De Laurentiis

Durante la guerra tra i franco-piemontesi e gli spagnoli, il capitano Van Gould uccide a tradimento il conte di Ventimiglia. I tre figli del conte, Alberto, Enrico e Luigi vengono catturati e imbarcati per le Antille. Ma il galeone viene assalito dai corsari. I tre Ventimiglia assumono i nomi di Corsaro Rosso, Verde e Nero e, alleati con i corsari, si battono per vendicare il padre, ma Enrico morirà. Dal "Il Corsaro Verde" di Emilio Salgari.

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