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Area marina protetta Miramare

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    • Regione: Friuli-Venezia Giulia
    • Provincia: Trieste
    • Comuni: Trieste
    • Estensione: 127,3 ettari
    • Istituzione: D.I. 12/11/1986 e D.M. 27/9/1999
    • Ente gestore: WWF Italia

    L'area marina protetta si estende per 120 ettari nelle acque del Promontorio di Miramare fino alla profondità di 18 metri, e comprende un'area di riserva integrale di 30 ettari e una di 90 ettari in cui è vietata la pesca ad esclusione di quella sportiva. Questa riserva, particolare ed unico esempio di area marina protetta che sorge accanto ad una grande città, vanta il primato di essere il primo Parco Marino istituito in Italia (1986) nonché la prima area marina protetta ad aver conseguito la certificazione EMAS.

    Gli obiettivi del Sistema di Gestione Ambientale della Riserva, monitorati ogni anno dall’ente certificatore, sono: conservazione della diversità specifica dell’area di marea, conservazione della naturalità dei paesaggi subacquei e subaerei, conservazione dell’integrità ecologica delle comunità del Golfo di Trieste, tutela dell’area marina condivisa e partecipata con la popolazione, incentivazione della riconversione delle attività di pesca e diportistiche non eco-compatibili, contenimento del rumore in acqua, razionalizzazione dell’uso delle materie prime.

     

    Il promontorio roccioso di Miramare è dominato dall'omonimo bianco castello e dal suo parco, legati alla storia di Massimiliano d'Austria e della moglie Carlotta. Il parco, che si estende su un'area di 22 ettari, fu costruito a partire dal 1856 per volere di Massimiliano d'Asburgo per una triplice funzione: giardino della residenza dell’Arciduca, giardino di acclimatazione delle specie esotiche e stazione sperimentale di forestazione. L'attuale aspetto deriva dall'antica querceta preesistente e da tutte le piante immesse nell’arco di questi 150 anni e riuscite ad adattarsi alle condizioni ambientali del posto. Si possono qui ammirare sia specie tipiche dei nostri climi che specie esotiche proveniente da tutto il mondo.

    L'ambiente naturale della riserva ha caratteristiche oceanografiche e biologiche peculiari. La profondità è scarsa, l'escursione termica nel corso dell’anno molto forte, l’acqua spesso torbida per l'apporto fluviale, le maree tra le maggiori del Mediterraneo. Il substrato è ciottoloso e ghiaioso, costituito dalle rocce tipiche del Carso e ricco di anfratti e movimentazioni che permettono lo sviluppo di una variegata flora e fauna marina mediterranea. Il piano mesolitorale (ovvero la fascia costiera interessata dai fenomeni di marea) è forse il piano più conosciuto e peculiare del Golfo di Trieste.

     

    Tipica di questo ambiente è la cosiddetta Quercia marina, un'alga bruna sottoposta a lunghe emersioni, che ha subito una drastica regressione, un vero e proprio reperto storico che risale all'ultima glaciazione e che, nel nostro mare, resiste solo in questo lembo di costa. Più in profondità, nel piano infralitorale, vi è una marcata presenza algale. Nelle aree ombrose superficiali si può osservare una comunità sciafila (che vive in condizioni di scarsa illuminazione) che ricopre pareti verticali, rappresentata da specie algali. Altra comunità che si instaura sopra le rocce o su sedimenti consolidati, ben illuminati e protetti dal forte idrodinamismo della configurazione del litorale o dalla profondità, è la comunità delle alghe fotofile.

    La comunità delle sabbie fini e ben calibrate è rappresentata da specie quali il tartufo di mare. Nei fondi protetti dall'illuminazione diretta e dalla profondità si può osservare il precoralligeno rappresentato dall’alga moneta, dalla palla di mare e da varie spugne del precoralligeno. Tra le numerose specie ittiche che popolano le acque della Riserva ricordiamo la bavosa pavone, il branzino, la perchia, la corvina, il dentice e varie specie di saraghi. Alla base della scogliera si può scorgere qualche esemplare di pinna nobile, mollusco protetto.

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