Le frasi di Benedetto XVI

La sapienza del Papa emerito.

Benedetto XVI Frasi

-“Vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell’abbandono, della solitudine, dell’amore distrutto. Vi è il deserto dell’oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell’uomo. I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi” (omelia per l’inizio del ministero petrino, 24 aprile 2005). -“Chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla, assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera” (omelia per l’inizio del ministero petrino, 24 aprile 2005). -“La libertà umana è sempre una libertà condivisa, un insieme di libertà. Soltanto in un’ordinata armonia delle libertà, che dischiude a ciascuno il proprio ambito, può reggersi una libertà comune” (omelia per la Messa di Pentecoste, 15 maggio 2005). -“Non possiamo comunicare con il Signore, se non comunichiamo tra noi. Se vogliamo presentarci a Lui, dobbiamo anche muoverci per andare gli uni incontro agli altri. Per questo bisogna imparare la grande lezione del perdono: non lasciar lavorare nell’animo il tarlo del risentimento, ma aprire il cuore alla magnanimità dell’ascolto dell’altro, aprire il cuore alla comprensione nei suoi confronti, all’eventuale accettazione delle sue scuse, alla generosa offerta delle proprie” (omelia della Messa di chiusura del XXIV Congresso Eucaristico nazionale, Bari, 29 maggio 2005). -“L’idea genericamente diffusa è che i cristiani debbano osservare un immensità di comandamenti, divieti, principi e simili e che quindi il cristianesimo sia qualcosa di faticoso e oppressivo da vivere e che si è più liberi senza tutti questi fardelli. Io invece vorrei mettere in chiaro che essere sostenuti da un grande Amore e da una rivelazione non è un fardello ma sono ali e che è bello essere cristiani” (intervista a Radio Vaticana, 14 agosto 2005). -“Prima si pensava e si credeva che, accantonando Dio ed essendo noi autonomi, seguendo solo le nostre idee, la nostra volontà, saremmo divenuti realmente liberi, potendo fare quanto volevamo senza che nessun altro potesse darci alcun ordine. Ma dove scompare Dio, l’uomo non diventa più grande; perde anzi la dignità divina, perde lo splendore di Dio sul suo volto. Alla fine risulta solo il prodotto di un’evoluzione cieca e, come tale, può essere usato e abusato. È proprio quanto l’esperienza di questa nostra epoca ha confermato. Solo se Dio è grande, anche l’uomo è grande” (omelia per la Messa nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, 15 agosto 2005). -“La perseveranza nel bene, anche se incompresa e contrastata, alla fine giunge sempre ad un approdo di luce, di fecondità, di pace” (catechesi nell’udienza generale del 17 agosto 2005). -“Libertà non vuol dire godersi la vita, ritenersi assolutamente autonomi, ma orientarsi secondo la misura della verità e del bene, per diventare in tal modo noi stessi veri e buoni” (omelia per la Messa conclusiva della XX Giornata Mondiale della Gioventù, Colonia, 21 agosto 2005). -“La tolleranza, che ammette per così dire Dio come opinione privata, ma gli rifiuta il dominio pubblico, la realtà del mondo e della nostra vita, non è tolleranza ma ipocrisia” (omelia per l’apertura del Sinodo dei Vescovi, 2 ottobre 2005). -“La fede non si riduce a sentimento privato, magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico in favore dell’uomo, della giustizia, della verità” (Angelus, 9 ottobre 2005). -“Il progresso tecnico, pur necessario, non è tutto; vero progresso è solo quello che salvaguarda la dignità dell’essere umano nella sua interezza e consente ad ogni popolo di condividere le proprie risorse spirituali e materiali, a beneficio di tutti” (discorso ai partecipanti alla 33ma conferenza della FAO, 24 novembre 2005). -“Più la persona umana si dona, più trova se stessa” (omelia per la Messa dell’Immacolata, 8 dicembre 2005). -“All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva” (lettera enciclica Deus caritas est, n. 1, 2005). -“Trattandosi di un bene ‘indisponibile’, l’uomo non è il padrone della vita; ne è piuttosto il custode e l’amministratore” (omelia nella Messa del 5 febbraio 2006). -“Chi non dà Dio dà troppo poco” (messaggio per la Quaresima 2006). -“L’uomo non può comprendere se stesso in modo pieno se prescinde da Dio. È questa la ragione per la quale non può essere trascurata la dimensione religiosa dell’esistenza umana nel momento in cui si pone mano alla costruzione dell’Europa del terzo millennio (discorso ai partecipanti al seminario promosso dalla Congregazione per l’Educazione cattolica, 1 aprile 2006). -“Non troviamo la vita impadronendoci di essa, ma donandola” (omelia per la Messa della Domenica delle Palme, 9 aprile 2006). -“Quante domande ci si impongono in questo luogo! Sempre di nuovo emerge la domanda: Dove era Dio in quei giorni? Perché Egli ha taciuto? Come poté tollerare questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male?” (discorso in occasione della visita al campo di Auschwitz, 28 maggio 2006). -“Tutte le risposte che non giungono fino a Dio sono troppo corte” (omelia per la celebrazione dei Vespri nella cattedrale di Monaco, 10 settembre 2006). -“Sia l’amore che la verità non si impongono mai: bussano alla porta del cuore e della mente e, dove possono entrare, apportano pace e gioia” (Angelus del 26 novembre 2006). -“La pace è la meta a cui aspira l’intera umanità! Per i credenti ‘pace’ è uno dei più bei nomi di Dio” (omelia in occasione della celebrazione dei primi Vespri della I Domenica di Avvento, 2 dicembre 2006). -“Non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito” (discorso ai partecipanti al Congresso internazionale sulla Legge morale naturale, 12 febbraio 2007). -“La presenza della fede nel mondo è un elemento positivo, anche se non si converte nessuno; è un punto di riferimento” (incontro con i parroci e il clero della diocesi di Roma, 7 febbraio 2008). -“Sono frequenti e talora inquietanti [gli] interrogativi, che in verità sul piano semplicemente umano non trovano adeguate risposte, poiché il dolore, la malattia e la morte restano, nel loro significato, insondabili per la nostra mente. Ci viene però in aiuto la luce della fede. La Parola di Dio ci svela che anche questi mali sono misteriosamente ‘abbracciati’ dal disegno divino di salvezza; la fede ci aiuta a ritenere la vita umana bella e degna di essere vissuta in pienezza pur quando è fiaccata dal male” (discorso durante l’incontro con gli ammalati, 11 febbraio 2009). -“Oggi non è facile parlare di vita eterna e di realtà eterne, perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto velocemente. ‘Cambiare’ è diventata, in molti casi, la parola d’ordine, l’esercizio più esaltante della libertà, e in questo modo anche voi giovani siete portati spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte definitive, che impegnino per tutta la vita. Ma è questo il modo giusto di usare la libertà? È proprio vero che per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate, lasciano l’amarezza nel cuore? Cari giovani, non è questa la vera libertà, la felicità non si raggiunge così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all’esistenza. Lo vediamo nella nostra vita: ogni esperienza bella, che ci colma di felicità, vorremmo che non avesse mai termine. Dio ci ha creato in vista del ‘per sempre’, ha posto nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita che realizzi qualcosa di bello e di grande. Abbiate il coraggio delle scelte definitive e vivetele con fedeltà!” (discorso in occasione dell’incontro con i giovani nella cattedrale di Sulmona, 2 maggio 2010). -“La cultura consumistica attuale tende ad appiattire l’uomo sul presente, a fargli perdere il senso del passato, della storia; ma così facendo lo priva anche della capacità di comprendere se stesso, di percepire i problemi, e di costruire il domani. Quindi, cari giovani e care giovani, voglio dirvi: il cristiano è uno che ha buona memoria, che ama la storia e cerca di conoscerla” (discorso in occasione dell’incontro con i giovani a Torino, 4 luglio 2010). -“La Chiesa non è una semplice istituzione umana, come qualsiasi altra, ma è strettamente unita a Dio. Lo stesso Cristo si riferisce ad essa come alla «sua» Chiesa. Non è possibile separare Cristo dalla Chiesa, come non si può separare la testa dal corpo (cfr 1Cor 12,12). La Chiesa non vive di se stessa, bensì del Signore. Egli è presente in mezzo ad essa, e le dà vita, alimento e forza” (omelia per la Messa conclusiva della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, Madrid, 21 agosto 2011). -“Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore” (tweet del 12 dicembre 2012). -“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. (…) Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice” (declaratio dell’11 febbraio 2013). -“Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra” (saluto ai fedeli della diocesi di Albano, 28 febbraio 2013).

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