Provare pena, ma per chi?

Alcune precisazioni relative alla conduzione di Stefano Feltri

1) Per il marocchino arrestato (Touil) c’erano un mandato internazionale e una richiesta di estradizione da parte della Tunisia. Se lo hanno fatto, avranno avuto delle ragioni ben precise per farlo. Ci si chiede inoltre perché un marocchino, che tra l’altro aveva la madre in Italia, deve attraversare la Libia e arrivare in Italia su un barcone come richiedente asilo. In Marocco non c’è guerra, persecuzioni etc., è considerato uno dei paesi più sicuri dell’area islamica. Gli hanno rubato la scheda Sim sul barcone? Ma allora su questi barconi ci sono anche dei delinquenti, cosa che non si è mai ammesso. Ricordiamoci che per la strage del Bardo sono molti molte persone, un po’ di rispetto per loro prima che per l’arrestato.

2) Per quel che riguarda il giovane albanese ucciso in seguito tentativo di furto, Lei ha anche affermato che “è stato ucciso per proteggere un Suv”. Cosa ne sappiamo noi? E se fosse stata invece la paura a spingere a sparare? Non mettiamoci sempre dalla parte del giudizio. Inoltre questo è un non problema perché non sono molte che persone che si difendono sparando in Italia, per fortuna! 

3) le persone che dovrebbero suscitare pena sono altre. Pensiamo alla povera mamma anziana trucidata nel letto dal figlio malato psichiatrico. Una lotta solitaria di madre e figlio contro la malattia, una malattia dove Stato è assente. Malati e famigliari lasciati soli.

Noemi Parolari - Biella

 

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