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Pina Bausch: il sentimento della danza

  • Andato in onda:28/04/2016
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      Pina Bausch: il sentimento della danza

       

       

      Rai Radio Techete' dedica, a cura di Silvana Matarazzo, un tributo a una delle principali artefici della danza contemporanea, inventrice del teatro danza europeo, una grande maestra dello spettacolo di fine Novecento: PINA BAUSCH.
      La coreografa tedesca, nata a Solingen nel 1940 e scomparsa a Wuppertal nel 2009, direttrice artistica dal 1973 del Tanztheater Wuppertal, ha completamente rivoluzionato il linguaggio della danza a favore di una visione totalitaria di quest’arte, cancellando gli steccati tra varie forme espressive. La Bausch, infatti, nei suoi lavori ha introdotto elementi prettamente teatrali e una gestualità assolutamente inconsueta per il balletto: densa, fisica e struggente, trasformando i corpi dei danzatori in veri e propri veicoli di forti emozioni e disagi esistenziali. 


       

      L’omaggio a lei dedicato si compone di alcuni brani di un radio documentario realizzato nel 2010 per Radiotre da Leonetta Bentivoglio, esperta di danza e amica della Bausch, a cui si aggiungono un’intervista rilasciata dall’artista tedesca nel 1983 per “Il Pagionone”, storico programma di Radiouno, in cui spiega i motivi che la spinsero ad accettare il ruolo propostole da Federico Fellini per “E la nave va” e un breve estratto da “Appunti di volo”, programma di Radiotre degli anni Novanta, in cui si parla di uno degli spettacoli più belli della Bausch: Nelken.

       

       


       

      Artista conosciuta in tutto il mondo, insignita di numerosi premi e  riconoscimenti, ha creato, sorretta da un gruppo di danzatori-attori formidabili, capolavori che l’hanno resa famosa ovunque: Sagra della primavera, il celebre Café Mueller, in cui danza tra una selva di sedie nere sulle musiche di Henry Purcell, Kontakthof, uno studio sui rapporti umani riproposto successivamente con attori molto anziani, Nelken (Garofani), fino all’ultimo Bamboo Blues, ispirato a un viaggio in India, presentato a Spoleto nel 2009, a pochi giorni dalla sua scomparsa, in occasione del Festival dei 2 Mondi. 
      Pina Bausch ha fatto da apripista a molti coreografi e registi: dopo di lei ogni artista, interessato a percorrere i sentieri della ricerca e della sperimentazione, ha agito la scena in modo nuovo, libero da cliché e convenzioni. 
      La coreografa era molto nota e amata anche in Italia, dove ha realizzato tre spettacoli: Viktor O Dido, a Roma, e Palermo Palermo nel capoluogo siciliano. Federico Fellini la volle nel suo film “E la nave va” per  affidarle il ruolo della granduchessa cieca, attratto dalla grazia dei suoi gesti e dalla sua bellezza quasi monastica. 

      Una vita completamente dedita a una grande passione, che le ha permesso, attraverso il lavoro svolto con i suoi danzatori, scelti non solo per la bravura ma perché capaci di mettersi in gioco come persone sul palcoscenico, di scavare a fondo nei sentimenti umani, facendo affiorare i chiaroscuri della nostra esistenza, sospesa tra la ricerca della felicità, il bisogno disperato di amore e l’impossibilità di realizzare i propri desideri.

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