Il Teatro di Radio3

La fata matematica / Il Teatro di Radio3 del 13/10/2015

  • Andato in onda:13/10/2015
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      IL TEATRO DI RADIO3
      con RADIO3 SCIENZA

      per il bicentenario della nascita di Ada Byron Lovelace 
      in diretta dalla Sala A di via Asiago

      LA FATA MATEMATICA
      Storia della donna che sognò il computer
      scritto e diretto da Valeria Patera

      con Galatea Ranzi  e Gianluigi Fogacci

      musiche originali di Francesco Rampichini
      video di Valeria Spera

      allo spettacolo segue  un incontro a cura di Radio3 Scienza condotto da Rossella Panarese con Stefano Moriggi, Elisabetta Strickland, Tiziana Catarci, Roberto Giacobazzi, Valeria Patera



      Ogni anno in molte città e università del mondo si celebra l’Ada’s day, che in questo 2015 festeggia anche il bicentenario della nascita di Ada Byron Lovelace. Per questa occasione Il Teatro di Radio3  ospita uno spettacolo dedicato a questa importante  eroina del pensiero scientifico che Valeria Patera, nota anche all'estero  per le sue produzioni e pubblicazioni sulla vita di grandi scienziati che attraverso le loro scoperte o invenzioni hanno provocato mutamenti epocali, ha realizzato intersecando  scienza e poesia, teatro, video e musica, affidandolo alla interpretazione di due raffinatissimi attori come Galatea Ranzi e Gianluigi Fogacci.

      Una serata organizzata con l’apporto della redazione di Radio3 Scienza, che sancisce un interesse ormai sempre più ampio e consolidato del teatro verso argomenti e personaggi scientifici.

      Nonostante la presenza del computer in ogni nostro gesto quotidiano sia ormai una norma,  si finisce per saperne poco di quello che ci sta dietro, della sua storia, della sua genesi, delle persone che vi hanno lavorato affinché esistesse. All’origine dell’èra telematica c’è una donna dalla storia importante  che, sullo sfondo della Prima Rivoluzione Industriale Inglese, compie uno dei passi fondamentali per la nascita dell’informatica. Augusta Ada Byron King contessa di Lovelace, figlia del poeta Lord Byron, che come il padre morì a soli 36 anni dopo un’intensa e appassionata vita, in un’epoca dove una donna non poteva nemmeno prendere in prestito un libro senza il permesso scritto del marito, è considerata l’inventrice del software  per aver codificato un primo linguaggio per la trasmissione di dati ad una macchina. Collaborando con il matematico Charles Babbage mise a punto il  progetto per una macchina multifunzione programmabile con un sistema a schede perforate che erano state applicate ai primi telai meccanici. La Macchina Analitica, come fu chiamata dai suoi inventori e che tuttora è esposta al Science Museum di Londra, è di fatto il progenitore del primo computer, realizzato poi da Alan Turing cento anni più tardi.  Augusta Ada Byron previde il  futuro, capì che questa nuova scienza, “la scienza delle informazioni”, avrebbe provocato mutamenti in molti campi, intuì l’avvento di una svolta culturale in senso tecnologico ed epistemologico verso una possibile intelligenza artificiale.

      Il testo dello spettacolo con le note di Sterfano Moriggi, Marco Cattaneo, Franco Buffoni  è pubblicato da La Sapienza Università Editrice   http://www.editricesapienza.it/node/7404 

       

       

       

       

       

       

       

       

       

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