Robert Plant: “Il rock è vivo, cambia di continuo”. Al via Milano Music Week, 20-26 novembre. Time – Note dal Passato: Patty Pravo.


(rollingstone.it)
Robert Plant: “Il rock è vivo e cambia di continuo”. Tornato a vivere in Galles con il suo cane, l'ex voce dei Led Zeppelin parla del nuovo disco e dell'emozione del primo tour senza la sua band.
“Chiunque abbia fatto della musica la sua vita, vuole andare avanti. Dopo che abbiamo perso John Bonham, nel 1980, ho aspettato due album prima del tour, e, quando l’ho fatto, non ho suonato nulla degli Zeppelin”.


Com’è la vita in Galles? “Ho amici fantastici e un cane buonissimo. Gioco a tennis e a calcio tutti i mercoledì alle 7 di sera. Gioco finché qualcuno mi dice: Vai in porta, sembra che tu stia per morire”.


Gene Simmons sostiene che il rock sia morto. “Non ho la più pallida idea di dove il rock inizi e finisca. Parte con Link Wray? O con Rocket 88 di Jackie Brenston? Penso che il rock sia vivo, solo cambia di continuo”



(lastampa.it)
Cento concerti in 7 giorni, ecco la maratona della musica. Scatta la “Milano Music Week” tra live, eventi e dj-set.
Prima edizione della “Milano Music Week”, una settimana (20-26 novembre) in cui tutto quello che gira intorno alla musica diventerà protagonista assoluto. Il direttore artistico Luca De Gennaro (giornalista, critico, conduttore radiofonico) ha fatto le cose in grande: 100 concerti per quasi duecento artisti, e poi mostre, dj set, incontri con i musicisti. Apre il sipario Niccolò Fabi al Teatro Dal Verme. I britannici Jamiroquai portano la loro musica al Forum di Assago. Bell’appuntamento sabato 26, “La notte bianca del vinile”: una sera per perdersi fra copertine e collezionismi vari, scegliendo tra il grande spazio al primo piano di Base e il giro dei negozi di dischi aperti per l’occasione fino alle 23.



Time – Note dal Passato: Patty Pravo
“Ho sempre detto, fatto e inciso ciò che ho voluto. Non sono una donna che le cose le manda a dire. Sono una splendida attrice, ma se una cosa non la sento profondamente preferisco lasciar perdere. Per mantenere la mia libertà artistica ho rinunciato a tanti soldi”.


“Una volta, verso la fine degli anni ’60, io e un mio amico, Alberto Marozzi, lo abbiamo “salvato”. Giravamo per Roma su una 500, dopo un concerto al Titan Club. Hendrix era seduto dietro con una canna in mano. C’era un fumo pazzesco. Siamo stati fermati dalla Polizia a un posto di blocco. Fortunatamente gli agenti mi hanno riconosciuto e ci hanno fatto cenno di proseguire. Jimi si stravolgeva nella vita, ma non sul palco. Era molto sensibile. L’ho visto anche piangere”.


“Con Vasco Rossi ci conoscevamo bene. Eravamo amici e simili come anime. “E dimmi che non vuoi morire” me l’ha mandata cantata da lui, su una cassetta audio. E’ stato subito amore. Lui mi ha definito la sua “parte femminile”. Siamo rock dentro”.


“La canzone “Se perdo te” piaciuta moltissimo in tutto il mondo, in particolare in Giappone. “La bambola” mi ha permesso di girare il mondo. Durante la mia lunga carriera ho fatto il pop, ho sperimentato la canzone francese, cantato il rock”.


“Nel 1992 sono stata arrestata per possesso di hashish, in realtà era uno spinello. Il giorno dopo i giornali hanno scritto che ero in possesso di cocaina. Sono rimasta a Rebibbia tre giorni, in isolamento. Quando sono andata via ho cantato “Ragazzo triste” per le detenute”.



“Nel 1970, mentre ero in vacanza a Dakar ho conosciuto Robert Plant dei Led Zeppelin. Eravamo nello stesso hotel. Entrambi siamo amanti dei deserti, ed è nata una grande amicizia”.


“Per me il palco è vita. E’ il posto dove mi sento più felice, libera, me stessa”.


“Dell’era del Piper Club di Roma manca tutto. Il mondo è cambiato totalmente. Allora ci si divertiva, c'era musica splendida, c'era ricerca, voglia di sperimentare in tutti i campi”. 


“La tournée in Cina, nel 1994, è stata una bellissima esperienza. Il programma tv, in cui ero ospite d’onore, è stato visto da un miliardo di persone. E’ stato bello registrare un disco, incontrare dei gruppi rock locali”.


“Quando sono stata scoperta dall’avvocato Alberigo Crocetta, proprietario del Piper Club, ero un’adolescente con le idee chiare su ciò che volevo. Avevo studiato pianoforte, danza classica e mi ero iscritta al Conservatorio.  Avevo la disciplina e un bagaglio di conoscenze particolare. Volevo sempre fare di testa mia”.



“Essere definita “la ragazza del Piper” mi faceva un po’ ridere. Quel soprannome me lo sono portato avanti tutta la vita.  Ricordo che ero a Londra quando mi hanno parlato di questo locale. Così ho deciso di partire per Roma per andare a ballare al Piper. Lì ho incontrato Alberigo Crocetta, che mi ha chiesto se sapevo cantare. Naturalmente ho risposto di sì. Ma il mio vero sogno era diventare direttore d'orchestra”.


“Fin da giovane ho interpretato delle canzoni intense, da donna vissuta, “Tutt’al più” del 1970 e  “Pazza idea” del 1973. Avevo voglia di cantare gli "esistenzialismi". Ho interpretato brani di Jacques Brel e Léo Ferré”.


“Sono stata fortunata. Negli anni ’60 ho conosciuto  Mick Jagger, Keith Richards, il pittore Mario Schifano, Jimi Hendrix, la modella Donyale Luna (una delle muse di Andy Warhol), Carmelo Bene, Anita Pallenberg, allora donna di Brian Jones dei Rolling Stones. In quel periodo si poteva frequentare della gente di quel livello e di grande interesse. Roma era splendida. Ora è cambiata, ma è cambiato il mondo”.


“Nel 1970 sono andata in vacanza a Dakar. Robert Plant dei Led Zeppelin ed io eravamo nello stesso hotel. Anche lui è un grande amante dei deserti. Ci siamo incontrati ed è nata un’amicizia. E’ una persona deliziosa. Mi manda il tabacco da Birmingham, quello che piace a me”.



“Ho avuto quattro mariti: il batterista Gordon Faggetter,  lo stilista Franco Baldieri, il chitarrista Jack Johnson, il bassista Paul Martinez. Perché il matrimonio ? Per suggellare con il rito una storia importante”.


“Sono sparita per lunghi periodi. Tutti vorrebbero un po’ sparire, ma hanno paura che il sistema non li faccia rientrare. Personalmente non ho mai avuto questa paura. Forse per autostima. Per me è importante star bene. E sto bene anche quando esco di scena.”


“Ho amato Roberto Cavalli che è un vero artista, Romeo Gigli e Trussardi. Non ho mai dimenticato Versace che ha realizzato per me gli abiti di “Per una bambola” e del Carnevale di Venezia”.



“Jacques Brel e Leo Ferré mi fanno sempre compagnia sul palco. Quando canto le loro canzoni si impossessano di me. Per questo ogni interpretazione non è mai perfettamente uguale alla precedente”.


“L’Amore non vive un momento splendido. C’è paura di innamorarsi, di vivere i rapporti serenamente. Ma è l’unico sentimento che resisterà. Tutto ruota intorno all’amore”.


“I miei idoli sono stati: Nina Simone, Ertha Kitt, Led Zeppelin, Aerosmith, Pink Floyd e tanti altri”.



“Ho sempre cantato con il cuore. In quarant’anni di carriera ho cambiato spesso generi. Il mio rapporto col pubblico e sempre stato forte. Ho cambiato immagine e case discografiche. Da ragazzetta con le gambe di fuori sono diventata una signora. I giovani vedono in me una persona da apprezzare e alla quale ispirarsi”.


“All’epoca ero sempre in tour mondiale. Così non ho potuto recitare nei film “Professione reporter” di Michelangelo Antonioni e “Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica. Il primo mi avrebbe proprio divertito, c’era Jack Nicholson. Sarebbe stato un onore lavorare con De Sica”.


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