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Rolling Stone, i 50 anni della bibbia del rock. Time – Note dal Passato: Carlos Santana.


(rollingstone.it)
50 anni di Rolling Stone: la bibbia del rock.   Un grande volume racconta mezzo secolo di 'Rolling Stone'. Tra scatti cult, interviste e inchieste che hanno fatto la storia.
I 50 anni di Rolling Stone sono un’avventura che il fondatore Jann S.Wenner ha dedicato “ai poeti del rock & roll”. Aveva solo 21 anni nel 1967, quando ha dato vita al magazine a San Francisco: “Un grande momento per essere libero in una città piena di musica”, come spiega nell’introduzione di 50 anni di Rolling Stone.


Il libro racconta una storia sempre all’avanguardia, dalla controcultura ’60 a oggi, che rivive negli scatti di maestri come Baron Wolman, Annie Leibovitz, Mark Seliger e Sebastiao Salgado, e nelle parole di autori capaci di incarnare e restituire lo spirito della propria epoca: gli anni ’70, con la loro tensione creativa, nella folle penna di Hunter S. Thompson, la vanità degli ’80 con la raffinatezza di Tom Wolfe, la cultura pop anni ’90 e il disagio odierno attraverso la scrittura tagliente di Matt Taibbi.


“Ho pensato che il rock & roll avesse bisogno di una voce”,
scrive Wenner, “per rappresentare quanto seria e importante fosse diventata quella musica, la sua cultura. Un luogo in cui i fan e i musicisti potessero dialogare tra loro, perché la musica era la colla che teneva insieme una nuova generazione”.


Ha scritto Wenner nel primo editoriale del 1967: “Abbiamo creato questa rivista per raccontare quella che secondo noi è l’evoluzione del rock & roll e i cambiamenti legati a esso”.



Time – Note dal Passato: Carlos Santana
Carlos Santana è uni dei pochi musicisti sopravvissuti della generazione dei ’60 e ’70 Il suo latin-rock, pieno di spiritualità e influssi etnici, è vivo ancora oggi .

La sua leggenda comincia al Festival di Woodstock 1969 . Lui e la sua band percepirono 2550 dollari per l’esibizione (contro i 35 mila di Jimi Hendrix) . Ma da quel palco, la sua chitarra latina, il rock colorato con percussioni hanno iniziato a entrare nelle case degli appassionati di grande musica. Carlos Santana ricorda: “Ero un ragazzino . Quel pomeriggio ero pieno di mescalina. Ma da allora tutto è cambiato . Iniziarono a telefonarmi musicisti-mito come John Lee Hooker o Wayne Shorter. Mi sentivo un extraterrestre” .


Carlos Santana per comunicare sfrutta sempre la sua chitarra, suonata con quel tocco unico, quelle pennate caldissime e inconfondibili . “Il mio è ormai uno show privo di grandi scenografie. – ha spiegato – Tengo la musica al centro di tutto. Vorrei che il mio pubblico la portasse con sé anche quando si spengono gli amplificatori” .


“Negli anni ’70 mi rendevo conto di essere un simbolo, anche se allora ciò che vedevo era confuso dalle droghe. Tutto, dal nostro guardaroba fino alla musica, era il frutto di ore trascorse a parlare, a comunicare, a leggere e ad esplorare gli strumenti”
.



Santana si dichiara da tempo contro ogni tipo di violenza . Lo dice con i toni spirituali delle sue interviste, con la serenità della sua musica, i temi caldi e coraggiosi della sua vita, oltre che con la sua chitarra . “Quando morirò troverò la luce. – ha affermato – Non importa se sarà Gesù o Buddah . Quando ero ragazzo, negli anni ’70, avevo un approccio difficile con la religiosità. La fuggivo e la cercavo allo stesso tempo. Ora sono cambiato grazie all’equilibrio che mi ha dato la fede, al rigore spirituale” .


Carlos Santana è solito invocare la benedizione degli angeli prima di ogni esibizione. “Considero la mia preparazione a un concerto simile a quella di un chirurgo che si lava le mani prima di un intervento . La musica scende più in profondità del bisturi. Per questo, prima di ogni concerti, insieme ai miei musicisti meditiamo e indirizziamo preghiere agli angeli” .


“Tra le mie numerose composizioni “Europa” è quella orchestrata nel modo più divino . Nella musica è presente un invito a dirigersi verso la luce”.


Carlos Santana durante la sua lunga carriera ha incontrato tanti personaggi della musica, della cultura e della politica. “John Coltrane è uno dei più grandi musicisti di questo secolo.  Il suo modo di suonare e comporre era un dono di Dio . Ci sono anche altre persone le cui azioni sono state ispirate dal Signore: Nelson Mandela, Harry Belafonte, Madre Teresa di Calcutta” .



Quali sono i momenti di massima ispirazione ? “Quando il pubblico e la musica diventano una cosa sola. Quando il ritmo soffia tra le persone, come il vento in un campo . Le persone cominciano a danzare come fili d’erba, tutti allo stesso tempo” .


Il chitarrista, riguardo al suo rapporto con il mondo che lo circonda, ha affermato: “Quando la Terra sente che siamo felici non trema. Grazie a Dio abbiamo il potere di modificare il corso della storia. Possiamo sfatare le apocalittiche previsioni degli aborigeni, degli indiani d’America, di Nostradamus, e della Bibbia. Questo può essere raggiunto con il Suono e il Colore, due elementi che hanno un effetto immediato sul cuore di una persona”


La carriera di Santana è iniziata in California, nella San Francisco degli anni ’60. Era l’epoca del “flower power”, delle rivoluzioni sociali . “Mi ricordo di Martin Luther King e di persone come lui che hanno cercato di portare ad una nuova visione del mondo . La musica era fantastica. Avvenivano degli incontri straordinari: Ravi Shankar con Jimi Hendrix, Wes Montgomery con Miles Davis”.


Come ha sviluppato quel sound unico, un mix di ritmi latini e melodie blues-rock? “E’ stato un processo molto naturale. Nella mia musica coesistono due personalità, due amanti: la melodia-la donna, il ritmo-l’uomo. I generi musicali sono il letto sul quale la coppia consuma la sua passione”.



Ricordando i suoi esordi, racconta: “Il 1965 è stato un anno fondamentale per la mia carriera. San Francisco, dove vivevo, stava vedendo nascere la nuova scena hippie. Ho iniziato ad assistere ai concerti del Fillmore West, storico teatro rock. Lì, nel cuore del ghetto nero della città, suonavano i maestri del blues, i miei idoli: Buddy Guy, John Lee Hooker, Jimmy Reed”.


Carlos Santana è un guitar-hero dello stesso livello di Eric Clapton, Mike Bloomfield, Jimmy Page . Solo Jimi Hendrix era di un altro pianeta . “Ho conosciuto Jimi e mi ha folgorato. Nessun altro ha avuto il controllo totale dello strumento come lui. Purtroppo, come Miles Davis, era circondato da gente che lo distraeva. Jimi e Miles avevano un dono divino per la musica” .


“Io non sono più quello di Woodstock, né il capo-hippie della Santana Blues Band. Quel ragazzo è morto. Io muoio ogni giorno, e rinasco il giorno stesso. Lo spirito di Woodstock invece non muore mai. C’è tutte le volte che salgo su un palco. Così come è vivo lo spirito di Bob Marley, Robert Johnson, John Coltrane, Hendrix, e Davis. La loro musica, l’arte, la loro creatività sono una costante fonte di ispirazione” .


augusto.sciarra@rai.it



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