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La notizia data per prima dal Gr2

Trent’anni fa Agca sparò al Papa

Forse un complice aiutò l’ex “lupo grigio” nell’attentato contro Giovanni Paolo II. Questa è la tesi che il giudice istruttore Ilario Martella sta portando avanti. Probabilmente il secondo uomo è Oral Celik, fotografato di spalle mentre fuggiva da Piazza San Pietro. La pista turco-bulgara è, dopo trent’anni, ancora quella più plausibile

ROMA -

Sei lustri, un ergastolo e la successiva grazia, il perdono della vittima e la morte dell'attentatore non sono stai un tempo sufficiente per chiarire quella che è ancora oggi una pagina oscura della storia italiana ed internazionale. Ali Agca, terrorista turco legato al gruppo dei "lupi grigi" ha sicuramente sparato a Papa Giovanni Paolo II ma non era da solo. E Oral Celik, prima indagato e poi rilasciato per insufficienza di prove è stato probabilmente il complice di Agca. È quanto emerge dal libro dell'ex magistrato Ferdinando Imposimato "Attentato al Papa", scritto insieme al giornalista Sandro Provvisionato, ed è anche il tema della nuova inchiesta che sta avanzando il giudice istruttore Ilario Martella. "15 testimoni hanno sentito tre colpi - afferma Martella - c'è la foto di questo giornalista americano che ritrae l'attentatore mentre estrae l'arma dal giubbotto e un'altra in cui si vede Celik fuggire". "Adesso che sono riaperti gli archivi Stasi potremmo saperne sicuramente di più. Sappiamo per certo che i bulgari chiesero aiuto alla Germania dell'Est".

Imposimato sposa la medesima tesi "Agca viaggiò per l'Europa alloggiando nei migliori alberghi. Qualcuno lo finanziava e di certo non erano i ‘lupi grigi'". Durante l'attentato il vescovo Dwesiz udì quattro colpi che ferirono Wojtyla all'addome, alla mano e che colpirono persino due donne.

"I depistaggi sono iniziati subito dopo quella vicenda - continua Imposimato - due agenti del Kgb andarono pochi giorni dopo l'attentato a visitare Agca, il quale da quel momento iniziò a cambiare le versioni precedentemente date che fino ad allora avevano trovato riscontro". Le motivazioni dell'attentato possono anche ritrovarsi nel periodo storico di grande confusione, come afferma lo studioso Alberto Melloni "Quelli erano anni oscuri basati su forti scontri ideologici e dove il terrorismo lasciava una grande scia di sangue. Quando Giovanni Paolo II si risvegliò in ospedale disse "Come Bachelet". L'attentato ha però lasciato alla Chiesa la certezza di un Papa che era sopravvissuto per ridonarle grandezza".



Ultima Modifica: 14 maggio 2011, 08:14
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