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Assenteismo a Viterbo per 16
dipendenti della Regione Lazio

L'accusa per loro è truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Sono tutti impiegati nel settore Agricoltura, 8 dei quali ora agli arresti domiciliari. Scavalcavano i tornelli senza usare il cartellino che veniva timbrato da colleghi compiacenti. Scoperto anche un giro di rimborsi spese truccati

ROMA - Sedici misure cautelari sono state notificate ad altrettanti dipendenti della Regione Lazio, impiegati nel settore agricoltura, decentrato a Viterbo. L'accusa è per tutti di assenteismo ingiustificato dal posto di lavoro; rispondono di truffa ai danni dello Stato e falso.
In particolare, otto dipendenti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari; agli altri è stato notificato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  Gli accusati, alcuni in concorso tra di loro, avevano messo a punto un mix di tecniche 'assenteiste' semplici quanto collaudate: scavalcavano i tornelli senza usare il badge, si facevano timbrare il 'cartellino' da un collega compiacente, arrivavano in ufficio per poi andarsene subito dopo, con un collega che timbrava per tutti gli assenti a fine turno.
I provvedimenti sono stati eseguiti questa mattina dalla Squadra mobile di Viterbo, guidata da Fabio Zampaglione. I dipendenti pubblici colpiti dalla misure - undici uomini e cinque donne - sono tutti residenti a Viterbo. L'indagine, partita da un esposto in procura, è stata coordinata dal pm Paolo Conti.

 



Ultima Modifica: 15 dicembre 2010, 15:27
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